Tecnologie per l'impresa Cybercrime, aziende sempre più esposte. Come difendersi ?

Cybercrime, aziende sempre più esposte. Come difendersi ?
Scritto da Marco De Alberti   

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+258%
negli attacchi informatici dal 2011 al 2013, soprattutto ad aziende ed enti. Umberto Rapetto uno dei massimi esperti mondiali, lancia l’allarme ad un convegno Eurosystem

“In Italia si è smesso di parlare di cybercrime come se il fenomeno non esistesse. Manca un serio e articolato monitoraggio dei fenomeni emergenti ed anche di quelli consolidati. Quello che preoccupa è la totale assenza di parametri e di metodo nella ricognizione e nella acquisizione dei dati per la successiva elaborazione indispensabile per adottare le più idonee contromisure” – così Umberto Rapetto sintetizza l’allarmante situazione dei crimini informatici in Italia, durante un suo intervento ad un convegno recentemente organizzato da Eurosystem.

Il percepito delle aziende è che il Cybercrime è un fenomeno in crescita che non le lascia tranquille, come conferma Nello Piccoli imprenditore di Eurosystem che ha il polso della situazione delle aziende. E i dati sono lì a dargli ragione:

  • In generale, in Italia gli attacchi informatici rispetto al 2011 sono aumentati di circa il 258%

  • Gli attacchi gravi – cioè che hanno comportato danni ai sistemi informativi e più in generale agli asset dell’azienda sono aumentati del 245%

  • In particolare lo spionaggio informatico/telematico è aumentato del 131%

Rapetto, che da generale di Brigata della Guardia di Finanza ha fondato e guidato per anni il GAT, cioè il nucleo contro le frodi informatiche, è oggi docente in diverse facoltà universitarie italiane e straniere di materie collegate con i crimini informatici, oltrechè consulente di aziende e organizzazioni di prestigio. Il suo racconto di due casi di crimini informatici subiti da due aziende venete è particolarmente impressionante.

“Un’azienda del trevigiano di oltre 50 dipendenti ed un altissimo livello di automazione.  Loro hanno visto il loro sistema informatico paralizzato per alcuni giorni da un attacco DDOS (ditributed denial of service), che ha saturato le connessioni impedendo la comunicazioni con la clientela. Un’azienda nel basso Veneto, fornitrice di prodotti e servizi, ha visto pregiudicare l’esito di una ambiziosa fornitura per un’inspiegabile fuga di notizia riguardante le pretese economiche nell’ambito della gara. Si è poi scoperto che la falla era un RAT (remote access trojan ) che ha rubato il controllo di un smartphone di un funzionario commerciale. Qualcuno ha così potuto leggere i prezzi di fornitura e praticare sconti di pochi centesimi sufficienti ad ottenere l’aggiudicazione”.

Le aziende del Nord Est in generale e del Veneto in particolare costituiscono una preda ambita per il malintenzionati. Il patrimonio di idee e progetti, custodito nei sistemi informatici delle aziende venete, è potenziale bersaglio per chi intende guadagnare indebitamente un vantaggio competitivo.

E particolare attenzione le aziende dovrebbero prestare all’ utilizzo dei social network. E’ quella la fonte principale degli attacchi informatici.

Marco De Alberti
Info by Giovanna Bellifemine Ufficio Marketing Eurosystem

 


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