I protagonisti raccontano no image

Published on Febbraio 10th, 2005 | by Intervista a Paolo Santagiuliana di Taplast

0

Taplast: Davide sconfigge Golia con l’innovazione tecnologica e la creatività

Ecco una delle storie di successo più belle e singolari: quella di Taplast, azienda veneta di piccole dimensioni che con la ricerca, l’innovazione e la creatività, “imbottiglia” le multinazionali della plastica. Paolo Santogiuliana ci spiega come. La Taplast SpA, azienda leader in Europa nel settore del packaging, si trova a Povolaro, appena a nord di Vicenza. E’ un’organizzazione giovane – l’età media è 34 anni – sviluppata oggi in due società: Taplast SpA e Taplast Usa. Produce pompe dispensers e tappi in plastica ed è la prima produttrice mondiale di Al-Plastic Pumps, dispensers ecologici senza parti in metallo. Ogni anno vende circa 716 milioni di pezzi, di cui 87% in Europa, 8% in Usa e il 5 % nel resto del mondo: in Italia un tappo/pompa su tre acquistati al supermercato proviene dalla Taplast. Abbiamo intervistato Paolo Santagiuliana, Amministratore Delegato della Taplast S.P.A. – come nasce l’idea imprenditoriale di Taplast ? P.S.: Taplast fu fondata nel 1973 da Evans Santagiuliana, all’epoca tecnico di produzione, che come tanti in quegli anni decise di mettersi in proprio stampando conto terzi. Con sole 6 persone l’azienda era molto piccola; poi nell’89 entrarono i due figli Paolo e Stefano, che fecero tesoro delle esperienze acquisite in strutture esterne. L’idea imprenditoriale dell’azienda attuale si è sviluppata in 3 momenti: 1- in primo luogo si decise di produrre prodotti propri, in quanto il conto terzi – poco remunerativo, limitava le possibilità di sviluppo. I settori allora forniti erano: automobile, abbigliamento, meccanica e imballaggio; la scelta cadde su quest’ultimo poiché il consumo usa e getta dei prodotti garantisce continuità di produzione. 2– si trattava poi di scegliere su quali prodotti concentrare gli sforzi, tenendo conto della nostra piccola dimensione aziendale e dell’obiettivo di attirare una multinazionale come cliente. A questo scopo bisognava offrire qualcosa di diverso ed esclusivo: nacquero pertanto i tappi a prova di bambino, poi le pompe interamente in plastica, quindi spray, foamer e dispenser per uso professionale. 3- visto che essere diversi funzionava, per mantenere alti standard di innovazione bisognava dedicare risorse solo allo sviluppo. Nel 98 nacque la divisione interna Brain@Work, come centro di sviluppo di prodotti e tecnologie. – Ci parli più in dettaglio di questo centro di ricerca ? Come potete permettervelo vista la vs. dimensione contenuta ? P.S.: vendiamo alle multinazionali del largo consumo (Procter, Henkel, ecc) e ci confrontiamo con concorrenti che sono 50-100 volte più grandi di noi. Dobbiamo proporre un prodotto che possa intercettare dei fabbisogni di nicchia, che si distinguano per aspetti quali il design, la funzionalità, la eco-compatibilità. Da questo punto di vista solo la ricerca e l’innovazione ci hanno consentito di continuare a crescere in un mercato altamente competitivo.Abbiamo creato delle barriere tecnologiche che, anche a distanza di anni, i nostri concorrenti non sono stati in grado di superare. La nostra pompa in sola plastica, creata 8 anni fa, l’abbiamo vista in Cina recentemente ma i cinesi non sono ancora riusciti a farla funzionare. – Qual’è il valore del lavoro di team nella vostra azienda ? P.S.: Come in tutte le realtà, la performance offerta al cliente è la somma del lavoro dei singoli. La forza determinante della nostra struttura aziendale sta sia nella trasversalità di molte figure con ampie competenze, che possono così coordinare meglio le attività, sia in un’organizzazione molto piatta, dove in organigramma ci sono solo 3 livelli tra Amministratore Delegato ed operaio di reparto. – quali sono, per Taplast, i fattori strategici di competizione sui mercati internazionali, oltre all’innovazione tecnologica ? P.S.: Sicuramente le relazioni. In questo momento particolare capacità come saper catturare clienti, poter decentrare in caso di bisogno, essere elastici su richieste improvvise o avere informazioni per decidere al meglio sono legate all’ampiezza del network di contatti e relazioni, che deve essere completo in tutto il mondo (Europa, Usa, Cina, India, Sudamerica etc) e diventa anche una importante antenna per catturare informazioni vitali che scorrono ad alta velocità.




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna su ↑