I protagonisti raccontano no image

Published on Dicembre 18th, 2007 | by Redazione MG News

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L’innovazione guidata dall’imprenditore

Intervista a Marco Bettiol, ricercatore TeDis

Ricerca e innovazione: Veneto agli ultimi posti nella classifica nazionale per livello di spesa; nella classifica delle province high tech nessuna provincia veneta nelle prime 15 posizioni. Meglio va sul fronte brevetti dove troviamo Padova, Vicenza e Treviso piazzate tra l’ottavo ed il quattordicesimo posto. Ma le ragioni di questa apparente arretratezza sono legate fortemente al modello di sviluppo veneto. Ce ne parla Marco Bettiol, ricercatore al TeDis della Venice International University.

D) Quali sono secondo lei i punti di forza su cui si fonda il nuovo modello di sviluppo dell’impresa veneta ?
R) Le imprese più competitive a livello internazionale hanno saputo rinnovarsi puntando
sulla capacità – molto originale – di coniugare l’innovazione tecnologica con la qualità estetica e culturale del prodotto. Un investimento in creatività che ha permesso di ripensare prodotti tradizionali trasformandoli in successi a livello internazionale. Penso ad aziende quali Bisazza, Geox, Montebello, Nice solo per citarne alcune, che sono state protagoniste di questa trasformazione del modello imprenditoriale veneto. E’ questa la direzione lungo la quale si sta muovendo il nuovo made in Italy.

D) Il potenziale di sviluppo del modello veneto sembrerebbe limitato, stando ad alcune ricerche, dalla limitata qualità del capitale umano (bassa % di laureati, bassa % di professioni creative, ecc). Lei cosa ne pensa ?
R) Il nordest  sta attraverso una delicata fase di passaggio da un sistema economico
basato sulla produzione manifatturiera ad uno invece centrato su elementi di natura immateriale. Dalla produzione le nostre imprese si stanno concentrato sulla comunicazione, sul design sull’innovazione di prodotto. La presenza di capitale umano qualificato è fondamentale per sostenere questo passaggio. Non credo però  sia solo una questione  di numeri. Non basta avere più ingegneri per essere più competitivi. E’ necessario saper trasformare le conoscenze scientifiche apprese all’università in progetti imprenditoriali e quindi in prodotti e servizi per il mercato. Il veneto ha dimostrato nel corso degli ultimi anni una forte propensione imprenditoriale che merita di essere qualificata a partire proprio da un maggiore investimento in capitale umano.

D) Anche le industrie high tech sembrano scarseggiare nel Veneto (in queste si
ricomprendono anche le aziende che forniscono servizi tecnologici alle aziende); questo lo vede un limite per il nostro modello di sviluppo ?
R) Non credo che nel breve periodo il veneto potrà sviluppare un’industria high-tech
competitiva a livello mondiale. Non per questo non abbiamo bisogno di innovazione tecnologica. Anzi. Nei settori tradizionali ci sono promettenti spazi di crescita per l’applicazione di soluzioni tecnologiche innovative indirizzate alla qualificazione del prodotto. Il settore del tessile, ad esempio, sta conoscendo un intenso processo di innovazione a partire dalla definizione di nuove fibre dalle caratteristiche tecnologiche avanzate (non si macchiano, mantengono la forma) ma che non sfigurerebbero nei capi di alta moda. Nell’abbigliamento e nella calzatura sportiva si assiste a processi simili. Su questo fronte si aprono delle importanti opportunità di innovazione per le imprese venete.

D) Che tipo di sforzi bisognerebbe fare per far crescere (da dentro) o attrarre (da fuori) quel capitale umano di qualità che sembra essere la risorsa scarsa del nostro sistema ?
R) L’università gioca un ruolo cruciale. I talenti creativi vanno attratti offrendo percorsi formativi di
eccellenza in grado di accrescerne il potenziale e allo stesso tempo di avvicinarli al territorio. Pensare di attrarre le nuove professionalità della creatività solo successivamente è molto costoso e difficile. Le università americane lo hanno capito e hanno svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo di aree come la silicon valley.  Qualcosa sta accadendo anche da noi. L’università di Padova ha istituito delle borse di studio indirizzate a studenti stranieri per incentivarli ad effettuare il dottorato presso l’ateneo padovano. Si tratta di una iniziativa che andrebbe maggiormente estesa e valorizzata.

 


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