Analisi e ricerche di mercato

Published on Luglio 2nd, 2021 | by Redazione MG News

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Climate change siamo ancora in tempo ?

Una domanda che si pongono un po’ tutte le persone con sale in zucca, Dagli scienziati, ai giornalisti, ai politici (pochi) fino alla gente comune. Riusciremo a salvare questo nostro Pianeta in difficoltà ?

La risposta è molto molto incerta. Anche se a leggere le anticipazioni del rapporto dell’ Ipcc, un gruppo di esperti qualificati che lavora per le Nazioni Unite, non c’è da stare tranquilli.

Ecco alcune delle previsioni che vengono presentate in questo draft.

  • L’Ipcc ha confermato che anche superando “soltanto” la soglia degli 1,5 gradi centigradi di aumento della temperatura media globale, di qui al 2100, rispetto ai livelli pre-industriali, le conseguenze saranno “progressivamente gravi, perdureranno per secoli e in alcuni casi saranno irreversibili”;
  • Il rapporto sottolinea i gravi problemi che si produrranno soprattutto nella regione artica – vedi quello che sta succedendo in Canada – che si riscalda 3 volte più velocemente rispetto alla media del Pianeta
  • A causa dei problemi alimentari causati dal CG, già nei prossimi 10 anni potrebbero generarsi 130 milioni di poveri in più. Centinaia di milioni di persone che vivono in aree costiere potrebbero inoltre essere costrette a migrare per la risalita del livello dei mari. 350 milioni di persone in più saranno minacciate dalla scarsità di acqua potabile con 1,5 gradi;
  • Gli eventi meteorologici estremi, inoltre, saranno sempre più violenti e frequenti. Ondate di caldo, siccità, uragani, incendi, inondazioni. E a livello sanitario le malattie, soprattutto quelle veicolate da insetti (ma non solo – vedi CoronaVirus), saranno sempre più minacciose.

Di fronte a tale scenario apocalittico, non esistono soluzioni miracolose, anzi c’è da chiedersi SE esistano SOLUZIONI.

Il draft dice che qualcosa si può fare per mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. Bisognerebbe però azzerare in brevissimo tempo le emissioni di CO2. Bisognerebbe difendere ed estendere le foreste di mangrovie e più in generale reimpiantare miliardi di alberi.

Ma l’impressione che se ne ricava è che anche intervenendo subito a livello globale – cosa della quale dubito viste le resistenze di molti Paesi a cominciare dalla Cina – siamo già fuori tempo massimo.

Se lo scenario più favorevole – ovvero quello di un aumento globale della temperatura solo di 1,5 gradi – già ci espone a delle conseguenze devastanti – non oso immaginare o meglio purtroppo immagino cosa succederebbe nello scenario peggiore e – a questo punto più probabile. Ovvero di un aumento della temperatura globale di 2 gradi !

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