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Published on Maggio 27th, 2021 | by Redazione MG News

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BRAVO BORIS !

Qualunque sia la valutazione politica su Boris Johnson, gli va dato merito di una gestione della pandemia che da disastrosa è diventata esemplare

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Ci ricordiamo tutti di Boris Johnson un anno fa. Sottovalutava il Covid quasi in maniera sprezzante. Diceva che mascherine e altri dispositivi non servivano. Che bisognava perseguire l’immunità di gregge  e che se anche morivano un po’ di vecchi bisognava farsene una ragione.

Molte delle posizioni politiche di Johnson, nazionalista e anti-europeista, anti-migranti e via di seguito sono dal mio punto di vista detestabili. Non a caso aveva un rapporto privilegiato con il fu (per fortuna) presidente degli USA Trump.

Certo non faceva nulla per farsi rendere accettabile dall’opinione pubblica internazionale, già prima del CoVid. Con queste uscite contendeva il ruolo di negazionista top a Trump e Bolsonaro.
Poi uno strano destino ha voluto che tutti e tre questi personaggi siano stati colpiti dall’infezione.
Reagendo però in maniera diversa.

Trump curato con farmaci allora sperimentali ma molto efficaci se l’è cavata alla svelta e non ha sostanzialmente cambiato il suo atteggiamento machista e superficiale che è costato la vista a centinaia di migliaia di americani. L’unica nota positiva, su insistenza di Fauci, ha finanziato abbondantemente le case farmaceutiche USA riuscendo ad avere i vaccini prima di tutti.

Bolsonaro ha preso il Coronavirus in forma non grave, continuando ad ostentare comportamenti irresponsabili anche durante la malattia. Da uomo forte, uomo duro. Senza sostanzialmente mai fare nulla per proteggere la propria popolazione. E lasciando dilagare il virus in modo devastante, come vediamo anche in questi giorni.

Boris Johnson ha avuto una storia diversa. Da cui ha tratto insegnamento. Si è infatti ammalato in maniera grave di Covid, finendo in terapia intensiva. Come lui stesso ha dichiarato, si è salvato solo grazie all’intervento tempestivo ed efficace dello staff medico.
Da quando è uscito dalla malattia, per Johnson è cominciata veramente una nuova vita. Il suo atteggiamento è profondamente cambiato. Ha cominciato a seguire scrupolosamente le indicazioni dello staff scientifico; si è mostrato concretamente vicino a medici ed infermieri in lotta in prima linea. Ha parlato in maniera chiara al Paese, evidenziando i comportamenti virtuosi e quelli negativi con le conseguenze a cui quest’ultimi possono portare, citando più volte il suo caso personale.

Poi nella gestione delle fasi successive della pandemia ha fatto delle scelte importanti e coraggiose che cerchiamo di sintetizzare:

  • Sui vaccini è stato tempestivo ed ha fatto accordi molto in anticipo con Pfizer ed AstaZeneca (che fra l’altro ha in casa) riuscendo ad avere quantità ingenti di farmaco fin da subito (già fine dicembre). Non a caso la sua campagna vaccinale risulta la più efficace qui in Europa.
  • Per quanto riguarda le misure di prevenzione, con la seconda ondata (sett-ott 20) ha impostato un sistema a zone (tipo Italia) con vari livelli di gravità. Questo sistema non è stato applicato fin da subito in modo deciso ed ha subito poi vari aggiustamenti. Questo fatto – assieme al dilagare di una variante del virus (chiamata poi inglese) – ha fatto sì che la seconda ondata per il regno Unito sia stata devastante, per contagi, ricoveri e decessi.
  • A gennaio di quest’anno Boris ha capito che bisognava seguire una linea dura per cercare di sconfiggere il virus. Ed ha affiancato alla campagna vaccinale “Meglio una dose a tanti che due dosi a pochi” con un lock-down duro che è durato circa 3 mesi. Nessun paese al mondo ha avuto un periodo di restrizioni così prolungato
  • In sistema di tracciamento e testing è stato notevolmente rafforzato e la GB viaggia ormai da mesi con numeri record per quanto riguarda i tamponi giornalieri (500.000-600.000 al giorno)
  • Per finire Boris ha capito la necessità di effettuare il cd “sequenziamento” del virus. Ovvero di analizzare i campioni infetti per verificare la presenza di varianti e la loro diffusione. I laboratori inglesi sottopongono a tracciamento circa il 10% dei tamponi positivi. Tanto per fare un paragone in Italia questa percentuale è dello 0,50% (1)

Tutto questo per dire che non è un caso che la Gran Bretagna sia il paese europeo che sta meglio rispetto alla pandemia. E ciononostante non abbassano mai la guardia. Infatti nonostante contagi giornalieri medi attorno ai 2.000 e decessi sotto i 10 al giorno, il Governo ha raccomandato massima prudenza a causa dell’emergere di alcuni varianti che potrebbero far aumentare i contagi.

Con lo stretto sistema di monitoraggio sono in grado di intervenire in maniera chirurgica e prendere misure di prevenzione mirate, minimizzando l’impatto sulle persone e sulle attività economiche.

E’ per tutto questo che possiamo dire: BRAVO BORIS !

(1)    L’Italia avrebbe dovuto mettere in piedi un sistema di sequenziamento capillare già all’inizio di quest’anno. Per vedere che fine ha fatto si legga ad esempio questo articolo sul Manifesto

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