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Published on Settembre 17th, 2019 | by Redazione MG News

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Renzi scission, furbizia tattica e azzardo strategico

L’operazione di Renzi ha una doppia valenza. Nel breve approfittare del momento favorevole e della debolezza altrui. Nel lungo termine….

Dunque alla fine la tanto attesa scissione è arrivata. Tutti se l’aspettavano ma tutti a dire: “No Matteo, non ora! Non è il momento”

Per certe cose non è mai il momento, ma a guardare bene tatticamente parlando si tratta di una scelta plausibile. Furba e opportunistica, come di addice al personaggio. Anche se vedremo che non basta

Punto 1: alcuni dicono: “Ma potevi farlo prima della nascita del Governo, sarebbe stato più chiaro per tutti”. Altri li fanno eco: “Ma perchè non hai aspettato la mitica Leopolda ? (che non è la sorella più piccola della Ubalda…)”

Intanto Renzi ha spiazzato tutti, come un bravo show man nonchè politico navigato, deve fare per conquistare i riflettori dell’opinione pubblica.

Se avesse fatto questa scelta prima, avrebbe messo dei bei bastoni tra le ruote alla nascita del nuovo Governo (come lo stesso Conte ammette). Specialmente dopo essere stato uno dei principali sponsor. Inoltre così si è tolto dalla scomoda trattativa sulle poltrone (ministri e sottosegretari) lasciando il lavoro sporco ad altri ed ottenendo comunque una discreta rappresentanza.

Ma da un punto di vista tattico l’operazione di Renzi nasce in momento particolare. Forza Italia è sul punto di sfaldarsi, in primis da un punto di vista parlamentare. E poi naturalmente anche nei favori elettorali. Già in buona parte fagocitata dal cannibalismo di Salvini e minata ora dall’operazione di guerriglia di Toti, che qualche parlamentare lo ha già recuperato.

E’ noto che il malcontento è montante seppur sotto traccia nei gruppi parlamentari. E qui Renzi può senz’altro raccogliere consensi. Ha già una ventina di deputati e una decina di senatori. Ma il manipolo è destinato a crescere, a tutto vantaggio del Governo Conte che Renzi si guarderà bene dal far cadere. Anche se il suo potere contrattuale è ovviamente destinato a crescere.

Punto 2: facciamo fatica immaginare che un’operazione così importante, così a lungo meditata, così difficile – immaginiamo – da un punto di vista personale, nasca solo da un calcolo politico di breve respiro. La storia ci insegna che le operazioni di scissione che nascono “nel Palazzo” hanno breve durata. Basti pensare alla Lista Monti, o al partito di Alfano, o andando più lontano, a quello di Fini, dopo la separazione da Berlusconi. Tutti tentativi miseramente falliti – vedi questo interessante spunto su Youtrend

E allora cosa ha in mente Renzi ? Leggendo un po’ dei suoi post e un po’ di dichiarazioni rilasciate di recente, ci siamo fatti la seguente idea. Renzi pensa che:

  • Ci sia uno spazio per un partito di moderati europeisti, con idee innovative che guardi verso giovani e donne (leggi Primo partito italiano ? gli indecisi )
  • Per battere la Lega bisogna scendere in campo con forza sul territorio (e nella società), con una faccia più moderna di quella rappresentata dal PD delle Feste dell’Unità (anche se è un po’ riduttivo questo discorso)
  • Per poter portare avanti un programma innovativo fondato su ambiente, istruzione, ricerca, economia sostenibile serva avere le mani libere da condizionamenti di correnti, spifferi e altre avversità meteo-politiche

Quindi se capiamo bene si tratta di una grande scommessa, di un grande azzardo. Tentare di costruire un movimento che potremmo avvicinare concettualmente a “En marche” di Macron, slegato da tutti i partiti, che sia in grado di coagulare forze giovani e fresche che dia una prospettiva di cambiamento nel medio-lungo periodo all’Italia. Superando le difficoltà presenti e i retaggi del passato del PD e andando a recuperare quell’ elettorato deluso dei 5 Stelle (a sua volta deluso del PD di Renzi). E’ l’estrinsecazione del famoso: “Partiamo dal 40%”, cioè la percentuale ottenuta dal SI al  referendum del 2016 che ha segnato il brusco stop della carriera politica del Fiorentino. Anche se ora i sondaggi sul suo “teorico” partito gli danno un 5% (di stima).

Atto di coraggio politico ? Voglia di rivincita su chi lo voleva già morto ? Smisurata ambizione personale che non trova sfogo nel PD ?

Comunque la si pensi, crediamo si tratti di una sfida politica importante, che non passerà inosservata. Diciamo che le sue prospettive di successo si giocheranno sulla capacità di Renzi (e dei suoi collaboratori) di creare una vera rete di attivisti sul territorio e di testimonial nella società (imprenditori, sindacati, ricercatori, docenti, studenti, uomini di cultura, etc) in grado di contrastare lo strapotere (su questo fronte, più ancora di quello social) che la Lega ha saputo creare in tanti anni di presidio del territorio e nella società civile,soprattutto al Nord.

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