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Published on Aprile 23rd, 2021 | by Redazione MG News

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Le regioni e The Dark Side of the CoVid

Stiamo assistendo alla solita manfrina – già vista col Governo Conte – delle Regioni che si lamentano perché vengono fatti i lock down, perchè le riaperture sono troppo limitate, etc. I presidenti fanno finta di non vedere almeno una parte dei dati che sicuramente i loro dirigenti li mostrano, per correre dietro alle pressioni di questa o quella categoria. Anche in questa occasione dell’ultimo decreto del Governo, e vi spiego perchè.

E’ proprio vero che la storia non insegna nulla in questo disgraziato Paese. Tutti gli esperti in buona fede e gli osservatori più avveduti hanno capito come funziona l‘evoluzione del virus, in relazione al meccanismo delle zone adottato in Italia.

Da quando sono state adottate le zone nell’autunno scorso, l’andamento della pandemia è più o meno questo.

  • Sappiamo che i contagi partono circa 10 giorni dopo un’apertura, in particolar modo la zona gialla.
  • La zona rossa invece funziona al contrario. Dopo circa 10 giorni cominciano a ridursi i contagi.
  • La zona arancione si è visto che tende a stabilizzare i contagi; se riaprono le scuole le cose possono anche peggiorare come vedremo

Vi è un gap temporale abbastanza stabile tra l’incremento dei contagi e l’incremento degli indicatori sanitari.

  • Più o meno una settimana dopo l’incremento dei contagi aumentano i ricoveri
  • Immediatamente dopo (potremmo dire da 1 a 5 giorni) aumentano le terapie intensive
  • I decessi hanno un andamento meno prevedibile (anche perchè se ne verificano anche fuori dagli ospedali e a volte senza ricovero in T.I.) ma possiamo collocare l’inizio della salita sicuramente dopo le terapie intensive.

Tutti i governatori delle regioni, ad esempio Zaia per il Veneto, stanno dicendo che la situazione è ottimale, che il contagio è sotto controllo. Che si può partire alla grande con ristoranti aperti anche al chiuso, palestre e quant’altro.

Ma quello che Zaia mostra è solo una faccia della medaglia. Quella che gli conviene mostrare all’opinione pubblica.

Ma qual’è “The Dark Side of the CoVid” per parafrasare i Pink Floyd che non si vuole mostrare ?

Facciamo ancora l’esempio del Veneto. Dopo che i contagi erano pericolosamente saliti e i le strutture sanitarie sotto stress, il 15 marzo il Veneto finisce in zona rossa.

  • Verso il 27/28 di marzo cominciano a calare i contagi
  • Dopo aver raggiunto il picco il 6 aprile, dal 7 cominciano a calare i ricoveri
  • Attorno al 10 aprile cominciano a calare le terapie intensive
  • I decessi hanno un andamento meno facilmente decifrabile come già detto e cominciano ad essere un po’ influenzati dalle vaccinazioni

Bene a questo punto secondo step: il 6 aprile dopo 3 settimane di zona rossa, il Veneto entra in zona arancione. Contemporaneamente si riaprono parzialmente le scuole. Teniamo conto di queste circostanze:

  • Aumenta la circolazione delle persone, soprattutto per l’apertura di tutti i negozi, per la maggior presenza nei mezzi pubblici (scuole e altro). Per la possibilità di muoversi liberamente nelle città da parte dei residenti
  • Le persone sono oggettivamente meno disponibili a rispettare le regole rispetto a qualche mese fa e questo comporta ovviamente dei rischi, soprattutto all’interno delle abitazioni dove i controlli – già molto scarsi – non possono arrivare
  • La variante inglese è più contagiosa del 40-50% rispetto al virus base

Con queste premesse ecco cosa sta succedendo in Veneto da circa una settimana:

  • I contagi che calavano da una settimana all’altra del 10-15%, già dal 17-18 aprile sono praticamente piatti rispetto a 7 giorni prima. Il 20 aprile, per la prima volta dal 28 marzo, i contagi sono più alti dello stesso giorno della settimana precedente. I dati degli ultimi 3 giorni confermano questo trend – il 23 aprile 1.035 contagi contro i 906 della settimana precedente (+14%)

Quindi come atteso, la zona arancione funziona normalmente a sterilizzare gli aumenti. In questo caso per le circostanze sopra riportate sembra addirittura farli aumentare, se pur leggermente.

Ecco tutto questo che vi ho appena raccontato è perfettamente noto ai politici e ai dirigenti sanitari della Regione Veneto. Cosa credete possa succedere con le aperture che ci saranno dal 26 aprile – quindi sostanziale ritorno alla zona gialla per la maggior parte delle Regioni ?

E’ un film già visto ma ve ne anticipo la trama.

  • Già dalla prossima settimana i contagi non caleranno più a livello nazionale e nel Veneto continueranno ad aumentare leggermente (ma questo effetto ancora non si vedrà sui ricoveri e sulle T.I.)
  • Dalla metà di quella successiva, diciamo dal 6-7 maggio i  contagi riprenderanno a salire, in Veneto saranno in sensibile aumento
  • Dalla metà di maggio risaliranno i ricoveri e dopo qualche giorno le T.I.

Spero di poter vedere un altro film, ma temo proprio di no.

E questo per non voler adottare una strategia più secca e decisa come ha fatto la GB. Tre mesi di lock down duro e vaccinazioni a tappeto. E ora riapertura prudente. Con la differenza che loro hanno 2.000 contagi e qualche morto al giorno. Noi in Italia riapriamo con 15.000 contagi e 300-400 morti al giorno.

Per vedere come è stata gestita la seconda ondata CoVid nel Veneto si veda questa esemplare inchiesta di Report

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