Ditelavostra

Published on Dicembre 19th, 2022 | by Redazione MG News

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Governo retro marsc – Meloni si mangia il POS

Già abbiamo sottolineato come questo Governo si configuri come “Vorrei ma non posso” (vedi qui e poi anche qui); vogliamo inaugurare qui il primo intervento dedicato ai retromarcia che Meloni sarà obbligata a fare rispetto a provvedimenti proposti, per non parlare rispetto alle promesse della campagna elettorale.

Dunque prima vera e propria marcia indietro del Governo su uno dei provvedimenti “bandiera” della legge di bilancio. Quello relativo al tetto di 60 euro per i pagamenti con POS o carta di credito. Ovvero la libertà per commercianti, taxisti ed esercenti vari di rifiutare al consumatore il pagamento con questi strumenti per importi inferiori ai 60 euro. La giustificazione per questo provvedimento era che si voleva limitare i costi di gestione del POS per gli esercenti, sia legati al POS stesso che ai circuiti finanziari dove transitano le transazioni.

In realtà è da anni che esistono in Italia provvedimenti che sono andati incontro agli esercenti su questo fronte. Si trattava principalmente di un credito d’imposta (parziale o totale) sulle commissioni che i commercianti devono pagare sulle transazioni digitali. Quindi se il Governo voleva raggiungere quell’obiettivo avrebbe potuto benissimo reiterare questo provvedimento. E invece ha optato per la scelta di favorire in modo palese i pagamenti in contanti, dando un segnale piuttosto preoccupante nei confronti della non trasparenza dei pagamenti, di fatto strizzando l’occhio al “nero” e quindi all’evasione.

Va detto per inciso che i costi delle transazioni via POS e carta di credito sono diminuiti nel corso degli anni fino a diventare molto modesti. Inoltre siamo (quasi) l’unico paese in Europa che prevede facilitazioni economiche per commercianti su questo fronte.

Ma di questa scelta politica si è ben resa conto l’Unione Europea che ha sottolineato in particolare come questo provvedimento vada contro un obiettivo espresso nel PNRR italiano, appunto quello di favorire al massimo i pagamenti digitali e ridurre al minimo l’uso del contante.

Quindi direi una doppia figura di merda:

  • In primis per aver proposto una misura palesemente favorevole a chi privilegia il nero e il non dichiarato e tracciato
  • In secondo luogo per non aver considerato (e questo è molto grave!) il paletto derivante dagli obblighi contenuti nel PNRR

Quindi a questo punto cosa è stata costretta a fare la nostra Giorgia Draghetta (detta anche Mariarosa invidiosa) ? A fare marcia indietro, a ritirare la misura e a sostituirla …indovinate con cosa ? Col credito di imposta di cui sopra che avevano già previsto i governi precedenti tra cui….l’oggetto dell’invidia meloniana, Draghi.

Bene arrivederci a tutti, alla prossima retromarcia!

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