Trump salvato dai Maga o travolto dai giovani?
Chi scrive spera ardentemente che Trump subisca una pesantissima lezione alle elezioni di Midterm; quindi che i repubblicani perdano il controllo della Camera e del Senato e che la sua immagine pubblica risulti compromessa anche a livello internazionale. Ma dobbiamo ipotizzare due scenari diametralmente opposti e dimostrare che in realtà sono entrambi plausibili
- Partiamo da alcuni dati di fatto e poi dipingiamo i due scenari partendo da due prospettive diverse.
Gli stati in ballo, ovvero quelli in cui la lotta è serrata tra repubblicani e democratici, sono 9. In questi stati il vantaggio nei sondaggi di un partito sull’altro è nell’ordine del cd “margine di errore statistico”. Questo significa in pratica che ad esempio il vantaggio nei sondaggi nel Michigan è di circa 3 punti da parte del candidato democratico El Sayed. Siccome il margine di errore è di solito di 3-4 punti percentuali, questo significa che El Sayed potrebbe vincere di 6-7 punti ma anche perdere di 1 punto. - Per poter avere il controllo del Senato i democratici debbono confermare gli stati già conquistati nelle scorse elezioni (Michigan e Minnesota in questo caso) e conquistare almeno 4 degli altri stati vinti invece in precedenza dai repubblicani (Red States). Quindi vincere 4 su 7 stati. (Maine, Ohio, Iowa, Kansas, Texas, Alaska, Nebraska)
- Ora sappiamo da sondaggi e analisi varie che il dato fondamentale per determinare la vittoria di un partito rispetto all’altro è il cd “turnout” ovvero l’affluenza ai seggi degli elettori propensi per un partito rispetto all’altro. Al momento si può immaginare circa 8-10 % di affluenza in più dei democratici rispetto ai repubblicani. Poi vi è la parte di elettori cd indipendenti che sono numericamente molto importanti (circa il 40%) ma che votano in genere meno. Qui la propensione verso i democratici è di circa 10 punti in più rispetto ai repubblicani
- Tra gli indipendenti pesa moltissimo l’elettorato giovane Under 35 che vota di solito meno della media ma che propende verso i DEM. Dalle elezioni del 2024 a oggi stando ai sondaggi questa fascia di elettorato si è spostata come preferenza verso i DEM di una decina di punti percentuali.
- Tra le fascie che votano meno c’è la popolazione ispanica che però alle elezioni del 2024 aveva spostato le proprie preferenze di voto verso Trump; ora i sondaggi dicono che sono molto delusi e ora circa il 65-70% propende per i democratici.
Andiamo ora ai due scenari (opposti):
- L’opera di convincimento di Trump e Vance verso la base repubblicana e Maga in particolare ha successo e quindi va a votare esattamente la stessa quota di elettori dei democratici; nel frattempo l’affluenza dei segmenti di indipendenti, giovani e latinos rimane in media o addirittura sotto la media delle precedenti elezioni, schifati dalla politica e nel caso dei latinos impauriti dalle minacce di Trump. In questo caso visto il distacco risicato negli stati-chiave, è plausibile che i repubblicani rivincano nei loro 7 stati o almeno in 4 di questi. Manterrebbero il controllo del Senato e anche la vittoria alla Camera sarebbe in dubbio
- L’affluenza dei democratici è addirittura superiore alle aspettative (come alcuni segnali dallo early voting sembrerebbero prefigurare) mentre rimane bassa nell’elettorato repubblicano. I segmenti come ad esempio i giovani e i latinos votano più di quanto previsto.
Saremmo di fronte ad una specie di Tsunami dove i democratici vinconi tutti gli stati in bilico e probabilmente anche un altro paio dei cd Leaning Republican (leggero vantaggio nei sondaggi). Potremmo avere una camera dominata dai DEM de un Senato con 54-55 senatori BLU. Questo vorrebbe dire a mio parere l’inizio della fine di Trump
Spero in cuor mio che si verifichi il secondo scenario lo comunque qualcosa che gli si avvicina molto!
