Lettera aperta a Zaia
Caro Luca Zaia,
mio quasi concittadino tu coneglianese io di nascita vittoriese, divisi dal famoso “Menarè” la strada lunga una dozzina di km di antiche origini.
Ti scrivo questa lettera perchè nonostante io non sia mai stato un fan tuo e della tua parte politica, la Lega, criticandoti ogni volta che mi sembrava opportuno farlo, come nella gestione della sanità ormai di fatto privatizzata (le liste d’attesa sono un problema enorme), oppure di opere inutili e mangiasoldi come la Pedemontana Veneta oppure ancora le leggi regionali scandalose sull’utilizzo di suolo.
Ebbene ciononostante io ti scrivo questa lettera aperta per dirti sostanzialmente due cose.
La prima sono i sinceri complimenti per aver portato a buon esito la legge sul fine vita; questo nonostante le numerose pressioni e ostacoli incontrati nel cammino. E’ un risultato di civiltà, di umanità che supera per fortuna questioni di contrapposizione ideologica ed è un esempio di politica buona fatta per i cittadini. Anche Marco Cappato che non è notoriamente una persona che spende giudizi positivi facilmente, ha segnalato la legge veneta come modello. Manca certamente la cornice nazionale ma è un gran passo avanti.
Ecco proprio da qua vorrei partire per il secondo argomento. La distanza sempre più importante tra i comportamenti delle amministrazioni locali (Comuni, Regioni, etc) e il Governo centrale. Su sempre un numero maggiore di questioni le amministrazioni locali – di vario colore questo importa sempre meno – sono svariati passi avanti rispetto al Governo.
Ad esempio sui diritti civili; a parte l’esempio del fine vita, sul riconoscimento dei figli nati da fecondazione eterologa all’estero, sui diritti dei gay lesbiche, etc. E in questo senso devo dire che tu hai sempre marcato una differenza rispetto alle posizioni arretrate e ipocrite dei capi del centro destra, Salvini in primis.
Ma anche su altri fronti le Regioni hanno dimostrato di essere più avanti; ad esempio sulle politiche ambientali, per quello che possono fare con competenze e soprattutto risorse limitate.
Ma anche sulla gestione del fenomeno dei migranti se vogliamo ci sono spesso differenze. L’approccio degli amministratori locali è più pragmatico; se un migrante è qua anche senza permesso ma ha voglia di lavorare ed integrarsi ci sono molti Comuni che riescono a bypassare le pessime e farraginose normative nazionali.
Se poi vogliamo parlare di posizioni politiche più in senso stretto, fin da subito tu ma anche molti altri leghisti del nord avete mostrato imbarazzo ed insofferenza quando Salvini ha imbarcato Vannacci nella Lega: puzzava di fascismo lontano un miglio e sappiamo quanto tu sia distante da questa funesta ideologia…
A questo punto sorge sponstanea una domanda: cosa ci stai a fare ancora nella Lega di Salvini che tra l’altro sta tracollando nei sondaggi?
Perchè non pensi a insieme ad altri (Fedriga per dirne uno) a staccare la parte buona della Lega e creare un soggetto diverso, che senza i connotati ideologici della prima Lega ma anche senza le sbandate ormai senza controllo di Salvini? Una specie di CSU tedesca che lavori per il federalalismo e l’autonomia sana, quella che consente ad esempio di parificare le regioni a statuto speciale con quelle ordinarie? Aperta all’ Europa ma con idee precise su quello che si può ottenere da Bruxelles? Che riesca anche a mettere assieme sensibilità diverse magari provenienti perchè no anche dal fronte progressista. Ormai è chiaro a chiunque non sia vittima di demagogia e populismo che le battaglie esistenziali per il Veneto sono le stesse dell’Italia e del mondo intero. La lotta al cambiamento climatico, l’approvvigionamento energetico, la gestione del fenomeno migratorio che proprio a causa del cambiamento climatico non può che diventare sempre più imponente.
Quindi coraggio Luca, fai tu il primo passo e vedrai che molti ma veramente molti ti seguiranno.
Con stima (e sempre differenti idee su molte cose)
Marco De Alberti
