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Published on Luglio 25th, 2022 | by Redazione MG News

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Elezioni politiche programmi concreti e persone credibili

E’ iniziata questa campagna elettorale afosa e dalle sue prime battute “asfittica”. Si parla di astratte formule del tipo “Agenda Draghi” oppure di alleanze possibili ed impossibili. Se fossi io a capo di un partito, soprattutto che voglia tentare di recuperare una parte di elettorato altrimenti destinato all’astensione (potremmo arrivare vicini al 50%) io punterei su pochi punti di programma concreti (per il breve termine) e su una chiara visione per il futuro. Poi persone vere, no politicanti bolsi o grigi funzionari di partito

Tempi strettissimi, problemi economici e sociali montanti, crisi internazionale e emergenza climatica che ormai è diventata un dato strutturale e costante. Mi sono chiesto se io fossi a capo di un partito, ad esempio mettiamo Nicola Fratoianni di Sinistra Italiana, che cosa farei ?

  • Intanto ho già stretto un patto con i Verdi
  • Chiamerei a raccolta tutte le forze politiche e sociali che possono costruire un programma affine
  • Chiamerei singole personalità che hanno dimostrato di avere qualità personali e visione del futuro (mi vengono in mente Elly Schlein ma anche Rossella Muroni, Isabella Conti, Federico Pizzarotti, Alessandro Zan etc, etc a prescindere da appartenenze politiche presenti o passate)
  • Li radunerei attorno ad un tavolo di progetto che potrebbe anche chiamarsi “Visione Comune“, visto che un qualcosa di simile è già stato pensato di recente e predisporrei due documenti:
    • Uno emergenziale di breve-medio periodo, diciamo vista un anno (per quanto sia praticamente impossibile prevedere alcunchè) che definisca per ciascun punto una possibile soluzione concreta
    • Uno di medio lungo periodo, che proponga una visione della società che pensi principalmente ai giovani e all’ambiente, con linee guida sulla formazione, sulla ricerca, sul mercato del lavoro, sulle politiche energetiche, sui piani di mitigazione ambientale, etc
  • Questi due documenti li renderei pubblici, li sottoporrei alla firma di tutti coloro che si vogliono impegnare direttamente o indirettamente. Coinvolgerei il mondo della cultura, della ricerca e cercherei voci autorevoli che si levino a favore pubblicamente. Ad esempio Carlin Petrini, don Luigi Ciotti, ma tanti altri. E cercherei giovani, soprattutto giovani che si mobilitino su tutto il territorio nazionale (perchè non recuperare le famose “Sardine”?)
  • Poi imposterei la campagna elettorale con pochi slogan e tanta tanta presenza nel territorio. Dove ci sono i problemi, le fabbriche in difficoltà, gli agricoltori e gli allevatori in pericolo, i giovani con stipendi da fame, etc etc
  • Nel frattempo comincerei a cercare le candidature, zona per zona, andrei a pescare a piene mani nella società civile, anche in amministratori locali o ex ma solo se di qualità, senza guardare tessere o appartenenze ma facendomi solo una domanda: “Chi è la persona più degna e capace di rappresentare le istanze del nostro programma sul territorio?”
  • Solo dopo tutto questo, potrei pormi il problema delle alleanze. Partendo sempre dai punti dei due programmi e proponendoli solo a quelle forze politiche che li possono condividere almeno per la gran parte. Quindi non a tutti i costi

Quindi quello che va portato all’attenzione dei cittadini è:

  • Un progetto e non un partito o una coalizione
  • Un programma concreto ed una visione per il futuro che dia speranza  e non vuoti slogan
  • Le facce di persone vere che si impegneranno per portare avanti il progetto e che saranno sì i candidati ma anche gli attivisti, i “testimonial” e le persone della società civile che si ritrovano sulle idee e sui progetti (un infermiere, un medico, un operaio, un giovane raider, un immigrato che raccoglie pomodori a 3 euro all’ora, un ricercatore, etc)

Non sprecherei le mie energie per denigrare o demonizzare l’avversario. Le userei per spiegare alle persone la nostra visione del futuro e i nostri programmi concreti per il breve periodo, spiegando anche da dove troveremo le risorse. Senza paura di proporre soluzioni impopolari come una imposta patrimoniale oppure sui guadagni di borsa oppure sugli extra profitti di alcune società. I Mercati finanziari non devono essere più la divinità in nome della quale si sacrifica la salvezza ed il futuro delle persone, soprattutto di quelle più deboli.

Ecco questo è quello che farei io se fossi Nicola Fratoianni a cui in ogni caso mi sento di fare gli auguri. Sinceri.

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