I protagonisti raccontano

Published on Luglio 14th, 2021 | by Redazione MG News

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Festival della Lentezza 2021 Marco Boschini racconta la ripartenza

Marco Boschini e l’Associazione Comuni Virtuosi hanno vinto un’altra scommessa. Riuscire a realizzare l’edizione 2021 del Festival della Lentezza, appena usciti dal lungo lock-down di quest’anno.



Abbiamo intervistato Marco – coordinatore dell’Associazione, anima e motore del Festival – per capire come siamo arrivati in questo 2021 dopo la pandemia e come è riuscito a “riaccendere le stelle” dopo una lunga notte buia.
Il Festival è nato nel 2015 come una “costola” dell’ Associazione per promuovere un diverso rapporto col tempo. Un invito a fermarsi ad ascoltare ad ammirare la bellezza, attraverso l’arte, la cultura, la relazione con gli altri. Immersi in una natura – come quella della Reggia di Colorno- che ti accoglie e ti rigenera.

L’ Associazione dei Comuni Virtuosi è cresciuta con lentezza ma con costanza nell’arco di più di 15 anni, diventanto un punto di riferimento a livello nazionale per le buone pratiche di sostenibilità ambientale: “Si tratta di un lavoro lungo e paziente che stiamo portando avanti dal 2005 quando è nata l’associazione – ci racconta Marco – Un progetto che è partito con 4 comuni fondatori e oggi ne conta 130. la maggior  parte di questi comuni hanno una dimensione ridotta, dai 1.000 ai 10.000 abitanti. Con l’eccezione di 4 città che sono entrate recentemente Bergamo, Parma, Lecce e Trento. Nel frattempo il ragionamento attorno ai temi ambientali si è molto ampliato, per cui la nostra associazione è diventata – senza volerlo – un punto di riferimento importante per quanto riguarda progetti e buone pratiche”.

Marco è stato per lungo tempo amministratore del Comune di Colorno (PR). Poi ha lasciato quel modo di fare politica per abbracciarne un altro. Quello legato all’impegno associativo nei Comuni Virtuosi e successivamente a quello organizzativo per il Festival della Lentezza. I ruoli sono diversi, ma le soddisfazioni non sono comunque mancate, ci spiega Boschini: ” Si tratta di due approcci molto diversi ma complementari. Il primo come amministratore comporta senz’altro molto lavoro di mediazione, molti compromessi.  Il lavoro associativo è per certi aspetti più semplice perchè hai a che fare con persone che condividono i tuoi valori e i tuoi ideali. E’ però anche più complicato perchè non si dispone di risorse economiche e quindi una delle condizioni è quella di avviare progetti sostenibili anche da quel punto di vista”.

Chiediamo a Marco se è possibile pensare che il Festival della Lentezza diventi una appuntamento non solo locale, ma regionale o addirittura nazionale. Magari con una serie di tappe in alcuni dei 130 comuni vituosi sparsi in tutta Italia: “Il festival nato per festeggiare i 10 anni dell’associazione, è diventato poi così significativo da rendere necessario creare un’associazione ad hoc per gestirlo (Turbolenta). Inizialmente pensavamo di renderlo itinerante per l’Italia, ma poi ci siamo resi conto che la macchina organizzativa è così imponente da rendere arduo il suo spostamento in “n” luoghi. Si tenga conto che in un anno normale – e questo ancora non lo è – il festival prevede l’organizzazione di circa 60 eventi suddivisi in 3 giornate”.

Resta la speranza e l’auspicio condiviso da Marco che qualche Comune in Italia prenda il coraggio a due mani e – mutuando il modello del Festival della Lentezza – riesca ad organizzare qualcosa di simile. Siamo sicuri che troveranno nell’Associazione Comuni Virtuosi e in Marco Boschini in particolare dei soggetti disponibili ad aiutarli.

 

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