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Published on Maggio 19th, 2011 | by Fondazione Leone Moressa

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Profughi nel Veneto: 100.000 euro al giorno per mantenerli

Studio della Fondazione Leone Moressa

Nella questione profughi, il criterio proposto dalla Regione Veneto – 1 profugo ogni duemila abitanti – si traduce in un afflusso di quasi 2.500 stranieri nel territorio regionale. Tale evento impone una spesa di quasi 100mila € al giorno (assicurata dal Governo) nell’ipotesi di un costo di 40€ al giorno per vitto, alloggio e assistenza sanitaria per ciascun straniero accolto. Questa l’analisi realizzata dalla Fondazione Leone Moressa che ha stimato per ciascun comune l’ipotesi di impatto demografico e l’esborso monetario del futuro afflusso di profughi nel territorio veneto.

Per provincia. Secondo i criteri stabiliti, le cinque maggiori provincie venete (Padova, Verona, Treviso, Vicenza e Venezia) accoglieranno ciascuno oltre 400 profughi con un costo che oscillerà tra i 17.178€ al giorno di Venezia e i 18.555€ al giorno di Padova. Rovigo e Belluno, dato il basso numero di residenti, potrebbero accogliere, rispettivamente, 124 e 107 stranieri con una spesa di mantenimento inferiore ai 5mila€ al giorno.

Per comune. A livello comunale, Venezia, Verona e Padova sono le due aree in cui verranno accolti il maggior numero di profughi: 135, 132 e 106 rispettivamente. Questo significa che a Venezia il costo giornaliero si attesterebbe a circa 5.400€ al giorno, nel capoluogo scaligero si tratterebbe di 5.300€ e a Padova di 4.260€.

Tra i primi 50 comuni per numero di accoglienze, Arzignano, Lonigo, Montecchio Maggiore e San Bonifacio sono i comuni che mostrano la maggiore incidenza di residenti stranieri sul totale dei residenti (20,6%, 20,3%, 18,3%, 17,3%). In tali territori la spesa di mantenimento dei profughi che verrebbero accolti sarà, rispettivamente, di 516€, 321€, 477€ e 405€ al giorno.

Il piano di accoglienza “diffuso” di 2.500 profughi ipotizzato dalla Regione Veneto – affermano i ricercatori della Fondazione Leone Moressa – consiste nell’inserimento nel territorio di appena lo 0,05% della popolazione residente nel territorio veneto. Questo processo di accoglienza dovrebbe rientrare in un programma più ampio che ha visto ridurre drasticamente per l’Italia nel corso del 2010 il numero di domande di asilo accolte. Infatti, secondo l’ultima indagine dell’UNHCR appena il 2% delle domande mondiali di asilo sono state accolte dal nostro Paese classificandosi al 14° posto per destinazione tra i 44 paesi industrializzati. E’ vero, d’altro canto, che tale flusso migratorio si inserisce in un momento di particolare stress per il mercato del lavoro straniero già colpito duramente dalla crisi e che dal 2008 ha lasciato senza lavoro cento mila immigrati in più. Lo stato di disoccupazione prolungato rischia di far cadere gli stranieri nell’irregolarità, poiché il lavoro è la condizione necessaria per il regolare soggiorno in Italia.”


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