Internet e new media no image

Published on Marzo 23rd, 2011 | by Anna Rado

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Wired, molto più di una rivista

Nato da una intuizione di un italo-americo, oggi punto di riferimento mondiale per chi si occupa di nuove tecnologie e new media.

Oggi c’è una buona notizia!

Finalmente in Italia un movimento concreto e tangibile che si esprime e suona come una rivoluzione c’è! Si chiama Wired ed è in edicola. Sullo scaffale è solo una “rivista” ma sul web cambia forma (uno dei primi portali open source del web 2.0 realizzato in HTML5) ampliando e approfondendo l’informazione. Analogico e digitale qui si fondono; tecnica e tecnologia assieme permettono di fare le rivoluzioni, è sempre stato così ma è vero anche che non cambierebbe nulla se alla base non ci fossero i contenuti e i valori e tanta, tanta gente che li condivide. Beh Wired è la commistione di tutto questo, perché ciò che è veramente diverso in questo progetto editoriale è prima di tutto la redazione: che, grazie al web e a strumenti come Twitter, apre le porte a tutti e lo scambio con i lettori è continuo.

Wired è molto giovane, ha compiuto due anni d’età, e si è fatto portabandiera dei giovani. Il suo nome è scollegato, e il suo motto é “Storie idee e persone che cambiano il mondo”. In nome di questa missione Wired ha promosso prima la candidatura di Internet al Nobel per la Pace e ora sta promuovendo la battaglia “Svegli Italia” per portare il wi-fi in tutte le città dello stivale. Il numero di marzo 2011 è dedicato all’Unità d’Italia e Wired vive questa importante ricorrenza a modo suo, ovvero radunando i nuovi Mille: giovani che con le loro idee e opere possono davvero cambiare il Paese.
Chi legge questa rivista vive all’insegna dei principi che inneggia: internet come fenomeno sociale, le nuove tecnologie, l’energia rinnovabile, l’ecosostenibilità, la ricerca e l’innovazione in tutti i campi della scienza, … fondamentalmente tutto ciò che anima la speranza che si possa affermare una nuova mentalità.

Il target dunque sono i giovani; sicuramente con Nerd e Geek si sfonda una porta aperta; la vera soddisfazione si ha quando a leggerlo sono i nostri padri perché devono capire che a loro non chiediamo altro che libertà, meritocrazia e i mezzi per essere competitivi in Europa e nel mondo. Chiediamo uguaglianza di possibilità perché i confini non ci sono più, si parla di globalità, ma non ditemi che aprire una start-up qui è come aprirla nel nord Europa! Infine, vogliamo poter essere orgogliosi di essere italiani sempre e ovunque; vogliamo poter scegliere di andare all’estero o di rimanere qui.
Come al solito chiudo con una case-history. Una storia su tutte, la più emblematica, è la storia dello stesso Wired:t ideato diciotto anni fa da un italiano, Louis Rossetto, che non si è nemmeno sognato di proporre un progetto così all’avanguardia in Italia ma è andato direttamente nella Silicon Valley.
Capite? Vabbè che queste pagine così ben illustrate sembrano arrivare dal futuro ma qui siamo in ritardo di 18anni!

PS: vi invito tutti a visitare dal 17 marzo al 20 novembre 2011 la Mostra “Stazione Futuro” a Torino.

Anna Rado


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