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Published on Luglio 27th, 2005 | by Marco De Alberti

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Città e vocazioni: Oderzo capitale della creatività

Nell’era della globalizzazione dei mercati anche le città ed i territori cercano un loro posizionamento competitivo che le renda riconoscibili al pubblico e ai media nazionali ed internazionali e che[…] Nell’era della globalizzazione dei mercati anche le città ed i territori cercano un loro posizionamento competitivo che le renda riconoscibili al pubblico e ai media nazionali ed internazionali e che favorisca l’attrazione di risorse in termini di competenze, intelligenze e mezzi finanziari.
Le grandi città ed anche alcune macro-aree si sono già mosse da qualche anno con operazioni di marketing territoriale che tendevano a promuovere l’immagine e le risorse del territorio; ma anche le città e le realtà territoriali più piccole sentono oggi il bisogno di qualificarsi in modo preciso nei confronti di realtà più grandi che con le loro maggiori risorse e disponibilità – anche logistiche -rischiano di soffocare i piccoli centri che in Italia si sono dimostrati in questi ultimi anni i più vitali nel facilitare lo sviluppo dell’economia del territorio.
Il Comune di Oderzo sta cercando intelligentemente di percorrere questa strada. Attraverso una vocazione per la creatività e l’innovazione costruita nel corso degli ultimi 8-10 anni.
Già nel 1997 Oderzo istituiva un premio di Architettura che mirava a mobilitare le energie creative dei migliori talenti veneti e nazionali nel presentare progetti di valorizzazione del territorio.
Poi è stato naturale focalizzare l’attenzione sul design, ed in particolare sul design industriale, come ci spiega Giuditta Rado, assessore alla cultura: “Partendo da un tessuto di aziende della nostra zona molto attive nel campo del design (nei settori della moda, del mobile, dell’elettrodomestico, ecc) abbiamo pensato di offrire loro una vetrina nella quale valorizzare le loro creazioni, ancorandole ad un territorio e ad una tradizione importanti”. Tradizioni che partono da lontano, visto che Oderzo – l’antica Opitergium – era un crocevia di scambi commerciali fin dal IX secolo avanti Cristo, qualificandosi successivamente in epoca romana come un fiorente centro di attività artigianali legate alla lavorazione della ceramica.
E rinverdite nel corso del 900 dall’opera dell’opitergino Alberto Martini, uno degli artisti più innovatori della sua epoca: pittore, scultore ed illustratore di libri, bozzetti teatrali, manifesti pubblicitari.
Le prime iniziative per quanto riguarda il design industriale sono state delle mostre personali dedicate a singoli professionisti che lavorano per aziende del territorio ma le cui realizzazioni hanno avuto successi e riconoscimenti internazionali: come ad esempio Bertoncini (designer dell’Aprilia ma anche di arredo), Pezzetta, industrial designer di un gruppo multinazionale – anche se con forte presenza locale – come l’Electrolux, ed Horn progettista internazionale di mobili.
Queste mostre erano poi accompagnate da eventi collaterali – come laboratori, incontri, ecc -miranti a coinvolgere la popolazione, soprattutto i giovani che sono coloro che esprimono al massimo livello la creatività e che devono poi convogliarla verso realizzazioni concrete (prodotti, immagini, progetti, ecc).
Nel campo del design industriale Oderzo ha poi attivato negli anni collaborazioni con aziende riconosciute per questo a livello internazionale, come ad esempio la Fantoni di Udine con il suo centro ricerche sul design e la comunicazione.
Con queste premesse era naturale che nascesse l’idea di un Premio dedicato al design industriale; per far partire in modo concreto l’iniziativa è stato fondamentale “fare squadra”. Anche qui la cabina di regia è stata dell’assessore Rado: “Il Premio Oderzo azienda & design è partito l’anno scorso, puntando sulla collaborazione con la facoltà di design industriale di Treviso e con Unindustria Treviso; l’obiettivo è di mostrare al pubblico come i designer possano contribuire al processo di innovazione delle nostre aziende, migliorando il loro posizionamento competitivo sui mercati internazionali” Possiamo dire quindi dire che il Comune di Oderzo, sfruttando al meglio le sinergie con il mondo accademico e con l’associazione di categoria, si è fatta carico di un’azione concreta di marketing territoriale nei confronti del mondo delle imprese.
Giunto alla sua seconda edizione nel 2005, il premio ha raccolto un crescente successo sia per quanto riguarda le aziende partecipanti (+60% rispetto all’anno scorso) sia per l’interesse dimostrato dai visitatori, principalmente aziende, progettisti e designer che hanno cercato di trarre spunto delle opere partecipanti – visibili in una mostra aperta al pubblico – per tentare di inserire elementi di innovatività anche in settori e campi completamenti diversi, dando luogo a quel “circolo virtuoso della creatività e dell’innovazione” che è uno degli obiettivi principali del Premio. Ma per alimentare l’interesse e sviluppare le doti di creatività – soprattutto tra i più giovani – è necessario fare un lavoro di base molto importante con le scuole che il Comune di Oderzo porta avanti ormai da anni. Con i suoi laboratori di creatività che partono dai bambini delle scuole materne per arrivare ai giovani delle scuole superiori.
Con tutte queste premesse, fatte di eventi organizzati, di sensibilizzazione diffusa nella popolazione; con un humus di aziende locali con la vocazione al design e all’innovazione; con una facoltà universitaria di design industriale alle porte della città, Oderzo ha tutti i titoli per diventare uno dei centri facenti parte del circuito internazionale “Città della creatività” promosso dall’Unesco.
Questo titolo potrebbe essere la porta che si apre per far conoscere Oderzo ed il suo territorio al pubblico internazionale; un pubblico fatto di turisti che possono apprezzare le notevoli opportunità archeologiche e culturali del territorio; un pubblico fatto di professionisti interessati a valorizzare il loro talento nelle aziende locali; un pubblico fatto di imprenditori e finanziatori che potrebbero decidere di investire nelle attività innovative a ad alto valore aggiunto del territorio.


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