I protagonisti raccontano no image

Published on Gennaio 21st, 2010 | by Intervista a Eduardo Duvidovich e Manuela Pes di Plastal

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Plastal,salvataggio corale per un’azienda in crisi

I miracoli qualche volta avvengono. Quello della Plastal di Oderzo è un miracolo tutto veneto. A marzo 2009 oltre 40 milioni di debito, produzione crollata del 40% e casa madre svedese in bancarotta. Oggi un’azienda risanata, con il suo patrimonio umano di 1500 persone tra forza lavoro diretta e indotto, integro. Ci siamo fatti spiegare il “come” da Eduardo Duvidovich e Manuela Pes, dirigenti Plastal Italia

D) Da una situazione di fallimento della casa madre ad un risanamento totale che consente il rilancio di Plastal e del suo brand. Quali sono i fattori che hanno consentito questo cambiamento in soli 6 mesi ?

R) Far capire immediatamente la situazione ai nostri grandi clienti in modo da   rassicurarli e chiedere il loro supporto.
 Attuare un veloce “change management”, realizzando una struttura completamente  nuova, considerando la situazione di un mercato in forte calo (- 30/40% di volumi),  grazie ad team direzionale forte e coeso. Sono state razionalizzati i reparti  produttivi, creati flussi di lavorazione più efficienti e responsabilizzate le persone  (responsabilità per zona, anche sulla pulizia). Abbiamo fatto l ’insourcing di alcune  fasi di  lavorazione,come l’assemblaggio.
 Migliorata la comunicazione all’interno dell’azienda con colloqui faccia-a-faccia,  meeting generali e a gruppi, cartellonistica appesa in fabbrica,  in modo da  recuperare rapidamente la fiducia e con i sindacati, mantenendo un canale di  comunicazione costante con il territorio  (autorità politiche, rappresentanze  industriali, media, ecc).
 E ovviamente un controllo del Cash Flow e del programma di produzione giornaliero  con un orizzonte di breve periodo per portare fuori l’azienda dall’emergenza.

D) Qual’è stato il ruolo dei lavoratori e dei sindacati nel salvataggio dell’azienda ?

R) Hanno ascoltato e capito bene la gravità della situazione, con un atteggiamento  sempre propositivo nella ricerca di soluzioni, con lo scopo finale di salvare il proprio  posto di lavoro. Ad esempio diversi hanno colto come opportunità il passaggio da  impiegati ad operai che ha permesso loro di evitare la cassa integrazione  e  conservare il lavoro. Naturalmente il passaggio non è stato indolore. Perdevano il  loro lavoro abituale, i loro colleghi e, qualche volta, anche parte della retribuzione.  In alcuni casi è stata una vera e propria dimostrazione di fedeltà all’azienda e di  fiducia nel futuro. Con la speranza magari un giorno di poter recuperare il proprio  ruolo. Tutta la crisi è stata gestita senza una sola giornata di sciopero e credo sia  un piccolo record.

D) Come sono stati I rapporti tra l’azienda ed il territorio durante la crisi (le autorità  politiche, la popolazione, i media) ?
 
R) La fabbrica di Oderzo è molto importante per tutto il territorio, e all’inizio erano tutti  preoccupati per le sorti dell’azienda ed il futuro delle 1500 famiglie coinvolte (tra  lavoratori ed indotto).Una grande mano a mantenere i rapporti con queste terze  parti ci è stata data dal dott. Casonato, dopo la sua nomina come commissario  giudiziale del concordato preventivo.

D) Qual’è la percentuale dei sub-fornitori locali sul totale ? Qual’è stato l’impatto della crisi Plastal su di loro ?

R)  Il mercato dell’automobile sta subendo un profondo cambiamento e così anche   quello dei fornitori di componenti come Plastal, a causa della contrazione dei volumi  di produzione. Nel giro del prossimo anno, anno e mezzo ci saranno secondo me  delle fusioni in questo settore. I fornitori locali sono il 75% del totale. Naturalmente  sono stati profondamente colpiti dalla crisi. Qualcuno non ce l’ha fatta, pochi per  fortuna. Noi prevediamo per quelli che restano fusioni e alleanze di business nel  breve termine.

D) Qual’è stato il ruolo dei vostri (grandi) clienti durante la crisi Plastal ?

R) La comunicazione con i clienti è stata chiara fin dall’inizio. Una volta capito che  eravamo sull’orlo del fallimento, ci hanno dato immediato supporto anche  economico, per aiutarci a proseguire la produzione nel breve termine e a rimetterci  in pista per il medio termine. Siamo riusciti a dimostrare come management che  riuscivamo a gestire la situazione dell’azienda, assicurando la continuità produttiva.  Non abbiamo perso un solo giorno di produzione e assicurato sempre la puntualità  delle consegne.

D) Quali sono le competenze forti di Plastal anche in chiave di sviluppo futuro ?

R) Competenze tecniche  e Tecnologie innovative.
 Abbiamo una consolidata esperienza nella progettazione e produzione di  componenti plastiche di elevata qualità per il settore automobilistico. Che ci può  consentire di differenziare l’offerta sul mercato, per esempio verso il settore  motociclistico.

D) C’è una trattativa in corso con un potenziale acquirente, il gruppo Prima di Frosinone. Qual’è lo stato della trattativa e che prospettive ci sono per il futuro dell’azienda ?

R) Le trattative sono in fase conclusiva. Siamo fiduciosi che si creerà una società –  frutto della fusione delle due – in grado di proporsi come uno dei più importanti  fornitori di componenti per il settore automotive. Siamo fiduciosi che le competenze  strategiche di Plastal, sia come risorse umane che tecnologiche,  rimarranno qui a  Oderzo anche dopo la fusione

Redazione MG News




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