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Published on Marzo 9th, 2023 | by Redazione MG News

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Gestione migranti basta ipocrisie

Dopo l’ennesima tragedia del mare capitata nel Mediterraneo ed in particolare vicino alle coste calabresi si sono levate da più parti – Governo e non solo – le solite penose frasi tipo “L’Europa deve fare di più”, “Bisogna scoraggiare le partenze”, “Aiutiamoli a casa loro” e via dicendo. E’ ora di partire a fare invece qualcosa di concreto smettendo il pianto da coccodrillo.
Il tema della gestione dei flussi migratori è un tema vastissimo, complesso e che certamente non si può risolvere in poche righe. Per di più serve una conoscenza del fenomeno dall’interno che io no ho e che invece possono avere le organizzazioni di volontariato che da molti anni si occupano di migranti. Di sostenerli e aiutarli nei paesi di origine e in quelli di arrivo come Medici Senza Frontiere, Emergency, Save the Children, Comunità di Sant’Egidio, etc etc. Di salvarli in  mare come fanno le poche ONG che ancora resistono alle vessazioni del Governo italiano, e non solo italiano.

Vogliamo limitarci a considerare la questione dal punto di vista dell’assicurare passaggi in mare sicuri ai migranti o quantomeno di soccorrerli in modo adeguato e tempestivo quando si verificano eventi avversi.

La ragione principale per cui si stanno moltiplicando le richieste di soccorso da parte di barconi di migranti in questi ultimi mesi è collegato in primis con l’aumento delle partenze dalle coste dell’Africa settentrionale, Libia e Tunisia in primis, ma anche dalle coste turche verso Grecia e Calabria-Sicilia. Ma vi è poi un problema strutturale legato alla mancanza di un organizzazione che si occupi di monitorare le rotte dei migranti in traversata, che blocchi gli scafisti e soccorra i disgraziati in difficoltà.
Quello che succede attualmente è che non c’è nessuno – a parte le ONG – che faccia un’opera di “pattugliamento” in mare aperto e verso le coste africane. Su sollecitazione di soggetti come Alarm Phone o Frontex interviene la Guardia Costiera italiana che fa un’opera meritoria di salvataggio, ma che interviene solo nell’ambito delle acque territoriali italiane e comunque solo a seguito di segnalazione specifica.

In realtà è esistita nel recente passato (dal 2013 al 2014) un organizzazione piuttosto articolata (coinvolgeva Marina e Aeronautica Militare, Guardia Costiere, etc) chiamata “Operazione Mare Nostrum” che ha effettuato un grande lavoro di monitoraggio nel Mediterraneo, ottenendo degli eccellenti risultati. Tra i più importanti il salvataggio di oltre 100.000 migranti e l’arresto di circa 300 trafficanti di esseri umani.

Per avere un quadro sintetico dell’operazione vi rimando al sito di Save the Children. Si trattava di un operazione completamente finanziata dal Governo italiano e che è costata circa 110 milioni di euro.
Fu poi sostituita da altre missioni finanziate dall’Europa come Triton e la successiva Themis ma in dimensioni molto ridotte rispetto a Mare Nostrun sia rispetto alle forze in campo sia rispetto al raggio d’azione. Risorse ridotte ad un quarto e impegno limitato alle acque territoriali. Risultato: gli scafisti hanno ripreso il controllo dei loro traffici, fino ai giorni nostri. Ora che i flussi di migranti sono di nuovo in aumento si ripropone drammaticamente il problema di come bloccare i traffici irregolari, arrestare gli scafisti e soprattutto salvare le vite dei migranti.

Ora io mi chiedo aldilà di alcune deliranti dichiarazioni di politici ormai sputtanati come Salvini che vaneggiano ancora di bloccare le partenze o peggio, rileviamo un atteggiamento diverso della Meloni che si dichiara convinta che l’Europa sta cambiando politica e che si va verso una modifica del trattato di Dublino e di un maggior coinvolgimento della UE nella gestione del problema migratorio che riguarda principalmente il Mediterraneo.
Io non sarei così convinto che l’Europa voglia realmente farsi carico del problema dei migranti anche e soprattutto perchè ci sono dei Paesi (come Ungheria e Polonia – governati ironia della sorte da partiti gemellati con Fratelli d’Italia) che sono fortemente contrari a qualunque forma di accoglienza dei migranti.

Se io fossi nella Meloni molto più realisticamente mi farei dare soldi e al limite mezzi dall’Europa (navi, aerei, etc) per mettere in azione un’operazione come fu quella di Mare Nostrum. Faremmo una grande figura a livello internazionale e riusciremmo a salvare molte vite, ad arrestare molti criminali e ci sarebbe anche un risultato seppur modesto, nei flussi di immigrati sulla rotta mediterranea – come dimostra questa analisi che riguarda l’operazione Mare Nostrum.
Niente di permanente perché sappiamo che il fenomeno migratorio ha delle cause strutturali e volerlo bloccare equivale a voler tappare il mare con un dito.

 

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