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Published on Novembre 18th, 2004 | by Redazione MG News

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Competitività e innovazione: l’Italia non decolla

Negli ultimi anni é diventato un imperativo nei sistemi economici avanzati: l’innovazione prima di tutto. Per essere competitivi i fattori tradizionali quali terra e capitale sono ormai passati in secondo[…] Negli ultimi anni é diventato un imperativo nei sistemi economici avanzati: l’innovazione prima di tutto. Per essere competitivi i fattori tradizionali quali terra e capitale sono ormai passati in secondo piano: lo confermano un recente rapporto della Finlombarda e un autorevole studio dell’Ocse.

Il rapporto della Finlombarda, discusso a porte chiuse la settimana scorsa da un gruppo di imprenditori, top manager ed esperti, ha messo ben in evidenza tutte le carenze dell’Italia, in particolare nei settori high-tech, cercando di quantificare il ritardo del nostro Paese nella ricerca.
Come si pone, dunque, l’Italia in questa classifica? Un indicatore sintetico ha evidenziato la terzultima posizione in Europa, primi soltanto a Grecia e Portogallo.
E un ulteriore conferma viene anche da uno speciale ranking elaborato dall’autorevole Financial Times su dati Ocse: qui l’Italia si trova addirittura al ventesimo posto della classifica mondiale, circa l’arretratezza delle tecnologie di punta, pur essendo il sesto Paese industrializzato. L’Italia poi si conferma tra gli ultimi Paesi europei nei finanziamenti pubblici alla ricerca: con appena il 5% delle risorse dedicate al settore manifatturiero, Roma investe in ricerca meno di quanto fanno Parigi (25%), Bonn (13%), Londra, e Madrid.

Cosa fare, dunque, per ridurre questi gap e cercare di recuperare rispetto agli altri Paesi? Ciò che occorre sono sicuramente nuovi strumenti finanziari, come ad esempio il project financing, oltre ad agevolazioni finanziarie.
Come sopperire, però, alla mancanza più significativa, ossia quella di risorse finanziarie?
Una strada che sembra prospettarsi sempre con maggior forza é quella del Venture Capital, uno strumento che in questi tempi attraversa sicuramente un momento di difficoltà in seguito agli andamenti non positivi del nuovo Mercato, ma che si fonda su basi solide e può aiutare nel reperimento di fonti finanziarie per la ricerca e quindi l’innovazione.
E’ oggi infatti riconosciuto che la competitività del Sistema Paese dipende dallo sviluppo della ricerca e dell’innovazione e che in un modo o nell’altro si dovrà puntare su una loro valorizzazione.

Durante l’incontro Finlombarda sono stati discussi in maniera approfondita diversi filoni che dovrebbero essere seguiti: c’é da riequilibrare l’impiego delle risorse pubbliche a favore delle eccellenze e delle politiche della competitività, facendo convergere nel riconoscimento di questa priorità tutte le amministrazioni; c’é poi da orientare le politiche per lo sviluppo e la ricerca anche verso l’impiego di strumenti di finanza innovativa (Venture Capital, project financing, ecc.) e la partnership con il sistema privato.
Una strada per consentire un maggior ricorso a questi strumenti finanziari moderni nell’innovazione sarebbe però quella di apportare alcune modifiche normative che rendano più conveniente il ricorso a queste modalità di finanziamento.


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