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Published on Agosto 10th, 2021 | by Redazione MG News

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Covid perché gli inglesi tacciono ?

Dopo aver elogiato Boris Johnson per aver decisamente virato la sua politica nei confronti della pandemia, siamo entrati in una fase in cui gli inglesi, politici e consulenti scientifici tacciono. Perchè?

Dove eravamo rimasti ? Eravamo rimasti a maggio che in UK si era appena usciti dal lock down duro e i contagi erano arrivati ai minimi (2.000 al giorno) così come ricoveri e decessi.

Poi da fine maggio le cose hanno cominciato a cambiare. Con il prevalere della variante Delta (nota anche come Indiana) si è scatenata un’ondata di contagi piuttosto rilevante che ha portato nel giro di poco più di un mese e mezzo i contagi salire sopra i 50.000 al giorno con quasi 1000 ingressi giornalieri in ospedale, 900 pazienti in intensiva e oltre 100 decessi. Numeri da fine febbraio/inizio marzo in piena emergenza sanitaria, appena un paio di gradini sotto i picchi di gennaio e inizio febbraio.

In questo contesto non certo rassicurante con alcune zone del paese con ospedali in affanno, Boris Johnson ha deciso di completare il processo di apertura. Via tutte le residue restrizioni e libertà per tutti. Mettendosi contro la maggioranza della comunità scientifica britannica e anche degli amministratori locali come il sindaco di Londra, che ha deciso dove poteva di mantenere delle restrizioni.

Immediatamente dopo la decisione, i contagi hanno raggiunto il picco di 55.000 e poi per una settimana circa sono scesi velocemente, fino a circa 24.000 casi. Una discesa velocissima, anomala, quasi inverosimile. Il virus sembrava voler assecondare la politica di Johnson e zittire i suoi detrattori. Qui tutti a spiegare che la crescita dei contagi dipende dagli europei di calcio, finiti quelli la bolla è destinata a sgonfiarsi. Che si tratta di contagi tendenzialmente di giovani, non vaccinati o vaccinati con una dose. E comunque nulla di preoccupante, anche perchè ormai oltre il 70% degli inglesi è completamente vaccinato.
La realtà è diversa come in parte hanno dovuto ammettere le stesse autorità sanitarie. Clamorosa la gaffe del consigliere sanitario di Johnson che il 20 luglio ha dichiarato che il 60% dei ricoverati era vaccinato. Poi si è corretto dicendo che il 40% dei ricoverati è vaccinato, il che rappresenta comunque un’entità notevole se si pensa che solo nell’ultimo mese sono state ricoverate 23.000 persone.

Dopo questa dichiarazione maldestra di fatto è iniziato un periodo di silenzio delle autorità sanitarie e politiche a cui corrisponde un andamento quantomeno strano dei dati sui contagi e sanitari.

In sintesi dopo il crollo dei contagi si assiste da circa 2 settimane ad un andamento oscillatorio tra i 21.000 e il 31.000 contagi con però alcune peculiarità:

  • Il tasso di positività oscilla tra il 3% e 4% (il picco è stato poco superiore al 5%)
  • Il numero dei tamponi è crollato da una media di oltre 1 milione di tamponi nella prima metà di luglio a meno di 800.000 nella seconda metà e inizio agosto.
  • I dati ospedalieri si sono ridotti ma in modo meno che proporzionale rispetto ai contagi. Infatti siamo a 750 ingressi al giorno in ospedale contro un picco di 950 e le persone in terapia intensiva sono sostanzialmente stabili da un paio di settimane.
  • Il tasso di ospedalizzazione che si era assestato sui 2% al picco dei contagi sta risalendo verso il 3%. Si consideri che il dato credibile sulla ospedalizzazione a inizio marzo (quando la vaccinazione era all’inizio) era del 5%.


Quindi cosa possiamo ipotizzare stia succedendo in UK visto il silenzio ufficiale? Le ipotesi partono da quello che sta accadendo in altre realtà evolute almeno quanto la Gran Bretagna per quanto riguarda vaccinazioni ed organizzazione sanitaria, come ad esempio Israele.

  • Intanto se riportiamo i tamponi a livello della prima metà di luglio, al momento in UK supponiamo un livello di contagi che varia da circa 28.000 a circa 38.000 al giorno
  • Perché questa oscillazione ? Perché comunque senza restrizioni il contagio si alimenta anche se viene in parte frenato dalla vita all’aria aperta e ovviamente dalle vaccinazioni. Poi l’andamento oscillatorio dei contagi farebbe pensare all’emergere e spegnersi di focolai locali.
  • I dati sanitari si riducono poco, meno dell’atteso. Qui è più difficile fare ipotesi. Quello che sta succedendo in Israele è che i vaccinati dei primi mesi dell’anno si trovano oggi in molti casi con un livello di anticorpi molto basso, tale da non proteggere dall’infezione. Tant’è vero che hanno già cominciato con la terza dose per gli over 60. Visto che gli inglesi hanno cominciato a vaccinare molto presto è plausibile che stia succedendo a loro la stessa cosa. Quindi c’è una quota della popolazione vaccinata che si sta re-infettando e, in quota parte, si ammala anche in modo grave (*)
  • Poi ci potrebbe essere che stia cambiando il mix di varianti in circolazione e magari il Governo inglese è un po’ restio ad ammetterlo. E’ chiaro che fino alla metà di luglio la variante Delta era nettamente dominante. Ma stavano emergendo anche altre varianti altrettanto infettive e più pericolose come la Delta Plus e la Lambda. Sarebbe interessante avere dei dati aggiornati su questo fronte.

E’ chiaro che le nostre sono solo ipotesi ma che ci sia qualcosa che non torna sull’andamento della pandemia in UK sono in molti a pensarlo. In Israele dove sono più trasparenti è evidente che le cose non stanno andando come pensavano tanto che hanno reintrodotto delle restrizioni e si sono lanciati pancia a terra a inoculare la terza dose. Come diceva quella famosa pubblicità “Meditate gente, meditate”.

(*) Si legga tra i tanti articoli questo

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