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Published on Luglio 9th, 2025 | by Redazione MG News

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La barca affonda ma lo yacht è in salvo!

Penso ad una nave che sta affondando stracolma di gente che invece di cercare di salvarsi, se ne sta bellamente a fumare o a prendere il sole, lamentandosi un po’ del caldo “peggio dello scorso anno”. Più al largo uno yacth con pochi ricchi cerca scampo verso un’ isola ancora integra in mezzo all’Oceano. E se non si trova l’isola c’è pronto un bel razzo che pagando un modico biglietto da 10 milioni di dollari ti porta in salvo su Marte

Certo si tratta di una fantasia. O meglio di una metafora. Dopo essere stato ignorato per decenni finalmente il problema del cambiamento climatico sembrava aver preso centralità presso i Governi mondiali e presso le opinioni pubbliche. Siamo negli anni attorno al 2015-2020 e pur in mezzo a mille contraddizioni e limiti molti Stati cominciano a prendere le prime misure concrete contro il climate change. Le politiche di trasformazione energetica dalle fonti fossili a quelle rinnovabili subiscono una forte accelerazione anche da parte di Paesi che fino a quel momento sembravano fregarsene, come la Cina.

Il famoso accordo di Parigi stabilisce dei target piuttosto stringenti soprattutto di riduzione delle emissioni di gas serra e la stragrande maggioranza dei Paesi si dota di piani nazionali per il conseguimento di questi obiettivi.

Le opinioni pubbliche cominciano ad essere informate in modo sistematico sul tema e ci sono movimenti e associazioni che portano alla ribalta i disastri del cambiamento climatico come GreenPeace, WWF o a livello nazionale Legambiente. Ci sono poi movimenti di giovani che si formano proprio per combattere i cambiamenti climatici come ad esempio Fridays for Future. Hanno particolare rilievo mediatico personaggi come la giovane Greta Thumberg che fa della protesta ambientalista una battaglia prima solitaria ma poi seguita da milioni di ragazzi. Un taglio più radicale ha invece Extinction Rebellion, che con le sue azioni dimostrative piuttosto forti vuole riportare al centro il disastro ambientale, praticamente ignorato negli ultimi anni 5 anni (come vedremo dopo)

Ecco tutto questo processo sembra aver subito un colossale stop negli ultimi 4-5 anni, soprattutto con l’avvento al potere di Governi di destra che fanno del negazionismo climatico una delle loro bandiere.

Certamente il Covid ha spostato radicalmente l’attenzione delle opinoni pubbliche e dei Governi su priorità diverse come la Sanità, la ripresa economica, etc. E un vento forte di scetticismo nei confronti della scienza o addirittura di negazionismo verso fenomeni acclarati come il climate change ha cominciato a spirare anche alimentato dalle paure scatenate dalla pandemia (leggi: vaccini)

Governi populisti di estrema destra hanno preso il potere in vari luoghi del mondo; processo culminato con l’avvento al potere di Trump negli USA. Come è noto Trump è un acceso negazionista climatico, favorevole alle energie fossili. Ha smantellato diverse agenzie e centri di ricerca sul cambiamento climatico, ha tolto i sussidi per le energie rinnovabili, e ha messo nei posti chiave della sua amministrazione persone senza alcuna cultura scientifica che hanno sobillato in passato il negazionismo su molti fronti, non solo climate change ma anche sui vaccini e su molte altre conquiste della scienza.

Ma si potrebbe dire che se Atene (USA) piange, Sparta (Unione Europea) non ride. La nuova commissione Von del Leyen seguendo l’onda delle forze populiste che si sono rafforzate in Europa (anche se ATTENZIONE non hanno la maggioranza), ha annacquato il Green Deal ovvero l’ambizioso piano per la riduzione delle emissione e per il contrasto al cambiamento climatico. Ad esempio allungando i tempi della transizione a forme di energie sostenibili per le auto, e della direttiva sulle case Green.

Ma cosa sta succedendo ? Forse che gli effetti del cambiamento climatico si stanno affievolendo ? Tutt’altro. Stiamo incamerando ogni anno record di temperature medie superiori a quelle degli anni presedenti. Gli eventi metereologici estremi sono sempre più frequenti, i ghiacciai si riducono a vista d’occhio. La temperatura del mare è poi in costante crescita anno su anno portando dei cambiamenti radicali e pesantissimi all’ecosistema marino.

E allora? L’unica ipotesi sostenibile è che si stia verificando un fenomeno di cecità collettiva, con poche rarissime eccezioni. Per cui si è portati a pensare che non valga la pena fare sacrifici per combattere il cambiamento climatico. O perchè non lo si vuole vedere o perchè anche vedendolo si pensa “tanto io non ci posso fare nulla”. E chissenefrega delle nuove generazioni, del futuro del pianeta, etc.

Alla prima categoria appartiene principalmente la massa, quella che nella metafora iniziale sta nel barcone che sta affondando, prendendo il sole o fumando la sigaretta.
Alla seconda categoria invece la classe d’elite che pensa che i soldi le procureranno una via di fuga o in un atollo incontaminato o….su Marte.

 

 

 

 

 

 

 

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