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Published on Novembre 25th, 2011 | by Ufficio Stampa CSFO

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Mediazione: l’arte di incontrarsi a metà strada

MediazioneIn medio stat virtus. Così sentenziarono gli scolastici medievali, parafrasando Aristotele.

L’idea, rintracciabile anche nelle filosofie orientali, è che la moderazione e l’equilibrio permettano di conseguire il bene per sé e per gli altri. L’armonia cosmica e la pacifica convivenza tra gli individui sarebbero perciò il risultato di una condizione interiore di medietà: l’eccesso è una concentrazione sul , che non può non portare effetti disfattisti in una società in cui si accetta di accordarsi per evitare l’isolamento sterile, vulnerabile e improduttivo.

 

Che le risorse siano limitate, è un dato di fatto. Che esistano istinti accentratori e arrivisti nell’uomo, lo è altrettanto. Ecco perché quotidianamente nascono barriere che confinano gli interessi personali  da  un estremo  all’altro della situazione conflittuale. Ecco perché quasi sempre si sceglie un compromesso che lascia l’amaro in bocca, oppure si aspetta che la giustizia faccia il suo corso, identificando vinti e vincitori.

La mediazione, invece, abbatte le barricate. Mediare significa essere nel mezzo, tentare l’abbandono di un estremo per far fare un passo verso l’estremo opposto. Ricorrere alla mediazione non è una debolezza, né un gesto eroico. È l’uso, umanamente nobile e civile, del dialogo e del confronto: ciò che dovrebbe distinguere l’individuo dagli altri esseri viventi.

Strumento di questa ostica rivoluzione culturale è il mediatore. Non si tratta di un giudice di seconda mano o, peggio, di un pivello che per una qualche sete di potere mira a spodestare la giustizia ordinaria: davanti al mediatore si ha la dignitosa e più che intelligente opportunità di comprendere le ragioni dell’altro da sé e di cercare (senza dover necessariamente trovare) soluzioni più che accettabili, cioè unanimemente condivise.

Il mediatore è un facilitatore neutrale, un abile ascoltatore che si pone alla pari di chi ascolta. Con un modo di procedere socratico, sa fare delle domande appropriate, non per interrogare e raccogliere indizi, ma per estrarre spontaneamente da ciascuno le ragioni profonde del proprio disagio e le effettive possibilità di accordo.

Dunque autodeterminazione delle parti, che significa rispettare il libero arbitrio di ciascuno. Comunicazione e relazione, che significa riconoscere il bisogno dell’uomo di rapportarsi coi propri simili, ma anche la sua capacità di rinunciare a parte della propria libertà per concederla all’altro.

Creatività, che significa saper cogliere il nesso tra gli elementi emersi, sperimentare vie originali di integrazione e incremento delle risorse.

Dulcis in fundo, risparmio di tempo e di denaro, sia per il singolo che per l’intera società.

Tutto questo è ciò in cui crede l’Istituto Nazionale Telematico, che ormai da tempo forma con successo mediatori civili e commerciali. L’Istituto Nazionale Telematico ha anche il merito di essere il primo ente di formazione in Italia ad applicare il metodo didattico del mind mapping® (mappe mentali®) allo studio della mediazione.

Il prossimo corso, accreditato presso l’ordine degli avvocati e dei consulenti del lavoro di Padova, si svolgerà presso la sede dell’Istituto (Battaglia Terme, PD) a partire dal 9 dicembre 2011.

http://www.sapermediare.it/


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