Elezioni USA: mobilitare mobilitare mobilitare
I due candidati si stanno sparando (letteralmente) le ultime cartucce in vista del voto del 5 novembre. Sta finendo con insulti e tentativi più o meno riusciti di delegittimare l’avversario. Alla faccia dei programmi e degli interessi degli americani. Ma qual’è il vero obiettivo ?
Dunque siamo al dunque. Questa lunga e per certi aspetti sorprendente campagna elettorale sta volgendo al termine. Ricca di colpi di scena a partire dall’attentato Trump (il secondo in realtà non è mai avvenuto), passando per l’abbandono di Biden, fino al subentro di Kamala Harris prima donna per di più di colore a candidarsi per la Casa Bianca.
L’andamento dei sondaggi è stato altalenante e fino all’ultimo l’esito è incertissimo con i due candidati alla pari o avanti di pochissimo nei battleground states, ovvero negli stati in bilico che decidono l’esito delle elezioni americane.
Dopo uno smarrimento iniziale dato dal cambio in corsa del candidato democratico, la campagna di Trump ha ripreso fiato , puntando sui punti deboli percepiti della Harris (e dell’amministrazione Biden), in particolare la gestione dell’immigrazione e l’economia. Ovviamente il tutto farcito dalle solite uscite da sbruffone di Trump, sessiste, razziste, etc etc. Con tutto il campionario che già conosciamo.
La Harris invece dopo aver iniziato col volto buono e sorriddente che parla del futuro del paese, che parla di programmi concreti soprattutto in campo economico, nelle ultime settimane ha cambiato decisamente tono. Forse preoccupata dai sondaggi che vedono Trump risalire la china, si è buttata anche lei sui toni forti. In primis la delegittimazione dell’avversario a seguito dei fatti del 6 gennaio del 2021 (peraltro del tutto giustificata). Ma poi anche offese personali tipo razzista, fascista, pericolo per la democrazia, etc etc
Trump dal canto suo ha accentuato i toni offensivi e di “chiamata alle armi” dei suoi fans.
Ma a cosa mirano i due candidati ? Non certo a convincere quel 4-5% di indecisi che da quanto si sa sono di taglio moderato e quindi andrebbero convinti con tutt’altri argomenti.
Il vero obiettivo di entrambi i candidati è uno solo: MOBILITARE.
Ovvero portare alle urne il maggior numero possibile di persone disponibili a votare per l’uno o per l’altro. I democratici cercano di convincere le minoranze come gli afro-americani e i Latinos (questi ultimi peraltro si stanno orientando verso la destra…), i giovani e le donne. Sono scesi in campo a questo scopo i pezzi grossi dei DEM come Barack e Michelle Obama e moltissimi artisti e opinion maker hanno dato il loro endorsment pubblico a Kamala Harris. Persino esponenti repubblicani di peso hanno pubblicamente invitato a votare per la attuale vice-presidente. Servirà?
Trump dal canto suo per cercare di mobilitare il suo elettorato ha esacerbato ancora di più se possibile i toni. Una vera e propria “chiamata alle armi” che speriamo non sia foriera di una chiamata successiva all’esito magari non positivo delle elezioni. In questo caso le armi putroppo non saranno solo metaforiche….
