Analisi economico-politiche

Published on Ottobre 12th, 2026 | by Redazione MG News

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La speranza in un’ altra America

Questo è un periodo in cui abbiamo un tremendo bisogno di speranza. Ecco un po’ di speranza io la sto trovando proprio nel paese che in questo periodo con la sua mostruosa amministrazione sta mettendo in crisi tutto il mondo: gli USA

Non vi parlerò di Trump delle sue scellerate e criminali politiche che stanno avvelenando e mettendo in ginocchio il mondo. E nemmeno vi parlerò delle azioni disumane e naziste di alcuni membri del governo come Hegseth o altri. Ma voglio parlarvi di un’altra America che intravedo proprio mentre ci avviamo verso le importantissime elezioni di Midterm, sulle quali vi rimando a mie considerazioni recenti.

Vi parlerò di alcune persone e di alcuni movimenti dal basso della società che fanno sperare in un futuro migliore per l’America e quindi per il mondo.

Avevamo già individuato che il nuovo sindaco di New York Zoran Mamdami poteva rappresentare un nuovo modello di politico progressista in grado di coinvolgere grandi masse di elettori trasversalvente rispetto all’orientamento politico, puntando su temi concreti come la casa, i prezzi dei generi alimentari, le politiche sociali di sostegno, etc.
Ecco a distanza di diversi mesi possiamo dire che Mamdani ha già attuato diverse politiche concrete per i newyorkesi, tantochè nonostante la luna di miele sia ormai finita, il suo tasso di consenso è attorno al 70% (pensate che Trump è al 32%). Ha indubbiamente delle eccezionali doti di comunicatore ed un’empatia innata. Un futuro come politico nazionale e leader mondiale. Ma soprattutto ha creato uno stile di politico che forse in parte pesca dal passato ma che non appartiene ai politici attuali, che sono lontatissimi dalla gente ed invece vicini al potere economico-finanziario che sta devastantando il mondo (sempre Trump come esempio massimo ma non solo lui).
Sta proprio in mezzo alla gente, gioca con i bambini, partecipa alle manifestazioni delle comunità religiose, va a vedere di persona le situazioni di disagio e il suo è un atteggiamento sincero, che raccoglie la simpatia della maggior parte delle persone.
E in tutto questo la temuta fuga dei capitalisti di New York a seguito della elezione di Mandami che tanto i repubblicani e Cuomo paventavamo non è assolutamente avvenuta, anzi.

Ma quello che sta succedendo in questi mesi soprattutto con i candidati democratici alla Camera e al Senato è che stanno emergendo figure di politici, giovani e fuori dagli schemi che potrebbero capovolgere le previsioni inziali, soprattutto per quanto riguarda il Senato.

Parliamo di due candidati molto diversi tra loro ma che dimostrano che un nuovo approccio alla politica è possibile e che si possono coinvolgere anche persone lontane dalla politica o che hanno votato Trump sono per disperazione.
Abdul-el-Sayed è un giovane medico del Michigan di fede musulmana ma perfettamente integrato nella società americana. Dopo aver vinto le primarie democratiche tutti dicevano che sarebbe stato un candidato divisivo con idee troppo radicali per catturare il voto dei moderati, etc. E i primi sondaggi di luglio/agosto davano il candidato repubblicano in vantaggio. Da allora Abdul con la sua comunicazione diretta e semplice rivolta a tutti, anche ai delusi da Trump ha conquistato consenso e ora ha 4-5 punti di vantaggio sul rivale. E sarà probabilmente un “flip State” per i democratici.
L’altro candidato è James Talarico giovane pastore presbiteriano texano che con idee politiche diverse da El Sayed, diremmo più moderate ma anche qui difficile dare etichette, che sta conquistando consensi in tutto lo stato del Texas. In comune con El Sayed e Mandami, Talarico ha un approccio diretto e si rivolge a tutte le persone in modo trasversale. Guarda e affronta i problemi reali e propone soluzioni concrete. Per questo è ora in vantaggio sul pessimo candidato repubblicano Paxton di 4-5 punti e sono convinto che sarà un altro flip State per i democratici. I repubblicani sono andati letteralmente nel panico quando hanno capito che le cose si stavano mettendo male; perdere il Texas sarebbe per loro un’ onta terribile, anche da un punto di vista simbolico. Forse lo stato più importante oggi negli USA, con un economia molto forte con enormi risorse naturali e con una forte questione immigratoria con il vicino Mexico. Pensate nel 2024 il Partito repubblicano qui ha vinto di quasi 14 punti!

Per concludere il ragionamento sulle elezioni Midterm, con il North Carolina ormai dato per perso dai repubblicani (hanno addirittura tolto i fondi per la campagna), con Michigan e Texas di cui abbiamo parlato, basta che i democratici conquistino un solo altro stato “Red” tra Maine, Ohio, Kansan, Nebraska, Iowa, Alaska (dove le battaglie sono tutte aperte) e avranno la maggioranza in Senato. Non sembra un’impresa impossibile.

E accenniamo anche ai movimenti della società. Vari strati della popolazion e categorie economiche si stanno ribellando alle politiche suicide di Trump sui dazi (ad esempio col Canada), sullo scenario internazionale – vedi guerra Iran e conseguente balzo dei prezzi di benzina e diesel – sulla sanità – ha tolto la copertura pubblica a milioni di americani, ect. E lo stanno dimostrando con manifestazioni, proteste ect. A parte una quota che vale circa il 25% della popolazione americana – il cosidetto mondo Maga – che approva ciecamente tutte le politiche di Trump quasi fosse una specie di messia o profeta, il resto della società che ha una volontà propria non obnubilata è in grado di capovolgere la situazione politica e di mandare al potere una nuova generazione di politici che a mio avviso sarà in grado di influenzare positivamente anche la politica internazionale. Ci vorrà del tempo, ma succederà ne sono convinto.

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