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Published on Giugno 20th, 2024 | by Redazione MG News

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Partito dei comuni non partito dei sindaci

Il partito dei sindaci era poco più che una suggestione negli anni 90. Proposto dai vari Cacciari, Veltroni, Vitali, Chiamparino, De Luca il cd Partito dei Sindaci ebbe vita breve e nessun atto concreto. Ci riprovò Pizzarotti nel 2018 ma senza grande fortuna. Forse spostando il punto di vista l’idea può risultare vincente.

L’idea che si possa creare un partito o meglio un Movimento dei Comuni Italiani nasce da una serie di considerazioni che se valevano nel 2018 quando Pizzarotti lancio “Italia in Comune”, valgono a maggior ragione oggi:

  • C’ è sempre una maggior distanza tra i cittadini  – soprattutto i giovani – dalla politica, soprattutto intesa come lotta di potere, vuoto ideologismo che connota il comportamento degli attuali partiti
  • L’unico elemento di rappresentanza politica che sembra reggere è il Comune ed il sindaco come figura di riferimento. Questo grazie al fenomeno del “civismo” che sta sempre più prendendo piede in questi ultimi anni. Sono sempre più i candidati sindaci che si presentano appoggiati da liste civiche, anzi che fanno nascere il loro progetto dalla società civile e quindi dalle liste che ne sono la manifestazione elettorale.
  • Come corollario a quanto sopra il peso dei partiti politici sulle scelte dei sindaci e quindi delle politiche locali è in costante diminuzione. Molti candidati sindaci – alcuni addirittura provenienti dalla struttura di un partito politico – al momento delle elezioni marcano bene le distanze da quel partito.
  • Ci sono tanti esempi che dimostrano quanto si possano ribaltare a livello locale gli equilibri politici nazionali (veri o presunti). In Veneto ad esempio abbiamo alcuni esempi eclatanti come Damiano Tomasi sindaco di Verona, una delle città storicamente più a destra in Italia. O anche lo stesso Giacomo Possamai a Vicenza, altra città con tradizioni sicuramente non di estrema sinistra.
  • Peraltro questa tendenza degli amministratori locali a svincolarsi dal pericolo abbraccio dei partiti nazionali la vediamo bene con alcuni sindaci di derivazione leghista. Il sindaco di Treviso Mario Conte è ancora formalmente tesserato con la Lega ma è un sindaco che, sia nelle dichiarazioni che nei comportamenti, mostra un livello di tolleranza, di apertura mentale e di proiezione verso il futuro che lo avvicinano molto a un Tomasi o a un Possamai rispetto ad esempio al noto vecchio sindaco leghista di Treviso Gentilini. Nel suo piccolo poi Davide Bortolato è stato riconfermato sindaco di Mogliano Veneto (TV) con una marea di voti, molti provenienti da un elettorato moderato non certo “leghista”, dopo che si è formalmente staccato (ormai da diversi anni) dal suo partito ed è diventato a tutti gli effetti un “civico”.
  • Un ultima considerazione, non di scarsa rilevanza: le decisioni più importanti che riguardano il futuro degli italiani (ma anche dei tedeschi, dei francesi, etc) si prendono a livello europeo. Nonostante le ancora forti resistenze retrograde dei partiti vetero-nazionalisti come Fratelli d’Italia, il livello europeo è destinato ad avere sempre più importanza in molti ambiti decisionali. La politica industriale, l’ambiente, la difesa, la politica estera, etc. Il livello nazionale conta e conterà sempre meno. Mentre sono e saranno importantissime le politiche di implementazione a livello territoriale. E’ la realizzazione del famoso “Think global and act local

Come potrebbe realizzarsi questo Movimento dei Comuni ? Mettendo assieme le istanze provenienti dai vari territori, concertando delle linee di azione concrete che siano un punto di mediazione tra esigenze che possono essere molto diverse, per esempio tra zone avanzate del Nord e zone arretrate del Sud.
Questo ad esempio potrebbe essere molto utile nel momento in cui si va a discutere di modalità di attuazione di riforme molto delicate come la cd “Autonomia differenziata”.
Ma questo vale per molte scelte che riguardano l’ambiente, le fonti energetiche, le politiche di accoglienza ed integrazione dei migranti e tanti altri aspetti.

Il problema di un Movimento di questo genere sarebbe quello di “fare sintesi”. Servono persone, amministratori locali, con visione ed apertura in grado di mettere in discussione anche idee derivanti da una provenienza politica di destra o di sinistra.
Sarebbe qualcosa di spiazzante per tutto il sistema politico italiano. Forza a chi ci vuol provare!


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