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Published on Maggio 10th, 2022 | by Redazione MG News

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Pandemia abbiamo imparato la lezione ?

In Italia – ma in tutta Europa – il Governo ha decretato il “liberi tutti” dal Covid, eliminando sostanzialmente tutte le restrizioni in due step. Primo step 1° maggio con ancora qualche minima accortezza e dal 15 giugno via tutto. Pandemia finita ? I nostri sistemi socio-sanitari sono a posto ?

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La guerra ci ha definitivamente distratto dal Covid. Sembra una battuta di cattivo gusto ma è così. Ai media non è parso vero, via un’emergenza e sotto con l’altra. Pane per giornalisti, opinionisti ed esperti (o presunti tali) che imperversano nelle TV e nei social e che “tengono alto il livello della tensione”, come si diceva in un contesto storico diverso – anni 70.

Nella disattenzione generale ci sono dei fatti accertati e alcune questioni di prospettiva che vengono sollevate da personaggi di un certo spessore e che dovrebbero farci porre almeno alcune domande su se e come ci stiamo preparando a gestire nuove situazioni emergenziali o comunque di forte stress dei nostri sistemi sanitari, di protezione civile e sociali.

Partiamo da alcuni fatti:

  • La pandemia è tutt’altro che finita. In Italia viaggiamo alla media di 40.000/50.000 casi al giorno (sottostimati) ed circa 100-120 decessi/giorno. In altri paesi d’Europa la situazione è analoga.
  • Nuove varianti compaiono continuamente segno di una grande capacità evolutiva e di adattamento del Covid. Siamo alla versione 5 della Omicron, praticamente assente in Europa ma già ben presente in Sud Africa dove sta già facendo aumentare ricoveri e decessi. E’ ancora più contagiosa delle altre Omicron e può tranquillamente infettare sia chi è coperto da terza dose che chi si è preso la versione 1 o 2 del Covid
  • A proposito di reinfezioni, è in aumento in tutto il mondo il tasso di reinfezione. In Italia è già al 5% ed è destinato ad aumentare nei prossimi mesi
  • Il grado di copertura dall’infezione garantito dai vaccini si conferma molto modesto. Non più di 3-4 mesi dopodiché la possibilità di contrarre l’infezione diventa superiore al 40-50%. Permane la copertura verso la forma grave della malattia ma non per persone molto anziane e soggetti fragili
  • I vaccini attuali come sopra accennato non rappresentano la soluzione definitiva. Anche sull’efficacia della quarta dose che oggi viene raccomandata per gli anziani e i super fragili vi sono dubbi e perplessità. Pare che la sua efficacia nello stimolare la risposta immunitaria specifica e poi quella generica sia inferiore alla terza dose. Si parla addirittura di una copertura assicurata per non più di 2-3 mesi.

E veniamo ora alle opinioni qualificate recentemente espresse:

  • Partiamo da Bill Gates che nel 2015 in un famoso profetico discorso prevedeva nei fatti l’avvento di una pandemia globale che avrebbe causato milioni di morti. Ebbene Bill è tornato a parlare ed ha detto due cose non precisamente rassicuranti. La prima è che la pandemia non è superata e che ci sono più del 5% di probabilità che emerga una variante più aggressiva che rimetta a soqquadro il mondo. La seconda è che solo la OMS è in grado di intervenire in modo efficace nei confronti di una nuova pandemia ma che servono molte più risorse dedicate. Serve in particolare un team di esperti interdisciplinari (Global Epidemic Response and Mobilization Initiative) in grado di affrontare con velocità  ed efficacia la situazione prima che si espanda come è successo nel 2020 con CoVid. Se andate a riascoltare l’analisi che Gates faceva nel 2015 di come si era intervenuti su Ebola, fatte le dovute proporzioni questa analisi può essere riproposta oggi con il CoVid
  • E veniamo ad Anthony Fauci il noto epidemiologo americano che fin da subito capì la necessità di misure di protezione per il CoVid oltre che puntare sullo sviluppo immediato di vaccini, attirandosi le ire funeste di Trump. Il quale Trump per le sue nefandezze iniziali sul CoVid si è giocato la sua rielezione. Secondo Fauci vi sarà sicuramente una nuova pandemia (forse lui ha qualche segnale? forse dovrebbe dirlo) e comunque in autunno vi sarà una nuova ondata di CoVid probabilmente con una versione aggiornata di Omicron che causerà – tenetevi forte – 100 milioni di contagiati. Considerando un tasso di mortalità anche solo dello 0,3% (la media di tutta la pandemia negli USA è stata di circa lo 1,2%) parliamo di 300.000 decessi in pochi mesi.

Se riportiamo quanto sopra per un attimo al nostro paese, ci viene da farci alcune domande che lasciamo volutamente aperte:

  • abbiamo smantellato la struttura commissariale, la medicina del territorio è sotto stress con medici di base sempre più assottigliati e demotivati che mollano per la sanità privata o per l’estero. Con gli operatori del pronto soccorso in grave tensione e che rivendicano turni umani e tecnologie decorose (vedi la protesta al Caldarelli di Napoli) come possiamo affrontare una nuova emergenza ?
  • l’assistenza agli anziani e ai fragili è in crisi e non ci sono investimenti in vista per rafforzarla. E sappiamo che le prime vittime del CoVid sono loro. Come pensiamo di proteggerli considerando che la quarta dose oggi è marginale e che comunque dà una copertura molto limitata ?
  • a settembre è molto probabile l’arrivo di una ondata molto feroce di virus parallela a quella prevista per gli USA da Fauci, con una previsione fino a 20 milioni di contagi che facendo lo stesso calcolo sul tasso di mortalità medio dello 0,3% avremmo 60.000 decessi in pochi mesi, più di un terzo del totale attuale realizzato in 2 anni. Come possono reggere le strutture sanitarie questo stress ?

Marco De Alberti

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