Analisi economico-politiche

Published on Aprile 15th, 2026 | by Redazione MG News

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La sconfitta di Orban cambia gli equilibri

Come avevamo già scritto le elezioni in Ungheria possono rappresentare un vero e proprio punto di svolta per i destini del sovranismo in Europa ma anche nel mondo. A volte basta poco perchè la storia svolti e secondo me siamo arrivati a uno di questi momenti

Come qualcuno ha acutamente osservato, le elezioni in Ungheria non sono tanto rilevanti per chi ha vinto (Magyar un ex esponente del partito di Orban anche lui  conservatore anche se meno estremista, non filo-russo e più favorevole alla UE) ma perchè ha perso Orban.

Qui sotto solo alcuni dei motivi che rendevano Orban un personaggio-chiave nel mondo dei sovranisti-autocrati che purtroppo investano l’Europa ed il Mondo ma che dal 13 aprile sono decisamente più deboli:

  • In primis Orban è riuscito a trasformare una democrazia liberale quale era in linea di massima l’Ungheria prima del suo avvento, in un Paese “autocrate”, non una dittatura formalmente ma uno Stato in cui il controllo quasi totale della società è nelle mani dell’esecutivo e dove una parte importante dei diritti civili è stata repressa, così come il dissenso. Basti pensare che il regime di Orban controlla in via diretta o indiretta tutti i media ungheresi. Questo processo che è andato avanti per anni a colpi di bastone sulla Costituzione e con leggi ordinarie, interessa molto altri autocrati come ad esempio Trump (ma io dico anche la Meloni…almeno fino a qualche giorno fa).
  • Il governo americano attuale ha perso il suo principale e fedele alleato in Europa. Quanto gli USA ci tenessero ad Orban lo dimostrano i ben 2 viaggi che nel giro di un mese ha fatto Vance in Ungheria per sostenere l’ “amico” Orban. Una cosa che non hanno mai fatto praticamente per nessun altro stato nel mondo. Rappresentavano un modello da mostrare in tutta Europa ma anche da cui trarre importanti spunti per il processo autoritario in corso negli USA. La sua ostilità alla UE – vista come fumo negli occhi da Trump – era poi assolutamente gradita.
  • E che dire della Russia ? Orban era un vero e proprio amico di Putin – ormai da vecchia data – e rappresentava un vero e proprio grimaldello per cercare di “scassinare” la cassaforte UE, almeno per quanto riguarda le informazioni anche quelle riservate. Non è un caso che il ministro degli esteri del governo Orban sia accusato di aver fatto la spia in favore della Russia di dialoghi riservati all’interno dell’ Unione Europea. Poi la cosa forse più importante: Orban era in grado di bloccare e di fatto bloccava gli aiuti europei all’Ucraina, anche quelli umanitari. Per non dire della dipendenza energetica dell’Ungheria dalla Russia che rappresentava un oggettivo motivo di “ricatto”.
  • Quello che è successo in Ungheria avrà, anzi ha già, degli impatti sull’atteggiamento degli amici sovranisti di Orban che in un famoso video hanno sostenuto la sua campagna elettorale. Quello spot in cui c’erano la francese Lepen, lo pagnolo Abascal, l’ebreo Nethaniau, e per l’Italia addirittura in due Salvini e la Meloni, rischia di essere un brutto boomerang. Chiaramente i nostri eroi si sono precipitati a dire che sono felici per il nuovo premier e che collaboreranno volentieri con lui, visto che si tratta comunque di un conservatore. Ma aver sostenuto in maniera esplicita Orban è un qualcosa che non può essere cancellato e del quale si ricorderanno tutti, in primis il nuovo premier Magyar.

La Meloni in particolare sembra molto colpita dall’ esito delle elezioni in Ungheria, che capita dopo la pesante sconfitta del referendum sulla giustizia e la insana guerra scatenata dal suo amico Trump che sta causando una serie di disastri che sul piano economico stanno mettendo in difficoltà i paesi occidentali, in particolare l’Italia che rischia uno scenario da incubo fatto da inflazione e recessione, la cd Stagflazione. Tanto che sta cambiando velocemente le sue posizioni politiche, rinnegando il suo grande protettore Trump – candidato al Nobel per la Pace – e l’intoccabile Nethaniau che ha compiuto le peggiori nefandezze senza che la Meloni dicesse nemmeno Bah.

Cosa succederà dunque nel prossimo futuro? Difficile dirlo, è però evidente che lo scenario mondiale sta cambiando velocemente. Trump è sempre più isolato in patria e all’estero. Il mio auspicio è che venga presto messo in condizioni di non nuocere, in un modo o nell’altro ma è evidente che gli stanno mancando tutte le sponde amiche – in Europa ma non solo – che hanno appoggiato le sue deliranti politiche. L’impressione è che la valanga sia partita, speriamo solo di riuscire a limitarne gli effetti.

 

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