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Published on Settembre 19th, 2022 | by Redazione MG News

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Cinque buoni motivi per andare a votare

Io come credo molti altri ci siamo posti l’interrogativo per queste elezioni: “Ma vale la pena?”. Ci ho dovuto pensare parecchio, ho letto i programmi dei partiti, ho sentito le dichiarazioni ma soprattutto ho osservato i loro comportamenti recenti. E mi sono convinto che in questa occasione BISOGNA ANDARE A VOTARE.

Vediamo quali sono secondo me le questioni in gioco e cosa possiamo aspettarci nel caso di un esito elettorale che sembra scontato. Ciascuno di questi punti rappresenta di per sé un ottimo motivo per andare a votare:

  • La questione dell’emergenza ambientale: ogni minuto perso su questo tema ci porta verso un futuro denso di incognite pesanti. Bisogna agire IERI. E’ quanto mai necessario abbandonare al più presto le fonti fossili, favorire la creazione di piccole comunità energetiche autonome e togliere tutte le pastoie burocratiche che fermano l’installazione di impianti rinnovabili. E approvare il piano di mitigazione climatica bloccato da anni che consente opere di stabilizzazione del territorio, di protezione di fiumi, boschi, e pareti montuose. E di educare i cittadini alla protezione civile di se stessi e del proprio territorio. Su questo tema la maggior parte dei partiti ha programmi vaghi e poco incisivi. Dal mio punto di vista scarto chi continua a proporre fonti non rinnovabili (rigassificatori) o addirittura il nucleare. Per cui dal mio punto di vista NO al centro-destra e NO a Calenda-Renzi. Il partito più chiaro su questo punto che ha anche una storia e una credibilità sul tema ambientale sono i Verdi-SI
  • La questione dei diritti civili: bisogna salvaguardare tutto ciò che si è faticosamente conquistato in questi anni e che si rischia di perdere o di vedere gravemente compromesso se vincesse il centro destra. Dal diritto all’aborto (vedi situazioni nelle Regioni governate da FDI come Marche e Umbria), alle legge sulle unioni civili, ai diritti  dei gay (vedi ostilità contro il disegno di legge Zan), ai diritti degli immigrati (sia in termini di accoglienza che di integrazione – vedi contrarietà a ius scholae e ius soli sempre del centro destra). In questo senso tutti i partiti del centro sinistra hanno una sensibilità adeguata (PD, Verdi-Si e Più Europa) e anche il Movimento 5 Stelle è abbastanza in linea.
  • La questione della guerra e del gas: è chiaro che non ci sono alternative allo stare in linea con l’Europa. Anzi bisogna sollecitare le istituzioni europee a tutti i livelli ad essere più attive nel proporsi come mediatore tra Russia ed Ucraina, cosa che fino ad oggi solo la Turchia ha cercato di fare (il che è tutto dire!). Avere invece una posizione dialettica e non prona con gli USA che hanno interessi diversi da noi in questa partita internazionale. I continui invii di armi generano comunque morte e distruzione e fanno solo il gioco dei produttori di armi, delle aziende energetiche e dei grandi speculatori finanziari che si sono arricchiti in questa guerra. Lavorare dunque su un duplice binario, cosa che fino ad adesso non si è fatto. Su questi temi gli unici partiti che senza sconfessare la linea europea si pongono in maniera critica sulla questione invio armi sono i 5 Stelle e Verdi-SI. Anche la Lega pone qualche dubbio ma in questo caso si pone la questione sulla sua credibilità visti i rapporti molto stretti avuti anche nel recente passato con la Russia. Tutti vogliono a parole porre un tetto al prezzo del gas ma per poterlo poi fare in concreto bisogna avere politici credibili ed esperti a livello internazionale. E su questo forse il partito più attrezzato (o meno sprovvisto) è il PD.
  • La questione delle alleanze internazionali: è chiaro che il nostro futuro si decide in primis su quanto riusciremo a rafforzare le nostre alleanze internazionali, in primis con l’Unione Europea. Ormai da soli non si va da nessuna parte. La dimostrazione sono i 209 miliardi del PNRR che sono assolutamente essenziali per garantire un futuro almeno accettabile all’Italia. Dobbiamo spenderli bene, e nonostante alcune priorità non siano adeguatamente finanziate, non possiamo a questo punto permetterci il lusso di ridiscuterlo come vorrebbe fare il centro destra. Poi quando pensiamo ad alleati europei con cui concordare le mosse principali – tra cui in primis l’atteggiamento nei confronti della guerra – pensiamo a Francia, Germania, Spagna. Non certo all’Ungheria di Orban che la UE ha dichiarato ufficialmente non essere una democrazia ma una “autocrazia elettorale”.
    Ebbene il centro destra ed in particolare FDI sono stretti alleati dell’Ungheria che a sua volta è nota per avere un’atteggiamento morbido (per usare un eufemismo) nei confronti della Russia di Putin. In queste elezioni difendiamo la nostra collocazione europea e respingiamo un modello come quello dell’Ungheria che reprime i diritti civili, controlla la magistratura e impone la censura alla stampa. I partiti di centro sinistra da questo punto di vista sono tutti saldamente europeisti.
  • La questione sociale e il sostegno ai giovani: ci sono politiche ad ampio respiro che riguardano ad esempio la fine dei contratti precari, l’opportunità di studiare a costi bassi (rette universitarie vanno abbassate o addirittura azzerate), l’opportunità di fare ricerca in Italia e non essere costretti a emigrare perdendo i nostri migliori cervelli. E poi ci sono questioni più urgenti che servono per garantire un minimo di sostegno a chi (giovane o meno giovane) non riesce a trovare lavoro o lo trova a condizioni inaccettabili (3-4 euro all’ora). Quindi la questione del reddito minimo di sussistenza (chi in Italia al momento è il reddito di cittadinanza) per dare un sostegno a chi non ce la fa e la questione del salario minimo (almeno 9-10 euro all’ora) misura che esiste in tutti i principali paesi europei, fuorchè in Italia.  Ebbene anche qui tutto il centro destra e Calenda-Renzi sono tendenzialmente contrari. Favorevoli il centro sinistra ed i 5 Stelle, anche se il reddito di cittadinanza va riformato per distinguere la parte assistenziale da quella che riguarda le politiche attive del lavoro. Assistenza a chi ne ha veramente bisogno mentre sostegno da parte dello Stato e delle Regioni per chi cerca un lavoro con corsi di formazione, condizioni agevolate per le aziende che assumono, etc. Per quanto riguarda le politiche di lungo periodo nessun partito brilla, quelli “meno peggio” sembrano essere i partiti di centro sinistra

Queste 5 questioni (e altre per le quali servirebbero almeno altri tre articoli) sono talmente importanti per il nostro futuro che è necessario prendere posizione con il voto, tenendo conto di quali possono essere le conseguenze se si vota uno schieramento piuttosto che un altro.

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