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Published on Maggio 20th, 2009 | by Marco De Alberti

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Blog e social network: come usarli per sviluppare il business ?

Il social marketing è appena iniziato. Anche negli USA. Una recente ricerca ci dice che il 72% delle aziende usa blogs e social media per scopi di marketing da pochi mesi. Quali sono le 10 questioni più rilevanti da affrontare in questo campo ? Oggi quali sono gli strumenti preferiti oggi ? Quali i benefici attesi e dove c’è maggior richiesta di informazione ?

Affermazione: Gli USA sono anni luce avanti a noi nell’uso dei social media (come blogs, piattaforme di condivisione contenuti, social network).
Falso: un recente studio di Michael A. Stelzner, noto esperto di marketing sociale, ci dice che anche gli americani stanno partendo ora su questo fronte. Se è vero che l’88% degli intervistati dichiara di effettuare una qualche attività di social marketing (anche solo postare qualche intervento in un blog…) è altrettanto vero che il 72% ha cominciato da qualche mese.

Le 10 questioni più rilevanti

Sono le domande che un po’ tutti coloro che vorrebbero usare i social media a sostegno dell’attività aziendale si pongono. Le più rilevanti secondo l’indagine sono:

1. Quali sono le strategie da utilizzare ? Cioè come usare questi strumenti, per sostenere un brand già forte, per lanciarne uno di nuovo, per azioni di direct marketing ?

2. Come si misura l’efficacia (risultati) dei social network ? Sia in termini di ritorno sugli investimenti che di notorietà del brand

3. Da dove si comincia ? Ovvero c’è un modello predefinito che possa aiutarci nell’affrontare il variegato mondo dei social media ? Meglio social network generici (come Facebook, Youtube o comunità professionali come LinkedIn, Plaxo, ecc) ?

Le altre 7 questioni riguardano temi come
o Netiquette da usare nei social network ?
o quali sono i social media più efficaci nel breve e nel medio-lungo termine ?
o come razionalizzare gli sforzi e veicolare lo stesso messaggio su più media ?
o come “catturare” il target di mio interesse all’interno dei social media ?
o come trasformare un contatto all’interno di un social media in un prospect e poi in un cliente ?
o come sviluppare in maniera integrata una campagna all’interno di più social media ? e ancora come integrare questi strumenti con gli altri, sia online che offline ?

Come affrontare i social media ?

Innanzitutto come già detto la stragrande maggioranza dei manager americani è appena arrivato sui social media. Peraltro una fetta significativa di loro (64%) dedica oltre 5 ore settimanali all’analisi e agli interventi sui social media.

Molto interessante il ranking dei benefit percepiti dalle azioni condotte sui social media: (vedi grafico)

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l’81% trova vantaggi in termini di visibilità dell’azienda e dei suoi prodotti
o il 61% li trova utili per accrescere il traffico al sito o il proprio database di prospect
o una percentuale molto elevata (52%) ha verificato un miglioramento nel posizionamento del sito sui motori di ricerca
o un promettente 35% riporta vantaggi importanti nella conclusione di un affare o di una vendita

Affermazione: i social media di cui sentiamo più parlare sono Facebook e Youtube. Sicuramente saranno anche i più usati per realizzare azioni di business
Falso: il social media di gran lunga preferito per le operazioni di social marketing è Twitter (usato dall’86%), seguito dai blog (79%) e da LinkedIn (78%) che supera, sia pur di poco, Facebook.
Molto più indietro Youtube usato solo dal 41% del campione intervistato.

Tra gli uomini di marketing sembra esserci una grande fame di conoscenza in merito alle dinamiche dei vari social media. Quelli relativamente poco conosciuti (e sfruttati) sono i siti di bookmarking sociale come ad esempio Del.icio.us. Ben il 58% dichiara di non conoscerli abbastanza.

Cosa ricavare dai risultati di questa indagine? Alcune considerazioni, da condividere con i nostri lettori:
o l’utilizzo dei social media per il business è ancora in una fase aurorale, non solo in Europa ma anche negli USA
o prevale ancora la logica della sperimentazione sul campo del tipo “try and error” piuttosto che un approccio sistemico che nessuno a oggi è riuscito a proporre
o hanno molto credito le community professionali come strumento di marketing (come LinkedIn) mentre si fa più fatica ad orientarsi in social network generalisti come Facebook o, peggio ancora, Youtube. C’è evidentemente un vissuto di “strumenti poco controllabili” che condiziona le aziende americane (figuriamoci le nostre….)
o i vantaggi in termini di visibilità del brand e dei prodotti aziendali sembrano assodati. Sorprendono positivamente i miglioramenti ottenuti nel posizionamento sui motori di ricerca. Ancora da confermare l’efficacia diretta sulle vendite.
o c’è un grande bisogno di avere strumenti per misurare l’efficacia dei soldi spesi sui social network. Questo vale in modo particolare in questo momento di crisi

Scarica l’intero rapporto (in inglese)

Marco De Alberti


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