Dalle braccia di Donald a quelle del generale
Continuiamo a seguire la telenovela del Governo Meloni che così almeno ci sembra meno indigesta che guardare i puri fatti che farebbero disperare. Dopo lo sgambetto sulla legge elettorale ora lo scenario che si apre per il centrodestra è pieno di incognite ed insidie
Che la Meloni dopo la sconfitta al Referedum si sarebbe trovata ben presto immersa in un pantano politico era facile da prevedere. Che il malumore degli alleati di Governo (e anche all’interno del suo partito) sarebbe cresciuto stava scritto. Quello che forse non si poteva prevedere era l’impatto devastante che l’avvento del movimento neo-fascista di Vannacci avrebbe avuto sulle dinamiche politiche e parlamentari e soprattutto su Fratelli d’Italia e la Meloni in primis.
Intanto vediamo cosa succede sul fronte dei sondaggi. La Supermedia Agi- Youtrend fotografa il partito di Vannacci al 6.5% che è tanto visto che è nato pochi mesi fa, che ha una presenza ancora modesta sul territorio, che in teoria è portatore di idee estremiste che dovrebbero riguardare una nicchia di elettori. Invece dopo aver mangiato 3 punti secchi di consenso alla Lega – ora sotto il 6% – FN sta intaccando in maniera sensibile anche l’elettorato della Meloni. Dal 29.5% di febbraio è scesa di 2.5 punti avvicinandosi alla percentuale delle politiche del 2022. Di fatto Vannacci sta cavalcando in modo più estremo tutti i cavalli di battaglia delle attuali forze di Governo, in primis l’emigrazione e la sicurezza (collegati tra loro). Solo che lo fa da “opposizione” dicendo che su quei temi il Governo ha fallito. Questo gli sta portando consenso in una fascia di elettorato di livello culturale infimo che apprende la politica dai bar o peggio dai Social.
E veniamo alla recente vicenda della nuova legge elettorale che è stata approvata alla Camera dopo non poche peripezie. Quello che è successo in realtà è che il gruppo degli scissionisti che rispondono a Vannacci ha votato un emendamento molto importante promosso dal Governo che non è stato invece votato da un fetta importante dei parlamentari di Forza Italia e Lega. E parallelamente un emendamento di FN teso a introdurre le preferenze è stato votato da FDI ma non dagli alleati di Governo.
Ora che FI e Lega soprattutto quest’ultima siano incazzati sulle ultime scelte della Meloni e soprattutto sulla Legge elettorale siano convinti che avvantaggerà il suo partito a scapito degli altri, è un dato di fatto. Che la Meloni stia boccheggiando su molti fronti, sia quello economico che in politica intrenazionale è un altro dato di fatto. Per cercare disperatamente di recuperare il terreno perduto i 3 partiti di destra stanno “rincorrendo” Vannacci sul suo terreno (vedi per tutte la vicenda del gioiellere- vendicatore). Ma come sempre succede in questi casi cercare di superare un avversario sul suo terreno, quando ha il vento in poppa nei sondaggi ed è molto più “credibile” come populista e demagoro, è un impresa disperata.
Ma a questo punto la Meloni sembra aver tirato fuori una strategia alternativa che si si può riassumere nel motto: “Se non puoi sconfiggere l’avversario, alleati con lui“. Le prove di questa convergenza si sono viste con la legge elettorale, ma secondo me continueranno. Ma questa strategia può portare frutti positivi per la Meloni? Passare dall’abbraccio mortale di Trump a quello comunque inquietante di Vannacci può risollevare le sorti sue e del Governo?
La mia opinione è che da un punto di vista dei sondaggi continuerà anche se a ritmo più contenuto l’erosione del consenso da parte di FN che secondo me però – salvo fatti traumatici – arriverà a plafonare sotto il 10%. Se la Meloni continuerà a strizzare l’occhio a Vannacci irriterà ancora di più i suoi alleati che a questo punto potrebbero farle altri sgambetti. Poi alla domanda: allearsi o no con FN alle prossime elezioni ora come ora la Meloni sembra orientata per il sì, mentre non così la pensano i due alleati.
Difficile dire cosa succederà alla Lega che si sta letteralmente sgretolando come partito nazionale. O qualcuno dei suoi amministratori o esponenti del Nord (tipo Zaia, Fedriga, Giorgetti) la prende in mano riportandola su una dimensione “locale” oppure la vedo molto brutta. Mentre Forza Italia indirizzata dai Berlusconi potrebbe essere tentata di abbracciare un fronte centrista magari con Calenda e qualche altro rametto sparso.
In tutti i casi la prospettiva per la Meloni non mi pare esaltante…
Qui non parliamo del fronte di CSX che ha le sue belle gatte da pelare ed è attualmente senza un programma e senza un leader.
