I protagonisti raccontano no image

Published on Luglio 14th, 2011 | by Intervista a Stefano Svegliado

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Biogas dal letame per salvare le falde acquifere

Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”, cantava Fabrizio De Andrè.Oggi possiamo aggiungere dal letame nasce energia pulita – biogas – e viene eliminato l’azoto che è un potenziale inquinante delle falde acquifere. Abbiamo intervistato Stefano Svegliado presidente di Etra spa, capofila di questo progetto autenticamente “green” 

D) Qual è l’obiettivo di questo progetto ?

R) L’obiettivo è quello di tutelare al massimo la falda d’acqua che è molto ricca in questa zona. Quindi il problema dei nitrati che vanno ad inquinare la falda è reale seppur non grave. Iniziativa per un impianto che produce da un lato biogas e dall’altro riduce l’azoto, trasformando l’ammoniaca in un composto fertilizzante che può essere subito utilizzato. 75% refluo zootecnico + scarti e sottoprodotti dell’agricoltura e della produzione alimentare (in particolare industria casearia), senza utilizzo di mais che serve per l’allevamento.

D) Come avete coinvolto gli allevatori in questo progetto ?

R) Abbiamo fatto un bando a cui hanno partecipato 10 allevatori con circa 1.500 bovini, per una quantità di 35.000 m3 all’anno di letame. 1 Megawatt di energia elettrica che viene ceduto al GSE a 0,28 euro al kW. I soldi servono per alimentare l’impianto di denitrificazione che consente di ridurre la quantità di azoto rilasciata nell’ambiente, quella compatibile con l’ambiente. Si tratta di un’iniziativa che viene accompagnata da un lato dai comuni e dall’altro dalle associazioni degli agricoltura.

D) Che tipo di benefici sono attesi per gli allevatori (anche economici), per l’ambiente e per ETRA ?

R) Nella società parteciperanno oltre a Etra anche i vari allevatori con una quota massima del 20%.
Sarà Etra ad occuparsi del trasporto del letame che dopo il trattamento verrà restituito agli allevatori “ridotto nella q.tà di azoto” e non più maleodorante. Il risparmio per l’agricoltore è di qualche migliaio di euro di mancati costi di discarica. Complessivamente l’impianto renderà circa 500.000 euro all’anno che verranno riversati sui soci

Redazione MG News




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