| Vendere all’estero ? Funziona a meraviglia il canale online |
| Scritto da Marco De Alberti | |||
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Se l’export italiano crolla del 25% nei primi 6 mesi del 2009, le vendite online verso l’estero aumentano del 16% in valore. Chi ha investito nell’ e-commerce ha avuto ragione. Dunque battere la crisi è possibile. Serve però un po’ di coraggio e voglia di sperimentare strade diverse. E’ armati di molto coraggio e poche risorse che diversi imprenditori hanno cominciato in quest’ultimo anno a provare la strada dell’e-commerce. E i fatti gli stanno dando ragione: - Gli ordini online sono aumentati del 13% Ma è sul fronte delle vendite online all’estero che ci sono le sorprese più gradite.. In via generale i settori che si sono mossi meglio nel commercio elettronico nel 2009 sono la moda e l’abbigliamento (+42%) e quello del grocery ovvero alimentari e bevande (+9%). Si tratta di due settori che – poco presenti come offerta negli scorsi anni – hanno invece attratto le attenzioni degli operatori ultimamente. Teniamo conto che si tratta di 2 settori di punta del made-in-italy. Quindi non è un caso che i consumatori stranieri si stiano interessando all’acquisto online di scarpe, abiti, borsette ma anche di formaggi dop, vini doc e così via. Complessivamente anche il settore del turismo online ha tenuto bene. Gli ordini mostrano un + 10% a fronte di una leggera flessione in valore. Molti consumatori italiani si sono affidati ai siti specializzati in offerte promozionali o last minute. Senza contare ovviamente i voli low cost (comprati però su siti di compagnie straniere, quindi non rientrano nel dato italiano). Il dato importante è che un numero sempre maggiore di turisti stranieri trova offerte di viaggi e vacanze interessanti su portali specializzati italiani o – meglio ancora – sui siti dei vari operatori. Come bed&breakfast, alberghi, campeggi, ecc. Quindi investire sul commercio elettronico per una PMI presenta molti vantaggi: - Un accesso facilitato ai mercati internazionali, che risulta invece difficile raggiungere con distributori e agenti - I costi per avviare un negozio online sono molto contenuti. Con poche migliaia di euro si può partire ed ottenere risultati - E’ possibile condividere il rischio dell’e-commerce con operatori specializzati. Grazie a modelli di gestione con un costo fisso d’ingresso ed una % sulle vendite - Si possono attrarre al sito di commercio elettronico solo i clienti interessati ad un certo prodotto-servizio. Grazie a piattaforme tecnologiche evolute che posizionano il sito nei motori di ricerca al top per le parole-chiave legate si prodotti. Quindi investimenti in promozione mirati, alla portata anche dei budget risicati delle nostre Pmi. NB:I dati sono presi dall’Osservatorio E-commerce Netcomm/School of management Politecnico Milano
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