Internet e new media no image

Published on Novembre 26th, 2005 | by Paolo Valentini

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Arriva la TV mobile!

Banale quanto il desiderio di poter volare, vedere la televisione quando e come lo si vuole, può costituire oggi una grossa opportunità. Di solito parliamo di tv in una logica[…] Banale quanto il desiderio di poter volare, vedere la televisione quando e come lo si vuole, può costituire oggi una grossa opportunità. Di solito parliamo di tv in una logica di programmi e di canali, ma poco si parla della possibilità di vederla attraverso apparecchi diversi rispetto alla comune scatola nero (o grigia) che abbiamo nel salotto di casa. Ebbene, cari amanti della televisione a tutte le ore ed in tutti i posti, è arrivato il momento tanto desiderato!

Si chiama Dvb-h, che in gergo significa ‘Digital video broadcasting handheld’, ovvero, televisione portatile, o meglio ‘tascabile’. Non parliamo del videofonino Tre, né tantomeno della tv sul Pc, ma della televisione ricevibile sul proprio cellulare, come se fosse una vera e propria tv tascabile. Banale, ma perché non ci siamo arrivati prima?
I risvolti tecnologici nella faccenda non sono certo da trascurare. In questi anni di digitalizzazione, siamo abituati a dare per scontato che tutto si possa avere, vedere, ascoltare, in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo, ma non è così. Imporre standard tecnologici nuovi ed abituare le persone ad utilizzare nuovi strumenti/apparecchi non è affatto facile. Pensiamo per esempio al caso della Tv digitale Terrestre, che verrà resa obbligatoria in Italia a partire del 2006, ma che non ha di fatto ancora toccato la totalità delle nostre case. I motivi si sa sono tanti: dall’adozione di nuovi apparecchi tv, alla comprensione vera e propria dell’utilità (cosa che non è affatto ovvia per quasi nessuno in Italia, noi compresi).

La tv sul proprio cellulare, tramite questo nuovo standard (Dvb-h), è senza ombra di dubbio più facile da intuire. Sono in treno, sono al parco, sto mangiando un boccone veloce all’autogrill, prendo il cellulare, lo sintonizzo, come se si trattasse di una radiolina, sulle frequenze del mio canale preferito, e mi godo in santa pace il telegiornale, la soap opera, il reality del caso, e perché no, i pochi bei film che si riesce a vedere (quasi rari sull’etere terrestre).
Semplice ed intuitiva, questa televisione però tarderà ancora parecchio prima di essere una realtà. Un po’ come la telefonia tramite VoIp, questo standard prenderà piede a partire dai prossimi 24-36 mesi, beneficiando probabilmente delle promozioni di qualche gestore di telefonia che vorrà concedere l’utilizzo di questi strumenti abbassando significativamente le soglie di ingresso (costo dell’apparecchio, costo di acquisto di certi contenuti, ecc..). A rendere ancora più complessa la cosa, la mancanza di uno standard legislativo e di una regolamentazione chiara in materia di frequenze, licenze, diritti.

Noi staremo come sempre a guardare (in tutti i sensi), ma di sicuro, chi deve essere felice per questa cosa, sono senza ombra di dubbio i detentori di contenuti, che avranno la possibilità di veicolare il proprio materiale ora anche grazie a questo nuovo mezzo broadcast. Dagli eventi sportivi in primis, ai film, ai documentari specialistici, la vera novità del mezzo sta nel fatto che il segnale verrà inviato in modalità uno-a-molti, proprio come avviene ora per la radio o per il segnale televisivo normale, e non in modalità uno-a-uno, come avviene invece per il segnale UMTS di oggi.
Un futuro insomma avvincente, anche se viene da pensare ai risvolti sociali della cosa: non diventeremo forse troppo cinici ed individualisti, perdendo il gusto di vedersi una bella trasmissione in compagnia? Tra poco lo sapremo.

Paolo Valentini


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