Comunicati Stampa

Published on Dicembre 14th, 2021 | by Luca Serri

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Banca Generali punta sul Digital wealth management

Sono sempre più numerosi i servizi offerti nell’ambito del digital wealth management, ma se l’Europa è impegnata ancora nella fase di regolamentazione, realtà come Banca Generali hanno già investito nella ricerca di nuove soluzioni.

Cosa sta cambiando nel settore del wealth management? È la domanda posta a Gian Maria Mossa, CEO di Banca Generali, durante uno degli ultimi appuntamenti di “Le nuove filiere della Finanza digitale”. Promosso da “Repubblica” in collaborazione con Reply, il format è dedicato all’evoluzione del settore e ai nuovi asset come Digital Euro, token e cryptoasset.

Il mercato sta profondamente cambiando, così come le esigenze dei clienti, alla ricerca di soluzioni di digital wealth management. “La più grande opportunità del nostro settore – ha dichiarato l’AD di Banca Generaliè legata alle piattaforme digitali. Per fare un esempio, quando la Apple ha introdotto il suo smartphone, l’innovazione non era nelle caratteristiche del prodotto in sé ma nell’introduzione al mondo delle app”.

Al momento, spiega Mossa, quasi la totalità delle realtà che operano nel private banking hanno iniziato a ragionare sull’adozione di meccanismi di opt-in e opt-out, ossia offrire la possibilità al cliente di scegliere le società su cui investire o da escludere nel momento in cui si sottoscrive un fondo di investimento. Anche Banca Generali sta puntando fortemente sul digital wealth management: “Se domani mattina con lo smart contract puoi arrivare a definire in modo decentralizzato cosa succede alla singola volontà del privato è possibile addirittura creare un secondo mercato. Si tratta di una grande occasione”.

Ma se i privati sono già in piena corsa, sul tema del digital wealth management le istituzioni europee appaiono invece in netto ritardo. “Noi come Banca Generali stiamo investendo innanzitutto del tempo – ha detto Mossa – L’Europa sta aspettando la regolamentazione, secondo me un errore enorme”. Diversa e nettamente più positiva la posizione dei regolatori italiani, aggiunge: organismi come la Banca d’Italia e la Consob si stanno infatti muovendo con grande interesse.

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