Ditelavostra

Published on Dicembre 28th, 2022 | by Redazione MG News

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Recupero e smaltimento RAEE I have a dream

Oggi esistono competenze, risorse e tecnologie che se coordinate e supportate da fondi pubblici e privati possono generare un’ attività di grande valore economico-sociale e con un impatto ambientale fortemente positivo. Per il momento è solo un sogno ma……

Questo sogno che ho concepito parte da una notizia shock che ho sentito per radio. Nel 2022 si stima verranno cestinati circa 5 miliardi di smartphone! Un numero impressionante che non avrei mai immaginato. Allora mi sono chiesto ma che fine fanno questi cellulari una volta gettati ?
Si stima che meno di un terzo dei cellulari venga smaltito in modo corretto e di questi una parte arriva a delle ditte specializzate nel recupero di materiali, mentre altri si “perdono” per strada. E finiscono in Africa in discariche a cielo aperto dove con lo sfruttamento del lavoro di donne e bambini viene effettuato il lavoro di recupero a costi ovviamente molto più bassi che attraverso i canali corretti. Con un prezzo altissimo in termini ambientali e soprattutto per la salute di queste povere persone che sono costrette ad inalare veri e propri veleni.

E evidente qual è il costo sociale, ambientale, umano e anche economico di questo scenario. Ma è possibile  ribaltare la logica ?

Partiamo da un punto di vista meramente economico. Limitiamoci per il momento ai cellulari che rappresentano la massa maggiore ma un ragionamento analogo si può fare per tablet e computer. E partiamo dal contenuto del cellulare. Limitiamoci a vedere l’interno, lasciando per il momento perdere l’esterno, cioè la scocca il display, etc.
Secondo uno studio di E-waste Lab di Remedia, in collaborazione con il Politecnico di Milano, i numeri sono questi, per ogni cellulare: 9 grammi di rame, 11 grammi di ferro, 250 milligrammi di argento, 24 milligrammi di oro, 9 milligrammi di palladio, 65 grammi di plastica, 1 grammo di terre rare (ce ne sono di varie tipologie e sono tutte preziosissime e recuperabili).
Se ipotizziamo che possiamo recuperare il 40% dei cellulari buttati via in un anno, questo vuol dire in termini di quantità e valore:

  • 9 gr di Rame x 2 miliardi = 18.000.000.000 di gr ovvero 18.000.000 di kg ovvero 18.000 ton di rame = 90 milioni di euro
  • 24 mg di Oro x 2 miliardi = 48.000.000.000 di mg ovvero 48.000.000 di gr = 2,4 miliardi di euro

I calcoli per le terre rare cono più complessi ma considerando che sono costosissime e che sono prodotte soprattutto in alcune aree del mondo, con il quasi monopolio della Cina, si capisce quale valore anche geopolitico potrebbe avere recuperare questi preziosi materiali.

Poi vi è la grande opportunità del recupero o ricondizionamento dei “rifiuti elettronici” (o RAEE). Se analizzare se un cellulare è recuperabile è forse anti-economico anche per la scarsa “vendibilità” del bene recuperato, è sicuramente utile e funzionale cercare di recuperare PC e tablet. Questo lavoro di recupero è in parte già attivo da parte di associazioni attive in questo settore come ad esempio Informatici Senza Frontiere. E l’associazione è riuscita a dimostrare che questo lavoro possa essere portato a termine con grande soddisfazione e valore sociale anche da soggetti con disabilità, come ad esempio è successo con il progetto Salva il Mondo Salva la Terra, rivolto a ragazzi con sindrome di Asperger o dello spettro autistico. In questo caso PC e Tablet ricondizionati sono stati donati a famiglie in difficoltà del territorio di Treviso.

A questo punto io mi sono immaginato un sistema virtuoso che possa funzionare più o meno in questo modo: “I rifiuti elettronici vengono conferiti in maniera corretta nei vari centri di raccolta anche grazie a campagne di sensibilizzazione mirate. Entrano in un sistema di logistica controllato magari con cassonetti anti-furto; vengono poi portati in una centro specializzato di trattamento ad impatto zero.  Qui una cooperativa composta di persone svantaggiate o disoccupate coordinata da esperti separa i rifiuti che possono essere recuperati dagli altri. PC, tablet e nel caso smartphone recuperabili vengono aperti, sistemati e messi a disposizione della collettività (scuole, associazioni di volontariato, famiglie in difficoltà, etc). E per i RAEE non recuperabili che succede ? Qui ovviamente è impensabile un trattamento manuale che sarebbe antieconomico e insalubre. Allora ci viene in soccorso la tecnologia avanzata. Ed in particolare l’ ENEA che ha progettato e realizzato un impianto pilota (Romeo) che ha proprio lo scopo di “ingoiare” le schede elettroniche contenute nei RAEE e trasformarle in metalli preziosi e terre rare riutilizzabili sul mercato“.

Questa sarebbe la vera quadratura del cerchio, o meglio ancora un esempio virtuoso di economia circolare. Qui i rifiuti elettronici smaltiti in modo corretto danno vita ad un recupero quasi totale, o in forma di apparecchiatura sistemata e ricollocata nella collettività, o nella forma di materie prime preziosissime che possono essere riutilizzate per produrre altri dispositivi elettronici e non solo.
Poichè l’impianto dell’ENEA è in grado anche di separare il litio ed il cobalto contenuto nelle batterie dei cellulari, smartphone e tablet, anche qui vi è la possibilità di recuperare materiali molto preziosi per esempio per costruire le batterie delle automobili elettriche.

Marco De Alberti

 

 

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