| Il mercato italiano Open Source: domanda e offerta |
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Oltre il 12% delle aziende italiane usa soluzioni Open Source.(Istat 2007). Sarebbero molte di più se ci fosse una sufficiente diffusione della conoscenza dei programmi disponibili e dei vantaggi economici e di performance che si ottengono con il software libero. Molte aziende non riescono inoltre ad introdurre applicazioni Open Source perche limitate da programmi che già utilizzano (ad esempio gestionali) che invece sono di tipo proprietario, cioè chiusi. E’ difficilissimo – se non impossibile – far parlare questi due mondi: quindi alla fine sono costrette a rinunciare ai vantaggi del software libero. Dal lato offerta, il panorama è molto variegato. Vi sono molte piccole software house – quasi tutte sotto i 10 dipendenti – molto specializzate ma che stentano ad imporre un modello di business diverso da quello a cui la maggior parte delle PMI sono abituate. Cioè il pagamento di una licenza per un software standard, con un contratto di assistenza e manutenzione annuale. Nel caso dell’Open Source invece non si pagano licenze per il software ma si paga il costo della personalizzazione dello stesso in relazione alle esigenze aziendali. Vi sono poi molte altre società anche medio grandi che – senza fare troppa pubblicità – incorporano molti programmi e pezzi di software Open Source all’interno di loro soluzioni proprietarie, cioè soggette a licenza.
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Il mercato italiano Open Source: domanda e offerta

