I protagonisti raccontano no image

Published on Novembre 21st, 2006 | by Intervista ad Adriano Vendramin di PlayRoom

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Le aziende italiane vincono la sfida del mercato con creatività

In un mercato in cui i prodotti tendono ad avere un livello qualitativo simile, ad offrire le stesse prestazioni, ecc il packaging può diventare un importante elemento di differenziazione e[…] In un mercato in cui i prodotti tendono ad avere un livello qualitativo simile, ad offrire le stesse prestazioni, ecc il packaging può diventare un importante elemento di differenziazione e spesso costituire il fattore di scelta più importante per il consumatore. Ecco allora che diventa strategica la figura di colui che concepisce, progetta la confezione, la scatola, il contenitore del prodotto. Si tratta del packaging designer; noi abbiamo intervistato uno dei più qualificati, vincitore recentemente di un premio prestigioso al Vinitaly: Adriano Vendramin, titolare dello studio grafico Play Room.

D) Lei ha disegnato l’etichetta dei vini Astoria che ha vinto il premio al recente concorso internazionale di Packaging a Verona. Mi spiega quali sono le specificità della creazione grafica nel packaging (etichette, scatole, ecc) ?
R) Innanzitutto è fondamentale conoscere l’ambiente (negozio, bar, ristorante, ecc) dove sarà collocato il prodotto; ovviamente è poi necessario conoscere bene il target di riferimento del prodotto: questi due aspetti sono quelli che più di altri influenzano la scelta di materiali, forme, colori, ecc.
In sostanza il packaging deve essere studiato in maniera tale da trasferire un messaggio al suo destinatario, messaggio che deve passare in maniera quasi automatica senza bisogno di decodifica, quindi bisogna studiare bene le variabili psicologiche che influenzano la scelta di un certo prodotto.

D) Quanto è importante oggi la creatività ed il design nel packaging per rendere vendibile un prodotto ? Quanto incide secondo lei nella scelta di un prodotto piuttosto che un altro ?
R) La creatività è l’aspetto fondamentale per il successo di un packaging: siamo sempre alla ricerca di idee nuove per destare l’interesse della gente. Io giro il mondo e traggo spesso spunti interessanti per il mio lavoro osservando prodotti, oggetti e packaging dei settori più svariati, tentando un travaso di materiali, forme e colori nei miei progetti. Ad esempio noi siamo sempre attenti alle tendenze del settore moda e tentiamo di decodificarle per i packaging nei quali lavoriamo.
Un esempio di questo è un mio lavoro di una decina di anni fa sempre per l’azienda Astoria: una bottiglia di colore blue per un vino, mutuata da una bottiglia di acqua minerale che trovai in Scozia. Si tratta in sostanza di creare una sorta di “discontinuità creativa” per creare l’interesse che porta poi al successo del prodotto.
Secondo la mia esperienza il packaging incide per il 70-80% nel determinare la scelta di un prodotto rispetto ad un altro, quando parliamo di nuovi prodotti mai acquistati in precedenza.

D) Che peso ha l’innovazione nel packaging design (relativa a materiali, software grafici o altro) ?
R) Dal mio punto di vista l’innovazione più efficace è sempre quella che deriva dalla creatività; si tratta quindi più di una innovazione di tipo “soft” che di tipo “hard”. Certamente anche la scoperta e l’utilizzo di materiali innovativi aiuta a creare packaging con maggiore valore comunicazionale; oppure si possono studiare applicazioni innovative di materiali utilizzati in altri settori.
Un esempio è la cosiddetta tecnologia della “alta frequenza”, quella che permette di creare marchi di plastica in rilievo per le calzature sportive; io ho cercato di applicare questa tecnologia ad un etichetta di grappa – cosa che non sembrava possibile – ottenendo un risultato sorprendente.

Intervista realizzata da Redazione MG News




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