I protagonisti raccontano no image

Published on Gennaio 5th, 2007 | by Intervista ad Antonio Bonotto

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Il distretto del packaging punta ad Est

Nato 3 anni fa e riconosciuto dalla Legge regionale 8/2003, il Distretto Nord Est Packaging raggruppa circa 150 aziende appartenenti alle filiera dell’imballaggio (dalle macchine confezionatrici passando per le cartotecniche,[…] Nato 3 anni fa e riconosciuto dalla Legge regionale 8/2003, il Distretto Nord Est Packaging raggruppa circa 150 aziende appartenenti alle filiera dell’imballaggio (dalle macchine confezionatrici passando per le cartotecniche, fino al packaging design) e sviluppa un fatturato di 1,3 miliardi di euro, esportando il 50% della produzione.
E la sfida principale del Distretto è quello di portare questa percentuale a livello dell’80% – in linea col il distretto concorrente dell’Emilia Romagna e con la Germania, sedi delle più grandi aziende del settore.
Abbiamo intervistato Antonio Bonotto, rappresentante del Distretto.

D) Il Distretto del NE Packaging, nato 3 anni fa, conta oggi circa 150 aziende (contro le 113 iniziali) sviluppa un fatturato di circa 1,3 miliardi di euro ed esporta in 60 paesi del mondo circa l’50% del fatturato. Quali le peculiarità del Distretto – punti di forza – che gli hanno consentito di imporsi sui mercati internazionali ?
R) Il distretto è formato da pmi i cui punti di forza sono creatività, flessibilità, capacità di rispondere in tempi brevi e con soluzioni personalizzate. Riusciamo a competere con le grandi aziende del settore situate in Emilia-Romagna ed in Germania che non hanno la nostre stessa capacità di adattarsi ai cambiamenti nelle richieste del mercato che sono sempre più frequenti e collegate alle richieste dei designer del packaging (e quindi del cliente finale).
Bisogna mettere insieme le aziende per poter presentare un offerta complementare ed integrata sui mercati internazionali. Il concetto è quello di creare un network di rete di aziende che rimangono indipendenti tra di loro.

D) Quali sono le azioni comuni svolte dal Distretto in questi 2 anni di attività e che tipo di benefici hanno portato alle aziende ?
R) Il lavoro più grosso è stato quello di far incontrare gli imprenditori, farli parlare e lavorare assieme. Abbiamo organizzato due fiere una in Germania nell’ aprile 2005 l’altra a Milano nel gennaio 2006. Abbiamo messo assieme 35 aziende sotto un solo marchio NEP per dare un’immagine di “grande azienda”. Ci sono delle aziende che hanno cominciato a collaborare tra loro fattivamente su alcuni progetti.
Nel settore della ricerca abbiamo eseguito uno studio di fattibilità su un robot che possa essere competitivo sul mercato, adatto alle esigenze delle imprese del NE packaging. 7 imprese stanno collaborando e la CCIAA di Vicenza l’ha riconosciuto come miglior progetto di ricerca premiandolo con 25.000 euro

D) Quali sono i fattori critici per lo sviluppo ulteriore del Distretto ?
R) Le dimensioni sono troppo piccole per muoversi sui mercati internazionali. Ci sono dei limiti anche per gli i investimenti in ricerca e sviluppo. Bisogna poi creare una mentalità di squadra che ancora manca ai nostri imprenditori; soprattutto far loro capire che il distretto è un’opportunità strategica per lo sviluppo delle nostre aziende e non un supporto di tipo “tattico” da utilizzare a seconda delle convenienze e degli andamenti del mercato.

D) Quali progetti, quali attività ha in programma il Distretto di realizzare nel prossimo futuro ? Che tipo di collaborazioni/partnership intende attivare ?
R) Abbiamo in progetto l’apertura di una show room nella Repubblica ceca che riunirà 10 aziende produttrici sia di macchinari che di imballaggi. Nel settore della ricerca il grosso degli investimenti è finalizzato alla realizzazione di un traduttore di programmazione software per il controllo delle macchine. Ci sono molti sistemi di controllo e quindi questo comporta grossi oneri per le nostre aziende di piccole-medie dimensioni. Vogliamo creare un super programma che sia in grado di interfacciarsi con tutti i programmi di gestione in modo da ridurre i problemi di formazione e di assistenza. L’Università di PD è coinvolta così come il distretto della meccatronica. Abbiamo inoltre il supporto dalla provincia, della regione, della Camera di Commercio.
Un altro progetto su cui lavoriamo è la creazione di un Consorzio operativo nel quale far confluire alcune attività comuni come l’ acquisto di materie e componenti strategiche. Inoltre lavoreremmo per elaborare una manualistica comune per le macchine.
L’obiettivo di lungo periodo del distretto è quello arrivare ad una specializzazione delle singole aziende in modo tale che alla fine ci si presenti come se fosse un’azienda unica.
Per quanto riguarda le criticità lamentiamo un certo ritardo nel ricevimento dei finanziamenti da parte della Regione e la mancanza, al momento, di un manager di distretto che si occupi a tempo pieno dell’attività di sviluppo.

Intervista realizzata da Redazione MG News




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