Bitcoin e Blockchain

Published on Giugno 23rd, 2019 | by Redazione MG News

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Bitcoin verso un nuovo boom?

La famosa criptovaluta dopo aver toccato minimi vicini ai 3.000 dollari in dicembre del 2018, sembra aver imboccato un forte sentiero di crescita già oltre i 9.000 dollari. Che succede?

Dunque dopo un lungo periodo di letargo – almeno per il grande pubblico ed i mass media – Bitcoin torna alla ribalta. E ci torna perchè le sue quotazioni hanno ripreso a crescere in modo evidente. Il sentiero di crescita è iniziato a fine marzo e ora siamo già sopra i 9.000 dollari.

Ma facciamo un passo indietro. L’ ultimo grande exploit di Bitcoin è datato ottobre 2016 – dicembre 2017. Nel giro di poco più di un anno la criptovaluta è salita da circa 600 dollari a 19.650 dollari. Ovvero un aumento del 3.000%. E’ il periodo in cui si è scatenata una vera e propria caccia all’ “Oro del XXI secolo”. Chi aveva un po’ di conoscenza e propensione al rischio, comprando Bitcoin per 1.000 dollari se ne trovava dopo poco più di un anno 30.000. Sembrava la corsa al guadagno facile per tutti, vista anche la (relativa) facilità con cui si possono acquistare Bitcoin.

Poi è arrivata la doccia fredda. Una serie di eventi sfavorevoli tra cui un quasi boicottaggio del governo cinese ha scatenato un’ondata di vendite speculative che in pochi mese ha portato a più che dimezzare il valore della criptovaluta.

Ma chi conosce questo particolare mercato di carattere altamente rischioso e speculativo, sa riconoscere dei macrofenomeni che spiegano le grandi fluttuazioni.

La parola chiave è HALVING ovvero dimezzamento.

In base alle regole introdotte nel 2008, quando è nata la più famosa delle criptomonete, la quantità prodotta dai miners (i minatori accumulano criptovaluta nelle loro “farm”, ovvero computer adattati per questo scopo) attraverso l’attività di estrazione deve essere dimezzata ogni 4 anni attraverso un processo denominato “Halving”.
Il primo halving è avvenuto nel 2012, con la quantità prodotta che è passata da 50 ogni 10 minuti a 25; il secondo, invece, c’è stato nel 2016 e si è passati da 25 a 12,5.
In entrambi i casi, come effetto diretto della riduzione dell’offerta, si è assistito nella fase precedente all’evento a un primo incremento del valore della criptovaluta e al raggiungimento di picchi importanti nella fase successiva, per arrivare poi a una stabilizzazione del valore a livelli sempre più alti.

In particolare, in occasione del primo “dimezzamento” il Bitcoin è schizzato da un minimo di 10 dollari a quota 1.000, per poi sgonfiarsi fino a 200 dollari. Tra il 2015 e il 2017, quindi in concomitanza con il secondo “dimezzamento” del 2016, si è assistito come descritto sopra, al boom del 3.000%.

E’ previsto un nuovo Halving per giugno 2020, che dimezzerà la generazione di nuovi Bitcoin, passando dagli attuali 12,5 ogni 10 minuti per singolo blocco ai 6,25 previsti.

Questo secondo alcuni importanti analisti ha già scatenato un’ondata rialzista che potrebbe portare il Bitcoin addirittura verso quota 400.000 (previsioni da prendere con le super-pinze naturalmente).

Fare previsioni su un mercato così complesso e erratico è molto rischioso. Certamente Bitcoin come le altre criptovalute (almeno quelle che hanno un mercato significativo – come Ethereum e Ripple) sono destinate ad essere sempre più utilizzate, non solo e non tanto come bene di investimento, ma soprattutto come valuta di regolazione degli scambi.

Importanti gruppi bancari mondiali sono al lavoro sulle criptovalute e aziende di grandi dimensioni come Dell, oppure Steam (videogiochi) già accettano Bitcoin in pagamento.

Rumors insistenti dicono che anche il gigante dei giganti dell’ ecommerce – Amazon – sia in procinto di fare il salto.

E Facebook ha appena annunciato il lancio della sua criptovaluta, Libra.

Quindi è chiaro che stiamo parlando di un settore destinato ad uno sviluppo tumultuoso.

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