Non facciamoci fregare dalle narrazioni!
Ascolta tutte le campane! dicevano una volta i nostri vecchi. Oggi più che mai è necessario leggere e informarsi su varie fonti – possibilmente credibili e farsi una propria opinione slegata dalle narrazioni faziose e spesso deliranti che vengono anche da politici ai massimi livelli
Spero di non scrivere delle banalità. Ma a volte serve fermarsi un attimo e ragionare sulle dichiarazioni di politici, giornalisti, influencer ed esperti veri o presunti. Siamo letteralmente bombardati da dichiarazioni, post, video e varie forme di esternazioni provenienti dai vari media come TV, giornali, web e, soprattutto, social.
Molto spesso succede che partendo dagli stessi dati economici – per fare un esempio – ci sia un espenente del Governo che racconta una situazione idilliaca, una sorta di paradiso in terra e dall’altra parte un esponente dell’opposizione che parla di situazione drammatica, di crisi sociale, etc etc.
Quanto sono credibili? Molto poco evidentemente. Anche perchè ciascuna persona, famiglia, impresa, etc vive una situazione particolare. E può riconoscersi molto, poco o per nulla in quanto viene raccontato. Oltre al punto di vista soggettivo conta poi anche la capacità di critica e discernimento dell’ uditore che varia molto a seconda della formazione culturale, del contesto familiare, sociale e altri fattori.
Quindi che fare ? Molte persone anche di cultura medio-alta stanno cominciando ad allontanarsi da certe fonti informative, soprattutto web e social per privilegiare fonti qualificate che forniscono approfondimenti su tematiche specifiche come geo-politica, economia, ambiente.
Dall’altra parte assistiamo ad un rifiuto verso i media tradizionali o quelli considerati compromessi coi “poteri forti” da parte di persone dalla cultura medio-bassa che preferiscono affidarsi alle soluzioni semplificate e spesso deliranti di influencer, esperti “alternativi”, fino ad arrivare a guru e santoni.
Questa frammentazione genera un opinone confusa e senza punti di riferimento che a sua volta genera una variabilità e imprevedibilità di atteggiamenti sia sul fronte sociale che elettorale.
Le persone sono mediamente disorientate nel senso letterale del termine. Nella gran parte non riescono a dare un peso adeguato a vicende come il cambiamento climatico o come il calo demografico o le migrazioni di massa che meriterebbero dei veri e propri cicli educativi da parte di istituzioni super partes. Mi viene in mente il grande lavoro fatto dal maestro Alberto Manzi alla Rai degli anni 60.
Oggi chi potrebbe fare un lavoro del genere ? La Rai ha perso molta della sua identità e credibilità. Ha perso quei dirigenti visionari che reclutavano i migliori giornalisti, i migliori esperti per diffondere conoscenza, cultura. E questi protagonisti, pur ciascuno con le proprie idee, avevano la capacità di trasmettere il proprio bagaglio di conoscenze con passione ed amore, lasciando da parte il più possibile il proprio orientamento. Perchè avevano una missione da compiere.
Ecco le parole chiave: visione da parte di chi governa un paese o un’istituzione. E missione da parte di chi deve svolgere un compito di pubblica utilità. Valori che mancano totalmente oggi.
E’ proprio l’utilitarismo, l’economicismo spinto e la prospettiva miope dei protagonisti di oggi che alla fine produce cattiva conoscenza, cattiva cultura e porta a molti dei disastri a cui stiamo assistendo. Tra cui le mille narrazioni, nessuna delle quali credibile e che aggiunga valore.
