I protagonisti raccontano no image

Published on Maggio 27th, 2011 | by Intervista a Alberto Schiavon

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Fotovoltaico: rete di imprese per conquistare i mercati esteri

Per Alberto Schiavon, AD di Sartori BlueHiTech Srl di Padova, c’è qualcosa che va oltre il business nell’avventura di 6 aziende padovane del settore fotovoltaico che si stanno unendo per formare una unica società, denominata I.solar. Che si propone di conquistare i mercati internazionali. Lo abbiamo intervistato

D) Perché questa aggregazione ? Quali i vantaggi attesi ?

R) 6  grosse società del padovano andranno a costituire a breve la newco i.Solar. Nasce da una collaborazione esistente tra 2 di queste società. All’estero ogni singola società è impotente. Nello  sviluppo di un progetto completo, dalla progettazione e realizzazione degli impianti, le aziende del padovano non sono seconde a nessuno. Le 2 barriere fondamentali sono di tipo commerciale e finanziario. Ma noi dobbiamo andare oltre il mercato nazionale se vogliamo sopravvivere. Il mercato italiano è destinato ad una riduzione degli incentivi ma ad un aumento della quota destinata al fotovoltaico. Abbiamo l’obiettivo di ridurre i costi della produzione del fotovoltaico ma per fare questo dobbiamo aumentare la scala produttiva. Ci siamo posti il problema di come cooptare le istituzioni per supportare la crescita del fotovoltaico Abbiamo intenzione di costituire una associazione che si occupi di formare il personale da impiegare.

D) Quali sono gli strumenti tecnologici e imprenditoriali che saranno messi a fattor comune ?

R) La sinergia con l’Università porterà sicuramente alla realizzazione di progetti di ricerca comuni.
Stiamo pensando già a trovare  risorse umane dedicate alla newco, come ad esempio il responsabile del marketing, il responsabile estero, ecc. Ci sarà una ricaduta positiva su tutta la filiera, ad esempio avremo bisogno di aumentare il numero di nostri installatori di fiducia. Abbiamo lasciato il 40% della società disponibile per partecipazione delle realtà del territorio e della filiera. Diversi enti e fondazioni hanno già manifestato interesse concreto.
Noi vediamo questa questa operazione come una grande opportunità per i giovani: non solo formativa e occupazionale ma culturale in senso più ampio. Avranno la possibilità di entrare in contatto con i popoli dei paesi con i quali collaboreremo per la costruzione di impianti fotovoltaici. In particolare i paesi dell’Africa centrale e sub-sahariana, dove il fotovoltaico ha grandi prospettive.

D) Che tipo di azioni ipotizzate di fare per affrontare i mercati internazionali ? Si tratta di una società chiusa o di un progetto aperto ?

R) Abbiamo già contatti con paesi del centro-Africa e dell’Asia per partecipare a tender internazionali. Per poter finanziarci ricorreremo al supporto del Promex che ci aiuta anche a ricorrere a forme di triangolazione (baratto) con i paesi del terzo mondo.




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