I protagonisti raccontano no image

Published on Luglio 20th, 2007 | by Redazione MG News

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Programmi open source e PA: un matrimonio che funziona

Intervistiamo su questo tema il prof. Giancarlo Succi dell'Università di Bolzano e coordinatore del progetto europeo COSPA[…]

D) Alla luce della sua esperienza, soprattutto con il progetto COSPA, qual è lo stato dell’arte riguardo l’introduzione delle tecnologie Open Source nella Pubblica amministrazione del Nord Est ? (che tipo di risposta da parte delle amministrazioni – quali opportunità/vantaggi rilevati – quali criticità – ecc)?

R) Le amministrazioni pubbliche dichiarano un interesse sempre maggiore per le tecnologie Open Source in particolare per strumenti informatici a supporto delle attività di back office. Questo rispecchia la situazione Europea attuale dove il sistema operativo Linux server side e le basi di dati dividono il primato di share del mercato Open Source.

I principali vantaggi della migrazione dalle pubbliche amministrazioni sembrano essere:
– scambio di documenti in un formato aperto e condiviso (ODS)
– riuso di vecchio hardware 
– indipendenza dai vari distributori di software
– la riditribuzione libera delle applicazioni agli impiegati
– la regolarizzazione della situazione delle licenze
 
Le criticità sono ancora legate alla mancanza di una strategia chiara d’innovazione supportata e mantenuta dai manager delle PA.

La barriera principale nella migrazione è la mancanza di comprensione dei requisiti utenti, delle implicazioni strategiche sulla società e sull’economia del paese che ha l’adozione di una particolare tecnologia, e la scarsità di conoscenza o esperienza sulla appropriatezza delle applicazioni OS.Inoltre manca la certezza del supporto da parte di adeguate strutture e non ci sono incentivi diretti agli agenti delle migrazioni (ovvero i tecnici informatici) per fare le migrazioni; anzi, alle volte una migrazione a Open Source può essere percepita come una diminuzione del proprio valore dai tecnici che si vedono spostare dall’amministrazione di un software costoso a quella di un software che non costa niente, e quindi si sentono sminuiti –bisogna capire che spesso nelle pubbliche amministrazioni si considerano più importanti quelle ripartizioni che hanno budget più alto.

D) Secondo lei quali sono i fattori che potrebbero favorire una maggiore introduzione dei software Open Source nella PA ? Il progetto COSPA ha prodotto qualcosa in questo senso (manuali, best practice, tutorial, ecc) ?

R) Nei casi di studio affrontati in COSPA, OSS ha rappresentato una valida alternativa al software proprietario. In particolare quando una o più delle seguenti pre-condizioni si sono avverate:
– un significante taglio al budget per l'innovazione tecnologica;
– la necessità di regolarizzare le licenze software;
– una forte spinta governativa verso l'introduzione di innovazione tecnologica nelle PA;
– la necessità di un upgrade di vecchio software proprietario.

Il progetto COSPA ha inoltre prodotto
– i manuali d’uso di OpenOffice.org per le Pubbliche amministrazioni tradotte in 7 lingue diverse in collaborazione anche con il progetto Europeo Comenius;
– una recensione estesa delle applicazioni OpenSource e dai dati a formato aperto;
– un insieme di buone pratiche di migrazione e delle linee guida sui costi di transizione a software Open Source;
– strumenti di conversione per le basi di dati.

D) Lei può dirmi quali sono le i programmi/applicazioni OS che hanno trovato maggior consenso presso la PA, perché di facile introduzione ?
Quali sono invece quelle per le quali vede grosse opportunità perché in grado di migliorare l’efficienza delle amministrazioni ?

R) Come già menzionato: le distribuzioni Linux server side e le banche dati. Anche le nuove versioni di OpenOffice hanno destato un certo interesse (c’è da considerare che le distribuzioni Linux hanno la loro versione di OpenOffice già integrata).

In particolare a Bolzano il progetto FUSS ha migrato tutto il software delle scuole italiane della provincia, mentre il Consorzio dei Comuni dell’Alto Adige non sono ha migrato il software di produttività personale in molti comuni dell’Alto Adige ma ha anche creato applicazioni di conversioni di formati in doppia lingua italiano-tedesco

D) Possiamo quantificare – in media – la riduzione di costo che è possibile ottenere introducendo programmi/software di tipo OS, rispetto all’utilizzo invece di software commerciale?

R) A tutt’oggi è ancora prematuro avere un unico risultato quantitativo di risparmio sui costi con una migrazione a Open Source. E’ vero però che il processo di migrazione è un'opportunità per fornire agli utenti un aggiornamento strutturato sulle applicazioni software che usano, migliorando significativamente la produttività dell'utente. Una più profonda conoscenza dell'infrastruttura software fornisce un potere maggiore ai manager IT nella negoziazione per l'acquisto di soluzioni software. Inoltre, non ci sono costi ulteriori dovuti alla mancanza di produttività del personale delle PA.

Bisogna però sapere che non è sempre giustificata la migrazione a OSS solo sulla base del risparmio di licenze software. Queste sono solo costi iniziali, peraltro molto influenzabili da fluttuazioni di inflazione e di mercato. La decisione sulla migrazione dovrebbe basarsi sui costi totali di migrazione e di proprietà di un prodotto software: i primi definiscono l'ammontare degli investimenti a breve termine, i secondi le spese previste in un periodo di proprietà di almeno 5 anni. In particolare è importante di considerare l'impatto sull'ammontare totale dei costi intangibili (nascosti), che possono incidere molto, e gli effetti sulle economie locali: un prodotto Open Source sposta il costo da licenze acquistate dall’estero a mano d’opera locale.

Le comunità Open Source giocano poi un ruolo importante. Se da un lato esse non hanno una strategia ancora condivisa e utilizzabile come strumento di supporto ai prodotti Open Source, dall’altro sono un motore importante, forse essenziale, per l’innovazione e si potrebbero estendere notevolmente: basti pensare tutti i progetti che scuole, centri di formazione e università portano avanti.

Link ad info utili sul progetto cospa su http://www.cospa-project.org

Intervista realizzata da Redazione MG News


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