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Published on Settembre 25th, 2014 | by Redazione MG News & MailUp

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Email marketing, la scelta etica per battere lo SPAM

L’email ha quarant’anni, il doppio del web. Nonostante l’avvento dei social network e dell’instant messaging rimane la forma di comunicazione online principe con 4 miliardi di account.

È prima di tutto una forma di comunicazione interpersonale praticamente gratuita che ha quasi completamente sostituito i fax e le lettere cartacee (anche se su questo qualcuno non sarà d’accordo ).

Se usata bene sa essere interessante, non invadente e raccontare eventi, personaggi e situazioni con un pizzico di ironia. E soprattutto: è tempestiva, arriva al momento giusto da chi non solo l’attende, ma addirittura la desidera per le informazioni rilevanti che porta con sé.

Nata insieme a Internet e oggi disponibile per oltre 4 miliardi di utenti, l’email è stata adottata dal marketing diventandone uno dei figli più promettenti: l’email marketing. Inviata dalle aziende solo a chi dà il proprio consenso e ricevuta con fastidio da chi non ricorda, invece, di aver dato quel permesso, l’email ha generato uno dei più grossi equivoci degli ultimi tempi. Ovvero: l’etico, pulito e intelligente email marketing delle aziende si è trasformato in odioso SPAM per gli utenti. La differenza non è solo linguistica: da una parte e dall’altra ci sono ragioni, numeri e prospettive che si intrecciano alla percezione che ognuno ha dell’email.

Per MailUp, un’azienda cremonese espressione della migliore creatività e passione tecnologica italiana, la questione etica è fondamentale ed è una delle basi del suo successo. Una società che ha sviluppato una piattaforma software per creare e inviare email ma solo a chi le voglia realmente ricevere. In 10 anni è moltissimo, ha convinto oltre 6.600 aziende e oggi spedisce 25 miliardi di email l’anno.

Chiediamo a Nazzareno Gorni CEO di MailUp quali sono gli step fondamentali della crescita di MailUp: “…

“Tutto è iniziato 10 anni fa: avevamo tante idee e tanta voglia di fare impresa. Eravamo 5 amici e siamo partiti dividendoci i compiti secondo quello che più ci piaceva fare. Abbiamo avuto la fortuna di avere capacità e interessi molto complementari. Nel 2009 abbiamo scelto di concentrarci al 100% sull’email marketing di qualità Se non lo avessimo fatto, penso non saremmo mai arrivati dove siamo oggi. Nel 2011 MailUp è arrivata in Silicon Valley, a San Francisco: un bel salto! Dopo il lancio della nuova piattaforma nel 2012, il passo più significativo è stato fatto quest’anno, a fine luglio, con la quotazione sul listino AIM di Milano”.

Chiediamo a Nazzareno qual è il sistema per rendere il messaggio email accettato dal ricevente, anche quando si tratta di messaggio commerciale: “Secondo la strategia dell’email marketing 2.0, le aziende prima di tutto rispettano l’utente: questo si traduce in un consenso raccolto senza sotterfugi, lasciando all’utente la scelta della frequenza di ricezione e delle tipologie di messaggi da ricevere, in accordo con quelle che il Garante Privacy chiama ‘finalità del consenso’. I messaggi hanno contenuti di reale interesse per il destinatario e viene lasciata all’utente la possibilità di decidere su quale casella email riceverli, con una semplice modalità di cambio indirizzo o cancellazione”.

Per Nazzareno e i suoi soci, difensori della privacy e partner delle aziende, la prospettiva è ambiziosa: dopo  la quotazione sul mercato AIM di Borsa Italiana l’obiettivo è  il mercato internazionale che porterà nel mondo il nome di un’azienda italiana.

L’email marketing basato sul permesso aiuta le aziende e i consumatori: le email arrivano dopo aver prenotato un volo, per avvisare della consegna di quanto acquistato, per segnalare un’offerta attesa. A volte sono recapitati perfino anteprime e coupon, inviti e informazioni di un certo pregio con documenti ed ebook per addetti ai lavori. L’email marketing ha, per MailUp, tre anime ben identificate: Newsletter di informazione periodica, DEM pubblicitarie con offerte e promozioni ed email Transazionali, ovvero email di servizio inviate a seguito di un acquisto o di un’operazione. E attraverso l’uso intelligente di queste tre “anime” – al quale MailUp dedica tanti seminari formativi per i suoi clienti – che si può costruire una relazione di fiducia con l’utente.

Redazione MG News in collaborazione con MailUp


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