Internet e new media no image

Published on Maggio 20th, 2009 | by Redazione MG News

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Come cambia la Pubblicità: dalla Massa alla Massa

La pubblicità è evoluta: da fenomeno di massa a…fenomeno di massa. Ma oggi sfrutta momenti di emozione collettiva vera. Un interessante ragionamento "ciclico" della nostra Anna Rado

http://www.youtube.com/watch?v=IBTeeoGXvC4 “Dove c’è Barilla c’è casa” da accapponare la pelle! Era l’epoca dei buoni sentimenti, della ricerca del genuino, del fatto in casa come da tradizione, come il “Mulino Bianco”! Italianità e valori di un’azienda che esprimevano i valori di una società delusa dal progresso, dall’industrializzazione.

Poi le cose sono cambiate, ne è passato di tempo. Oggi assistiamo ad un’evoluzione del processo di comunicazione, del fare comunicazione, dovuta evidentemente ad un nuovo stadio evolutivo della tecnica (come il buon Benjamin ha sempre sostenuto!) dei media,nello specifico internet.

Dopo un’ondata di Marketing virale, segnato da un confine molto labile tra lo spontaneo e il costruito, tra il reale inverosimile e l’effetto speciale plausibile tra virtuale e reale (es: http://www.youtube.com/watch?v=PU3B73OCaUs ); si afferma una “spudoratezza” tutt’altro che imbarazzante: le grandi multinazionali delle telecomunicazioni hanno smesso di ricreare in set pubblicitari situazioni di convivialità, spensieratezza e unione dove la massa si prodiga per uno scopo comune o è accomunata da una stessa scansione del tempo e dalle stesse esigenze.

Ora le grandi multinazionali si prodigano per creare situazioni vere, imponenti per numero di partecipanti, costose e di difficile gestione tecnica proprio perché resta l’elemento caratterizzante imprescindibile: la massa. D’altro canto non ci sarebbero mass-media senza massa! Chiudo il cerchio, da Barilla e Mulino Bianco degli anni ’60 ’70 ’80 (www.spot80.it ), con T-Mobile di 2009 e la campagna “Sing-along”, con un esempio video concreto di multinazionale che offre alla massa l’opportunità di una grande emozione da vivere assieme a Liverpool Street Station di Londra. Un inno “Life for sharin” alla condivisione, ai Beatles, ai buoni sentimenti, uno spaccato di melting pot, genuinità e fisicità nonostante tanta virtualità ci circondi.
Vi invito alla visione su You Tube di decine di migliaia di persone seguite da decine di telecamere, che cantano seguendo su di un immenso monitor da karaoke le parole di “Hey Jude”.
http://www.youtube.com/watch?v=kHdJR6iUBFM

Ma non dite che l’azienda abbia sfruttato l’immagine delle persone perché queste si sono presentate lì in decine di migliaia spontaneamente, aderendo all’iniziativa attraverso una campagna virale tipo Flashmob, sapendo più o meno quello a cui andavano incontro, anzi, da come canta la bionda platino (la riconoscerete perché sembra Pink) direi che anche in questo caso la voglia di apparire, l’esibizionismo, i 15 minuti di gloria di Andy Warhol  sono più che mai attuali!

N.B.: Tante parole difficili per spiegare qualcosa che in realtà potete capire benissimo con una scena di un film, inglese, brillante”Il matrimonio del mio miglio amico”: Cameron Diaz futura sposa odia i karaoke, Julia Roberts rivale la sfida a cantare per il loro amore, e un insuccesso di massa garantito diventa un successo plateale e non si può che gioirne assieme!
http://www.youtube.com/watch?v=UD7rIeXIzRU

Anna Rado


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