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Published on Marzo 31st, 2021 | by Redazione MG News

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Covid, Vaccini unica risposta ?

Autorità politiche, esperti vari italiani ed europei ci stanno facendo una “capa tanta” come dicono a Napoli con la storia delle vaccinazioni.
Secondo ormai la voce unica della politica e della stampa allineata la strategia delle vaccinazioni di massa sarebbe l’unica possibile per liberarci in maniera definitiva del Coronavirus.
Ma siamo proprio sicuri che sia così ?

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Noi non possiamo parlare da esperti in virologia, epidemiologia, biologia, etc etc ma usiamo solo il buon senso e guardiamo cosa hanno fatto gli altri, appoggiandoci sui dati. Vedendo se quello che hanno fatto è stato efficace e se lo può essere in prospettiva.

In primis c’è questa narrazione sulla immunità di gregge che si raggiungerebbe vaccinando una tot quota di popolazione (si dice attorno all’80%). Come hanno spiegato esperti veramente qualificati (Crisanti, Viola, Galli – leggi articolo), in questo caso l’immunità di gregge è praticamente impossibile da raggiungere per alcuni ottimi motivi:

  • Se si tolgono gli under 16, coloro che non possono fare il vaccino per allergie ed altri impedimenti e coloro che il vaccino non lo vogliono fare, arriviamo tranquillamente al 25% della popolazione. Quindi già così non ci siamo.
  • L’efficacia immunizzante del vaccino contro l’infezione sappiamo essere variabile tra il 90% ed il 70% (a volte più bassa); quindi la quota di immunizzabili scende ancora
  • Se poi aggiungiamo la presenza di varianti del virus che possono rendere meno efficaci i vaccini (come è già stato dimostrato ad esempio per la variante sudafricana e brasiliana almeno con alcuni vaccini (*)) capiamo bene che avremo comunque fra 4-5 mesi sempre una quota importante di popolazione esposta.
  • Se aggiungiamo che il virus ha una circolazione mondiale e quindi il fatto di aver vaccinato una quota importante della popolazione di un paese non lo mette al riparo da importare il virus da fuori.

E allora ? Allora una strada alternativa è possibile, come hanno dimostrato alcuni paesi nel mondo che hanno adottato – ormai da quasi un anno – delle strategie diverse che li hanno portati a limitare già moltissimo la circolazione del virus ben prima che i vaccini fossero disponibili. Questi paesi possono oggi permettersi di fare una vita quasi normale e di condurre una campagna di vaccinazione assolutamente tranquilla, senza alcun patema o fretta. Portiamo 3 casi:

  • Cina: hanno alcune decine di contagi al giorno, praticamente azzerate le vittime (certo i dati cinesi non sono mai stati affidabili, ma il ripristino della loro vita “normale” è sotto gli occhi di tutti). Hanno vaccinato solo il 7,5% della popolazione e possono permettersi di esportare i loro vaccini nel mondo. E’ l’unica economia del mondo che ha ripreso ormai da molti mesi a galoppare
  • Corea del Sud: 300-400 contagiati al giorno (ricordiamo che l’Italia che ha un po’ più di abitanti viaggia con una media di 20.000 contagi al giorno). Una campagna di vaccinazione molto rallentata, a fine marzo 1,62% della popolazione. Anche qui vita tornata sostanzialmente alla normalità ed economia in recupero.
  • Australia: qualche decina di contagi al giorno. Vaccinazioni senza fretta che interessano al momento il 2% della popolazione. Anche qui vita praticamente normale ed economia in ripresa da mesi.

Cosa accomuna questi 3 paesi ? E perché la loro strategia anti-Covid che non si basa sui vaccini, si è rivelata vincente e lungimirante ?

La loro strategia è qualcosa di cui abbiamo forse tutti sentito parlare, ma che qui in Europa abbiamo lasciato subito da parte. Le famose 3 T: Tracciare, testare e trattare.
Lasciando stare la terza T che è legata alle possibili cure al Covid che si stanno sviluppando con varie fortune, i 3 paesi hanno applicato in maniera sistematica le prime 2 T. Ovvero hanno sviluppato sistemi di tracciamento altamente efficienti, basati su sistemi informativi evoluti, basi dati condivise e molte risorse umane dedicate. A questo si associa un sistema di test molto capillare ed evoluto che aggredisce in maniera efficace anche i più piccoli focolai che emergono dal tracciamento. Ad esempio se si trova un piccolo focolaio di qualche decina di casi in un quartiere di una città cinese (o coreana o australiana) si fanno decine o centinaia di migliaia di tamponi a tappeto in tutto quel quartiere. Finchè non si finisce il test (pochi giorni) tutti in lock-down. Poi restano in quarantena solo i positivi, e si riprende la vita normale.

Fra l’altro questa strategia è lungimirante perchè è efficace qualunque sia la situazione futura, sia che si tratti di varianti dello stesso virus, sia di un nuovo virus.

Perchè l’Italia e l’Europa hanno rinunciato a questa strada ?

Pensate solo a quanti morti, a quante sofferenze e a quanti problemi economici si sarebbero potuti evitare….

Per vedere come funziona il tracciamento in Corea del Sud vedi questo breve servizio su La7
Ascoltate gli studenti italiani e valutate voi se si sentono privati della loro privacy o se sono invece contenti di poter andare al ristorante, al cinema, in palestra, all’Università, etc
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(*) Si guardi ad esempio questo breve video della direttrice dell’Ospedale Sacco di Milano

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