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Published on Giugno 10th, 2021 | by Redazione MG News

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Dalle (5) Stelle alle Stalle

Storia di un declino politico che Conte proverà ad arrestare. Come trasformare un movimento di protesta anti-partitico nella nuova DC ? Mission impossible.

Se Atene piange, Sparta non ride.
Se il PD è alle prese con un processo di frantumazione in mille correnti in cui l’arrivo di Letta sembra aver accelerato il processo.
Se la Lega sta subendo un processo di cannibalizzazione da parte del suo stesso leader (senza nessuna ironia per gli appetiti di Salvini ;))
Se Forza Italia è in uno stato semi-comatoso e continua a dipendere dalla salute fisica (e mentale) del vecchio gallo.

Anche i 5 Stelle non se la passano bene.

Vediamo per punti salienti le ultime fasi di questa situazione critica:

  • La caduta del Governo Conte: in quel Governo contavano più di tutti, erano riusciti anche a portare avanti qualche battaglia identitaria. Con l’arrivo di Draghi si sono spenti e alcuni loro risultati sono stati messi in dubbio o fortemente oscurati (giustizia, rendita dei parlamentari, etc)
  • La Transizione ecologica finta: il Super Ministero fortemente voluto da Grillo che doveva essere affidato ad un tecnico di loro gradimento, è finito ad un soggetto che dalle prime mosse – comprese quelle del Recovery Plan – sembra molto lontano da quei valori legati alle energie rinnovabili, all’economia sostenibile, all’acqua pubblica, al risparmio energetico, che sono stati fondanti del Movimento
  • L’uscita di scena di Grillo: da sempre il loro punto di riferimento soprattutto nei momenti-chiave, si è messo definitivamente fuori dalla battaglia con quel video assolutamente scioccante in difesa del figlio. In cui da dato la dimostrazione plastica di chi “predica bene e razzola male”. Tutti hanno capito che il giustizialismo suo (e quindi dei 5 Stelle) funziona solo…quando non riguarda direttamente loro!
  • La disputa con Casaleggio e la piattaforma Rousseau: al di là della diatriba piuttosto squallida e dei paroloni spesi, la questione riguarda sostanzialmente soldi. Che i parlamentari non hanno versato e che Casaleggio pretende. Ma è l’effetto che questa faccenda sta avendo sugli attivisti che deve far pensare. Sono nella stragrande maggioranza disorientati, hanno perso quei pochi punti di riferimento che avevano. E molti stanno mollando, i MeetUp sono in molti casi delle scatole vuote.
  • Alcuni esponenti importanti sono usciti: basta pensare ai nomi di Di Battista ma anche di Morra e di tanti altri. Personaggi che hanno fatto la storia del Movimento e che certamente avevano e hanno seguito soprattutto tra gli attivisti.

In questo scenario non certo favorevole dopo un paio di mesi di tira e molla, sembra che Conte abbia deciso di prendere in mano le sorti del Movimento. Io penso – e non sono l’unico a pensarlo – che Conte andasse bene nel ruolo di mediatore in un Governo tra forze diverse, ma che non sia assolutamente adatto a guidare il Movimento 5 Stelle. Per riassumere cito le parole stesse di Conte: “Noi parleremo anche all’elettorato moderato, ma non sarà un partito moderato. Saremo molto radicali nel perseguire un processo riformatore”. Ovvero Partito rivoluzionario che si rivolge ai moderati, partito radicale ma riformista. Ovvero tutto e il contrario di tutto.

La realtà è che Conte – ricordiamolo devoto di Padre Pio – può solo cercare di rifondare la Democrazia Cristiana avendo peraltro una base di attivisti – e anche di elettori – che è lontanissima da qual modo di pensare e di vedere la politica e la società.

Per vedere il risultato di questa “svolta moderata” in termini di voti – ricordiamo che in questo modo i 5 Stelle si mettono in competizione ancora più diretta con il PD – aspettiamo le prossime elezioni amministrative e i sondaggi.

Personalmente non penso niente di buono.

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