Analisi e ricerche di mercato no image

Published on Novembre 18th, 2004 | by Marco De Alberti

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Perche’ il commercio elettronico non decolla in Italia ?

Nell’ambito del Rapporto Nord Est 2001 sull’ economia e sulla società, recentemente pubblicato dalla Fondazione Nord Est di Venezia, una sezione é stata dedicata allo stato di evoluzione[…] Nell’ambito del Rapporto Nord Est 2001 sull’ economia e sulla società, recentemente pubblicato dalla Fondazione Nord Est di Venezia, una sezione é stata dedicata allo stato di evoluzione nell’ adozione delle nuove tecnologie da parte delle imprese (Osservatorio sulle nuove tecnologie).
L’ analisi é stata condotta sulla base di dati rilevati dal TeDIS della Venice International University nel corso di due consecutive indagini (1999 e 2000).
La rilevazione ha riguardato una percentuale significativa (quasi il 60%) delle imprese appartenenti ai principali distretti industriali dell’ area Nord Est con una dimensione superiore ai 10 miliardi di fatturato.
Il quadro che emerge dall’analisi comparata delle due rilevazioni – pur evidenziando ancora degli elementi di ritardo rispetto ad altre aree a forte industrializzazione – é un quadro di evoluzione positiva, di riduzione di questo gap tecnologico.
In particolar modo si nota un forte accelerazione nell’utilizzo degli strumenti collegati ad Internet:
– la percentuale di adozione della posta elettronica passa dall’ 83% del 1999 al 97% del 2000
– il sito aziendale é ormai un patrimonio dell’82,5% delle aziende (nel 1999: 73,8%)
– le connessioni veloci (dall’ISDN in poi) sono ormai utilizzate dall’ 87% delle imprese (71% nel 1999)
Peraltro alcuni strumenti si stanno diffondendo all’ interno di tutta la struttura aziendale se si pensa che ormai circa il 50% delle aziende ha connesso tutti i suoi uffici alla Rete esterna (Internet).
Se poi andiamo ad analizzare le funzioni attuali che sono svolte dal sito web, scopriamo che – nella stragrande maggioranza dei casi – questo strumento é utilizzato solo per fornire informazioni sull’azienda (100% dei casi) e sui prodotti (80% dei casi), sfruttando solo in minima parte le possibilità di interazione che le attuali tecnologie consentono all’utente.
Le indicazioni sulle prospettive di utilizzo dello strumento nel prossimo futuro ci forniscono invece un quadro diverso:
– il 31% vede il sito web come strumento di customer care (servizio pre e post vendita)
– oltre il 28% pensa di poterlo utilizzare come canale di raccolta di dati ed informazioni sul cliente (preferenze sui prodotti, dati sui consumi, ecc)
– circa il 22% pensa già al web come canale di vendita diretta (e-commerce)
A questo punto comparando i dati sull’utilizzo effettivo del sito web e quelli sull’utilizzo potenziale o atteso si scopre un importante elemento di discrasia: mentre infatti una percentuale irrisoria di aziende dichiara di utilizzare la propria presenza Internet per realizzare vendite online (0,4%), vi é un importante segmento di imprese (circa il 22%) che ha aspettative sull’utilizzo del web a fini di e-commerce.
Come si giustifica questo gap tra realtà ed attese ?
La risposta a questa domanda ci viene analizzando quali sono i motivi che vengono addotti dagli imprenditori per giustificare il mancato ricorso al commercio elettronico.
E qui vengono sfatati, a nostro modo di vedere, tanti luoghi comuni che circolano oggi riguardo agli ostacoli che si frappongono al successo delle vendite online.
Infatti alcune tra le motivazioni per così dire storiche, risultano avere un peso molto marginale; ad esempio:
– attriti con la distribuzione (citati dal 9% del campione)
– carenza di risorse interne (7%)
– transazioni non sicure (3%)
– costi elevati (2%)
Viceversa il motivo di gran lunga più rilevante che viene menzionato é [u]l’inadeguatezza (degli strumenti) rispetto ai prodotti/processi dell’impresa[/u] (57% dei rispondenti).
Si noti che questa percezione – dopo un anno di bombardamento da parte dei mass media sul fenomeno – non si é affievolita ma anzi si é rafforzata (1999: 48%; 2000: 57%).
Come interpretare questo dato ?
L’ interpretazione più coerente con il contesto di riferimento ci porta a concludere che le attuali soluzioni tecnologiche proposte per l’ e-commerce non sono coerenti con la realtà organizzativa dei sistemi distrettuali delle imprese (soprattutto PMI).
In primo luogo va considerato che i sistemi d’ imprese che si sono creati (distretti) si sono fondati su un insieme di relazioni economiche basate su rapporti fiduciari ed informali strettamente connessi alla realtà territoriale di riferimento.
Questo si é tradotto in un sistema produttivo e cognitivo peculiare: relazioni informali e flessibili, forte divisione del lavoro e sviluppo di competenze specialistiche, capacità di rapido adattamento al mercato e di personalizzazione rispetto alle esigenze dei clienti.
La [u]personalizzazione[/u] é proprio la parola-chiave per interpretare il fenomeno: infatti é proprio la capacità di adattare continuamente il prodotto alle mutevoli esigenze del cliente il punto di forza delle imprese appartenenti ai distretti. Di fatto si può dire che la grande maggioranza di queste aziende lavora su commessa; inoltre spesso succede che il processo di realizzazione di un prodotto richiede l’ intervento di n realtà appartenenti alla filiera produttiva (sub-fornitori, erogatori di servizi specialistici, ecc).
Ebbene questi processi complessi non possono essere adeguatamente descritti dagli attuali strumenti tecnologici di vendita online che sostanzialmente partono tutti da un concetto di catalogo di prodotti standard predefiniti.
Soluzioni di questo genere appaiono alle imprese distrettuali come parziali ed insufficienti rispetto all’ obiettivo primario che é quello di non intaccare la fonte primaria del vantaggio competitivo di queste realtà: ovvero [u]la capacità di interagire in modo flessibile con le esigenze del cliente[/u].
Dunque quale futuro per il commercio elettronico per le imprese del Nord Est e più in generale per le PMI italiane ?
La strada é quella di elaborare soluzioni tecnologiche più mirate alla realtà di queste aziende, che tengano conto del sistema relazionale esistente e che consentano una integrazione con le modalità più tradizionali di approccio al mercato. Soluzioni innovative che concepiscano il prodotto come un processo continuo di adattamento alle esigenze del cliente.

Per scaricare l’intero report Nord Est 2001 clicca qui.


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