Analisi e ricerche di mercato no image

Published on Novembre 18th, 2004 | by Redazione MG News

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Le imprese italiane fanno sempre più…gruppo.

Una volta c’era il fattore K. Ora c’é il fattore G. Che non ha nulla a vedere con il famoso ‘punto’;, ma sta semplicemente per Gruppo. E descrive la tendenza[…] Una volta c’era il fattore K. Ora c’é il fattore G. Che non ha nulla a vedere con il famoso ‘punto’;, ma sta semplicemente per Gruppo. E descrive la tendenza delle nostre imprese. Sempre più
società e sempre meno ditte individuali, che scelgono di svilupparsi, non aumentando la propria dimensione, ma instaurando e rafforzando i legami con altre imprese. Sarebbe questo il nucleo
‘sano e solido’; del tessuto produttivo italiano che va in controtendenza rispetto alla crisi della grande industria, secondo una ricerca di Unioncamere presentata recentemente a Roma nell’ambito della Seconda giornata dell’Economia.
Un’Italia, si legge nel rapporto, di oltre un milione di società, che ‘rifiuta la logica del declino, scommettendo sul successo del suo modello di sviluppo: quello dell’economia di filiera’. La cui punta di diamante é rappresentata da 66mila gruppi d’impresa, analizzata per la prima volta attraverso l’esame di tutti i bilanci (oltre 3 milioni), depositati tra il 1997 e il 2002 alle Camere di Commercio. Un’Italia ‘cui si deve il 60% del valore aggiunto e il 78% del fatturato nazionale’, che in questi anni difficili ha determinato un fatturato aggiuntivo di 540 miliardi (pari al 42,7% in più in termini nominali rispetto al ’97), che ha sensibilmente incrementato il patrimonio, investendo gli utili realizzati all’interno dell’impresa.
La riorganizzazione in atto sta conducendo le imprese più grandi a ridurre le proprie dimensioni. Un modello ‘originale, particolarmente adatto alle produzioni di qualità destinate a segmenti di mercato di fascia media o alta piuttosto che a prodotti di massa e che ha la sua carta vincente nella flessibilità’. Una flessibilità ottenuta ‘non attraverso economie di scala interne all’impresa, bensì grazie a economie di scala di sistema, legate alle capacità di collegamento con altre aziende. Insomma, il fattore Gruppo’. Le aziende in gruppo generano circa il 32% del valore aggiunto italiano e danno lavoro a 5 milioni di addetti (il 31,9% degli occupati totali).


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