I protagonisti raccontano no image

Published on Ottobre 27th, 2008 | by Redazione MG News

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I designer cinesi a scuola di made-in-Italy

Promosso dall’ ICE (Istituto per il Commercio Estero) italiano in Cina in collaborazione con la Venice International University, si è recentemente svolta la prima edizione di un corso che ha coinvolto 12 giovani designer cinesi, impegnati in 3 settimane di formazione in Italia, e nel Veneto in particolare.

I giovani designer cinesi aspirano a tradurre nei loro progetti il gusto per il bello e l’originalità dei prodotti made-in-Italy che hanno potuto apprezzare durante il loro percorso formativo svolto. Abbiamo raccolto le loro impressioni.
Per quanto riguarda la parte di aula, è stato particolarmente apprezzato l’approccio interdisciplinare, come ci racconta Mary Yu Wah, una dei 12 professionisti coinvolti nel progetto:”Abbiamo ascoltato le esperienze sia di docenti universitari, che di affermati professionisti del design, che di imprenditori locali. Tanti punti di vista diversi ci hanno aiutato a capire la complessità del modello industriale veneto e delle sue potenzialità”.
Capire il segreto del successo dei prodotti di design italiani e veneti in particolare è l’obiettivo principale di Micheal Lee da Hong Kong:”Il made in Italy è un concetto riconosciuto a livello internazionale. Sono fermamente convinto che la cultura giochi un ruolo essenziale per il successo dei prodotti italiani e questa esperienza nel Veneto ha rafforzato la mia convinzione”.

Secondo Mary Yu Wah è la combinazione originale di design ed innovazione da un lato e recupero dello stile, dei valori degli antichi saperi artigianali la chiave del successo dei prodotti made-in-Veneto:” Sono rimasta affascinata dalla produzione tessile svolta ancora in modo artigianale da Luigi Bevilacqua con telai il cui concetto risale al 1700. Solo 7 persone al mondo sanno far funzionare queste macchine incredibili che producono stoffa di qualità incomparabile, con un design però moderno e innovativo”.
Anche Micheal Lee sottolinea il collegamento tra la cultura e l’innovazione del prodotto:”Quando camminavo nella show-room di Bisazza mi sembrava di essere in un museo moderno ma con un sapore d’antico. Infatti il mosaico non è un prodotto high-tech, ma l’azienda veneta ha saputo creare un marchio che si è imposto in tutto il mondo combinando la qualità e il design con l’innovazione nei possibili utilizzi del mosaico”.


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