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Published on Luglio 3rd, 2024 | by Redazione MG News

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La difesa d’ufficio di Biden

Inauguriamo alcuni brevi interventi considerazioni personali sulle prossime elezioni presidenziali americane che mai forse come oggi rivestono una importanza eccezionale per gli equilibri politici ed economici del pianeta

Il paradosso è questo. Si tratta forse delle elezioni americane più importanti degli ultimi 20-30 anni ma mai come oggi gli USA sembrano un gigante con i piedi d’argilla. Il loro dominio geo-politico ed economico è in discussione non tanto perchè ci sia una super potenza che ha reali chance di prendere la guida del mondo (la Cina in realtà ne è molto distante anche perchè il miracolo economico sembra essersi fermato e tante altre questioni stanno rallentando la marcia del Dragone), quanto per una sua intrinseca debolezza.

Il primo motivo di questa debolezza è che il popolo americano non marcia tutto nella stessa direzione. Mai come in questi anni sono emerse spinte assolutamente contrastanti all’interno della società americana che oggi si presenta divisa e quanto mai fragile.

E i due candidati sono entrambi espressione di questa divisione e di questa fragilità.

Questo primo breve intervento lo dedico a Biden. E’ evidente ormai a molti commentatori, politici e non solo che il Presidente americano da tempo non riesce a reggere il ruolo, malgrado sia circondato da staff di collaboratori, ministri, consulenti in gamba che credo ormai arrivino a premasticare il cibo  che mangia (è un paradosso ovviamente!)

La prima cosa che mi sorprende è di carattere politico. Come è possibile che il partito democratico almeno in quest’ultimo anno, anno e mezzo non si sia posto in maniera seria il problema di trovare un’alternativa a Biden. E’ chiaro che andava fermato prima delle primaria, ora credo che obiettivamente sia troppo tardi e che lo schianto sia aimè inevitabile. Ma prima delle primarie si poteva e si doveva fare qualcosa.

Forse c’è qualcosa che non funziona nella democrazia americana se un partito politico non è in grado di “mettere in minoranza” il suo leader costringendolo a dimettersi, soprattutto se c’è di mezzo la salute, come sembra ormai evidente. Dove sono gli altri leader democratici ? Cosa ha fatto la base del partito democratico per porre il problema, per spingere un altro leader a candidarsi, etc?

Parliamo male dell’Italia ma ricordiamoci ad esempio che il partito democratico italiano in preda ad una grave crisi di consenso e di leadership dopo le elezioni politiche del 2022 (i sondaggi lo davano al 15%) ha avuto la forza di indire delle primarie e da queste primarie è uscita una leader non  espressione diciamo della classe politica del PD ma piuttosto della società civile, che sicuramente sta facendo qualcosa per rinnovare il partito, la sua immagine. Anche con buoni risultati visto che alle Europee ha riportato il PD al 24%.

Ecco in questo il partito democratico americano ha dato l’impressione di immobilismo ed impotenza imbarazzante.

Ma forse la cosa per me più incomprensibile è il dato personale che riguarda Biden. Dopo la pesantissima debacle nel dibattito (per modo di dire…) fatto con Trump, quello che è successo – a fronte di una realtà pesante difficile da confutare – è che non solo il suo staff ma prima di tutto la sua famiglia ha fatto fronte comune dicendo che Biden è perfettamente in grado di reggere la competizione elettorale ed il successivo eventuale ruolo di Presidente.

E la prima a difenderlo a spada tratta è la moglie Jill Biden.
Ora io mi chiedo, Jill vuoi veramente bene a tuo marito ? Vuoi veramente evitargli di subire pesanti umiliazioni personali (lasciando stare quelle politiche) da qui alle prossime elezioni ? Perchè costringerlo a questa gogna mediatica che non potrà che peggiorare nei prossimi mesi?

Anche perchè per come stanno andando le cose gli USA (e il mondo aimè) saranno costretti a subire l’elezione di quel criminale di Trump (di cui parleremo il prossimo giro).

Stay tuned

 

 

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