La metafora del Bonsai
Un’esperienza personale simile probabilmente a quella che altri hanno vissuto. La cura e l’attenzione verso una pianta come insegnamento per la vita personale ed il rapporto con gli altri. Soprattutto con le persone a cui teniamo
I bonsai non hanno mai avuto vita facile a casa. Ne abbiamo avuto diversi ma tutti in tempi più o meno brevi hanno fatto una brutta fine.
Noi come succede spesso agli esseri umani cercavamo tutte le giustificazioni possibili per dare un senso a questo “pollice nero” col bonsai.
E allora la colpa poteva essere indifferentemente della posizione poco favorevole, del troppo caldo, del troppo freddo, della troppa ombra. Oppure troppa acqua, troppo poca. Cazzo abbiamo dimenticato il concime!
Naturalmente non abbiamo anzi non ho – mi prendo la mia responsabilità – visto la cosa più evidente: cioè che il problema ero io che non prestavo la giusta cura a questa creatura così fragile, tanto da assomigliare ad una persona.
E la dimostrazione è stata evidente con il nostro ultimo bonsai. Dopo una bella primavera e una estate caliente, l’autunno già faceva presagire che bisognava in qualche modo intevenire. Ma io ero distratto, non lo badavo proprio questo essere vivente. Tanto che lo abbiamo lasciato fuori all’aperto colpevolmente anche quendo la temperatura era scesa di notte addirittura sotto zero.
Ed un giorno lo abbiamo guardato e….lo abbiamo trovato completamente spoglio, senza foglioline e nemmeno gemme. Oddio è morto!
E’ come se avessimo ricevuto una scossa. Non potevamo darci per vinti e soprattutto dovevamo quanto meno provare a rianimare il povero malcapitato bonsai!
Lo abbiamo riportato dentro, ed abbiamo cominciato a prenderci cura sul serio di lui. Ci siamo informati e abbiamo trovato un concime particolarmente adatto a situazioni critiche. Lo abbiamo bagnato con la frequenza consigliata in inverno (cioè poco) senza sgarrare. Ma soprattutto tutti i giorni lo guardavamo con la segreta speranza che desse anche un piccolo segno di vita.
Per molti giorni il bonsai non sembrava “rispondere alle cure”. Eravamo proprio affranti. Il famigerato pollice nero del bonsai colpiva ancora!
Ci stavamo ormai rassegnando ad un altro fallimento botanico quando un giorno io (si proprio io) mi accorgo che qualcosa era cambiato seppur in modo impercettibile. Si intravedevano dei piccolissimi tagli nella corteccia che non sembravano una ulteriore sofferenza.
Mia moglie ricordo mi disse che lei non vedeva nulla e che la situazione rimaneva stabile.
Ma questa volta era diventata una questione di orgoglio e non solo. Sentivo che un rapporto si stava in qualche modo stabilendo tra quella fragile creatura e me. E infatti mi scoprivo in modo inedeto per me a parlare al bonsai quasi accarezzandolo per incoraggiarlo.
E alla fine la costanza e questo nuovo affetto sono stati premiati. Un giorno ho visto chiaramente alcune (poche) micro gemme verdi. E no non potevo sbagliarmi. Quelle erano proprio neonate foglie. Poche e magari potevano anche non svilupparci, ma c’erano!
Questa volta mia moglie ha confermato anche lei la ripresa in vita della pianta. La potremmo definire un miracolo, con un riferimento religioso non esagerato.
E con il passare dei giorni le gemme diventavano sempre più numerose ed alcune di queste si sviluppavano in foglioline. Nel giro di poco tempo il bonsai era ricoperto di piccole foglie verdi. Arrivò la primavera e con cautela cominciammo a portare fuori il bonsai di giorno ritirandolo alla sera. Fu così che scoppiata la primavera scoppio anche la fogliazione della pianta che diventò rigolgiosa come non era stata nemmeno quando la avevo comprata.
Da quel momento per me, per noi, il bonsai è un’attenzione quotidiana. Costa così poco prendersi cura di un essere così bello e sensibile.
Visto il tanto tempo inutile che passiamo ad esempio al cellulare, i 5 minuti quotidiani che dedichiamo alla pianta sono una gioia per noi e crediamo anche per lui.
Ecco io credo che se vogliamo tenerci in buona salute psico fisica e vogliamo avere buone relazioni, soprattutto con le persone a cui teniamo, dobbiamo comportarci come abbiamo fatto con il bonsai.
Cura, attenzione, amore con costanza e pazienza.
Buona vita a tutti, anche al nostro caro bonsai.
